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Venerdì 23 Ottobre 2009, 0:00
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Ma non è solo questa «ingiustificata» disparità di trattamento a non andare giù ai sindaci. I primi cittadini chiedono anche, come auspicato dalla Commissione di vigilanza sull'anagrafe tributaria, che i contribuenti possano essere messi nelle condizioni di versare (tramite F24 (Francoforte: A0F5WM - notizie) o bollettino di conto corrente) direttamente nelle tesorerie degli enti i tributi da pagare. Senza intermediazione di soggetti terzi. Una soluzione che risolverebbe a monte il problema dei tanti concessionari che riversano in ritardo nelle casse dei comuni (o non riversano affatto) le somme riscosse. Disattendendo i contratti di servizio firmati con i sindaci. Bocciato anche l'aumento dell'aggio che i concessionari della riscossione trattengono sulle somme versate dai contribuenti. Il compenso degli esattori è stato elevato dall'8 al 10% dal decreto legge anticrisi (dl 185/2008), ma questo, secondo l'Anci, «scarica sui cittadini un ulteriore, ingiustificato aggravio» e incide sull'autonomia comunale «imponendo di modificare i contratti, anche pluriennali, già in essere con i concessionari». Il cahier des doleances dei comuni è stato presentato dall'Anci nel corso di un'audizione in commissione finanze della camera. Per l'Associazione guidata da Sergio Chiamparino è imprescindibile che sia ripristinata la «parità di trattamento» tra Equitalia e gli enti locali, visto che l'agente nazionale della riscossione opera sul mercato in regime di concorrenza. Di qui la richiesta che anche i comuni possano emettere ruoli per la riscossione coattiva. Altro nodo cruciale è costituito dalla partecipazione dei municipi alla lotta all'evasione fiscale. I sindaci chiedono che vengano rafforzati gli strumenti a disposizione degli enti locali per l'accesso alle informazioni rilevanti ai fini del controllo degli adempimenti tributari. Un primo passo in questo senso, si legge nella relazione del sindaco di Varese e presidente di Anci Lombardia, Attilio Fontana, sta per essere compiuto con il protocollo d'intesa tra Anci, Ifel e Agenzia delle entrate che impegna l'amministrazione finanziaria a concordare con i comuni il surplus di informazioni di cui hanno bisogno per giocare fino in fondo la partita contro gli evasori. E ancora. Gli enti chiedono una una collaborazione più stretta con Sogei, Equitalia e gli altri concessionari della riscossione per costituire una anagrafe dei contribuenti locali «che potrebbe essere», scrive l'Anci, «la vera base dati da cui generare operazioni di verifica e incrocio di informazioni con gli altri date base necessari per migliorare il sistema della riscossione volontaria». Oltre all'anagrafe dei contribuenti locali, l'Anci auspica anche la creazione di un'unica banca dati immobiliare integrata dalle informazioni provenienti da Agenzia del territorio, comuni, notai, professionisti tecnici e soggetti preposti alla pubblicità immobiliare. E per finire la riforma delle percentuali di aggio dovute ai concessionari che l'Anci vorrebbe non fossero definite in maniera fissa, ma rimesse al giudizio del mercato. In pratica, secondo l'Anci, l'aggio da corrispondere agli esattori andrebbe ad aggiungersi agli altri requisiti da valutare in sede di gara per l'affidamento del servizio di riscossione. Sindaci al Quirinale. Ieri una delegazione dell'Anci guidata dal presidente Chiamparino e dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è stata ricevuta al Quirinale dal presidente della repubblica, Giorgio Napolitano. Il capo dello stato ha auspicato che l'Anci possa trovare l'accordo con il governo per sbloccare le risorse di cui i comuni hanno bisogno. Napolitano ha chiesto che le riforme istituzionali «siano concordate, in un clima di serenità e senza contrapposizioni pregiudiziali».Napolitano si è soffermato in particolar modo sulla riforma del senato. «Vorrei che non si sottovalutasse l'importanza di trasformare il senato in una camera rappresentativa delle autonomie». ha detto il presidente della repubblica, «cosa che non rappresenta un declassamento del ruolo attuale del senato che è ripetitivo di quello della camera». Il presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino, ha assicurato che i comuni italiani «sono pronti a raccogliere la sfida delle riforme», «a mettersi in discussione, a valutare proposte e iniziative che riguardano il loro funzionamento» ma rifiutano «giudizi qualunquisti e populisti sulle nostre spese».
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