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Mercoledì 23 Aprile 2008, 17:42

I tecnologici ce la faranno a resistere?

Di Morningstar

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“Le aziende, nei prossimi mesi, spenderanno di più per aggiornare i sistemi informatici o per far fronte al crescente costo del petrolio”? Chi sarà in grado di rispondere a questa domanda, dicono gli analisti, indovinerà il futuro del settore tecnologico. L'indice Msci del comparto, intanto, nell'ultimo mese (fino al 22 aprile e calcolato in euro) ha guadagnato più del 5% confermando il carattere anticiclico e difensivo di un comparto la cui domanda dipende più dalle innovazioni tecniche che non dai normali andamenti di

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mercato.

Ma la situazione macroeconomica mondiale rischia di rimescolare tutte le carte. Il petrolio è ormai diretto verso quota 120 dollari al barile, mentre i pessimi risultati trimestrali di General Electric (NYSE: GE - notizie) (considerata un termometro dello stato di salute globale grazie alla differenziazione delle sue attività) indicano che ci vorrà tempo prima di lasciarsi alle spalle l'attuale crisi dei mercati.

Nell'immediato, però, gli investitori fanno i conti con il bilancio dei primi tre mesi dell'anno. La tedesca Software Ag nel periodo gennaio-marzo ha avuto una crescita del 44% dei profitti rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, battendo anche le attese degli analisti. La svizzera Logitech (mouse per computer) nel quarto trimestre fiscale (chiuso a marzo) ha registrato un aumento degli utili superiore al 7,3%. In entrambi i casi i conti sono stati spinti da una serie di nuovi prodotti lanciati sul mercato e che, per le aziende, sembrano essere diventati indispensabili. Certo, ci sono anche le eccezioni che, in un quadro come quello attuale gettano luci ancora più sinistre sulle possibilità di recupero della situazione globale. Texas Instruments (NYSE: TXN - notizie) , per esempio, ha annunciato che gli utili per azione del secondo trimestre saranno compresi fra i 42 e i 48 centesimi di dollaro. Nella migliore delle ipotesi, quindi, sarebbero più bassi di quelli attesi dagli esperti interpellati da Bloomberg. Se la previsione del colosso dovesse essere confermata, sarebbe un'altra prova dello stato di recessione degli Usa che spinge gli americani ad acquistare un minor numero di cellulari (molti dei quali utilizzano semiconduttori TI).

Alla luce di tutto questo gli analisti di Morningstar (NASDAQ: MORN - notizie) consigliano di essere molto oculati nella scelta dei settori tecnologici nei quali si vuole investire. “Il comparto hi-tech è sicuramente un buon sistema per difendere il portafoglio”, spiega Erik Kobayashi-Solomon. “Ma in un momento di depressione mondiale simile a quella del '29 bisogna fare attenzione a quello che si compra”. Il comparto dei semiconduttori, per esempio, da sempre è uno di quelli più sensibili ai cambiamenti di umore dei mercati. “Fino a qualche anno fa veniva trainato dagli investimenti delle grandi aziende e dei governi”, continua l'analista. “Poi dall'utilizzo in apparecchiature usate quotidianamente dalle persone. Ma questa è un'arma a doppio taglio. Nel momento in cui le famiglie hanno meno soldi in tasca, iniziano a risparmiare sull'acquisto di cellulari e computer portatili”.

Per quanto riguarda Internet, la partita se la giocano Microsoft (NASDAQ: MSFT - notizie) e Google (NASDAQ: GOOG - notizie) . “Ma mentre la prima ha bisogno di un'acquisizione per sfondare veramente, la seconda può contare sull'innovazione tecnologica che produce internamente e sul suo forte marchio”, continua Kobayashi-Solomon. Nel software, secondo l'analista di Morningstar, bisogna puntare sulle società che hanno sempre dimostrato di saper guadagnare in maniera stabile e di fare economie di scala. “In pratica, quelle che inventano programmi da avere assolutamente”.

Per i più prudenti, l'ideale sono invece le società telefoniche internazionali. “Il telefono ormai ce l'hanno tutti”, dice l'analista di Morningstar, “ed è impensabile che venga gettato nella spazzatura. Probabilmente sarà utilizzato di meno. Ma le grandi società di Tlc sono in grado di avere introiti regolari grazie al continuo lancio di nuovi servizi”.

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