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Mercoledì 23 Aprile 2008, 8:22

Euro, nuovo massimo storico!

Di Saverio Berlinzani

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Ci siamo finalmente arrivati ! Era da tempo che tutti parlavano di questo 1.6000 come obiettivo di lungo termine, anche se ora in molti, dopo il superamento di questa fatidica quota, cominciano già a parlare di 1.6500. Del resto a questo punto c'è ben poco di cui meravigliarsi, in quanto da tempo si sostiene che il circolo vizioso, dollaro giù , petrolio su, inflazione su in Europa, continua a prospettare e sempre di più lo accentuerà, uno scenario sempre più nero per il dollaro. Un circolo vizioso da cui si potrebbe uscire in un solo modo, continuiamo a dirlo e a ripeterlo: con un sostegno concreto al dollaro che riduca le pressioni rialziste sul petrolio e sulle materie prime e possa frenare il circolo vizioso dell'inflazione in rialzo, soprattutto in Europa, netta importatrice di materie prime. Il petrolio è ormai a 120 dollari al barile (119.50 il massimo di ieri), e l'Euro è salito a 1.6000. I dati americani ancora mostrano debolezza anche se qualcosa si muove, nel senso che se non altro escono leggermente migliori del consensus. Dall'Europa poi , invece che cercare di aiutare i mercati ad eliminare la tensione generale, alcuni membri della Bce continuano a minacciare di alzare addirittura i tassi per combattere l'inflazione, mentre pochi o nessuno puntano il dito sul fatto che anche il sistema bancario del vecchio continente avrebbe perdite per 47 miliardi di dollari legate ai mutui subprime. La maggior parte degli analisti sono concordi nell'affermare che l'inflazione europea sia legata a fattori esogeni e che la crescita stia effettivamente rallentando, ma i mercati, si sa devono avere conferme reali e concrete e intanto continuano a picchiare il dollaro senza soluzione di

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continuità.
Dalla Gran Bretagna il membro della Boe Besley ha affermato intanto che lo schema annunciato dal Governo e dalle autorità monetarie per far fronte alla crisi di liquidità aiuterà la Boe a concentrarsi sull'inflazione che resta un problema perché sopra i parametri fissati dalla banca Centrale. Noi, dalla nostra posizione di osservatori, ci limitiamo ad una considerazione, legata al fatto che l'inflazione attuale, in un periodo di bassa crescita , è una inflazione causata principalmente dalla bolla speculativa del petrolio e delle materie prime e non certo dal surriscaldamento delle economie, quindi facciamo fatica a comprendere come non sia chiaro il fatto che occorrerebbe semplicemente cercare di ridare fiato al biglietto verde e tagliare il circolo vizioso che si è venuto a creare per riportare i prezzi del petrolio e in generale tutta questa situazione di incertezza in un alveo più accettabile. Il tutto a vantaggio di una economia che ha bisogno di riprendersi senza lo spettro di tassi ancora più alti per combattere una inflazione che ci pare non legata a fattori macro, ma contingenti e di breve periodo.


EurNzd daily
Dal Canada arrivano notizie di taglio dei tassi di 50 basis points al 3% e sembrerebbe che la Banca Centrale sia disposta a fare di più, un segnale positivo di chi si dedica alla crescita economica, e il tutto nonostante gli ultimi dati sulle vendite al dettaglio avrebbero anche potuto portare ad un taglio inferiore.

Concentriamoci oggi sul''EurNzd, carry trade interessante perché il differenziale di tasso resta ancora interessante a favore del dollaro neozelandese (4.25% annuo).
Divergenze ribassiste sul grafico giornaliero farebbero propendere per un ribasso con obiettivi in area 1.9285, nel caso di rottura della media mobile a 21 giorni passante a 1.9857.
Tali divergenze potrebbero essere negate solo se si superasse l'area di 2.0170, nel qual caso si potrebbero prospettare obiettivi compresi tra 2.0500 e 2.0850.
Per il momento però riteniamo che vi siano ancora spazi di discesa interessanti dai livelli attuali, confermati proprio dalle divergenze sugli stocastici.

Sul piano dell'analisi tecnica di giornata prevediamo un ritorno dell'EurUsd in area 1.5910 solo dopo un test di 1.6030-60 , a meno di una qualche dichiarazione da parte delle autorità monetarie.
UsdChf verso 0.9920 mentre il UsdYen sembra poter andare al test dei supporti in area 102.50 per poi salire a 103.50. Cable che dovrebbe iniziare a scendere in area 1.9800 e poi 1.9650 mentre l'EurChf dovrebbe restare tra 1.6000 e 1.6100. EurYen in rialzo verso 165.50 con l'EurGbp che sembra restare tra 0.7980 e 0.8050. AudUsd in discesa verso 0.9400 mentre il UsdCad dovrebbe rimanere nel range in un triangolo in formazione tra 1.0025 e 1.0150.

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