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Italia.it, l'Enit aspetta Nicolais
Di di Massimo Galli
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L'Enit è in attesa che il ministero dell'innovazione firmi la convenzione per la gestione, da parte dell'agenzia, del portale Italia.it. Il cda dell'Enit, riunito per l'approvazione del bilancio consuntivo 2007, ha espresso formalmente l'auspicio che si arrivi alla conclusione dell'iter nel più breve tempo possibile. "Prima si fa, meglio è", spiega il presidente dell'agenzia, Umberto Paolucci. "Io ho già firmato il documento, che ora si trova nelle mani del ministro (Nicolais, ndr). Il cda ha ratificato la delibera presidenziale, con la quale ero stato autorizzato a firmare il protocollo d'intesa con il Dit (dipartimento per l'innovazione e le tecnologie, ndr), che non ci è stato ancora reso firmato". Fatto sta che il tempo stringe, con il cambio di governo all'orizzonte. Le regioni premono perché si faccia presto: senza la convenzione, infatti, non possono essere stanziati i 21 milioni di euro agli stessi enti regionali, destinati a realizzare i contenuti del portale. L'Enit, tuttavia, aveva sollevato perplessità di natura tecnica. "Il protocollo, in realtà, prevede il rinnovamento della piattaforma, quindi non si ripartirà dal punto in cui ci si era fermati", sottolinea Paolucci. "Il mercato aveva detto che la vecchia impostazione non andava bene. Noi ne abbiamo prevista un'altra, tradotta in un'analisi progettuale condivisa con la cordata guidata da Telecom Italia (Milano:
TIT.MI - notizie) , vincitrice della gara per la pubblica amministrazione. Negli ultimi mesi sono stati inseriti nell'Enit 24 nuovi professionisti, utilizzando il meccanismo della mobilità e riattivando la graduatoria di un concorso di quattro anni fa: si occuperanno di varie attività, tra cui il portale". Ma il cambio di governo non rischia di creare problemi? Paolucci mette le mani avanti: "Noi abbiamo discusso la convenzione in uno scenario supportato dal ministro Nicolais e dalle regioni. La firma non rende intoccabile il documento, sarebbe presuntuoso da parte nostra. Siamo disponibili a lavorare anche su basi differenti, se ci verrà chiesto, naturalmente sempre in accordo con le regioni". Quel che è certo, conclude il numero uno dell'Enit, è che occorre fare in fretta, perché non avere un portale equivale a non promuovere in modo efficace l'offerta turistica italiana nel mondo. Dal canto loro, le regioni non stanno più nella pelle e stanno facendo di tutto affinché si arrivi alla firma della convenzione con l'attuale governo in carica. "Abbiamo chiesto di accelerare i tempi", osserva Enrico Paolini, coordinatore degli assessori regionali al turismo e vicepresidente dell'Enit. Ma non ci sono resistenze di carattere politico in questa fase di transizione? "Assolutamente no", replica Paolini. "Se ci fossero invece resistenze tecniche, per sbloccarle basterebbe che Esposito (direttore del Dit, ndr) dicesse che l'Enit deve fare le cose in un altro modo". Il coordinamento delle regioni ha sollecitato il ministero a chiudere la partita. "Una richiesta", osserva Paolini, "che deve essere esaudita, sempre tenendo conto delle cautele istituzionali del caso, ma alla quale bisogna comunque dare seguito, perché indispensabile per avviare la costituzione e realizzazione del portale Italia.it. Si intuisce", aggiunge il vicepresidente dell'Enit, "quanto sia mai necessaria e urgente la misura del trasferimento dei fondi per ricominciare a dare vita al portale". A disposizione dell'Enit vi saranno anche 8-9 milioni di euro, avanzati dalla gestione precedente; lo stanziamento complessivo era stato di 45 milioni e una prima tranche era già stata impiegata per la piattaforma tecnologica e i primi contenuti di carattere nazionale. Intanto il cda dell'Enit ha approvato il conto consuntivo 2007 che ha visto, si legge in una nota, "un significativo aumento degli investimenti promozionali, pari a 27.348.133 euro, con un incremento del 190,8% rispetto alle spese dell'anno precedente". Paolucci ricorda il maggiore contributo dello stato di quasi 49 milioni, che ha permesso all'agenzia di impostare "una programmazione aperta, concertativa".
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