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Mercoledì 23 Aprile 2008, 15:53
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L'energia è sicuramente il motore di sviluppo della civiltà e ciò è dimostrato dall'accresciuto utilizzo delle fonti primarie energetiche da parte di tutti i paesi del mondo. Questa situazione sta via via saturando la richiesta dei combustibili e una valida alternativa è costituita dalle energie rinnovabili. In questo ambito il fotovoltaico può svolgere un importante ruolo e Paesi europei come la Germania hanno da tempo applicato politiche che ne hanno permesso uno sviluppo industriale. In Italia fino al 2006, annualmente si installavano in media 3 MW e solo con l'avvio concreto del Conto Energia si è potuto assistere ad un importante cambiamento. Infatti, sin dal 2006 la potenza installata si è triplicata, passando da circa 9 MW a poco meno di 60 MW nel 2007 e si stima che nel 2008 la potenza nuova installata raggiunga i 120 MW, portando il totale italiano a circa 200 MW. Nel contempo l'industria che, fino al 2006 contava poco meno di 50 aziende con poco più di 250 addetti ed un fatturato di circa 85 milioni di euro, nell'anno appena concluso è passata a più di 1.320 aziende con un'occupazione di oltre 1.700 posti fra diretti e indiretti e un fatturato di oltre 400 milioni di euro. Un aspetto importante per lo sviluppo rapido del settore è costituito dal finanziamento. “La creazione di un iter preferenziale tra GIFI e Intesa Sanpaolo rappresenta una grande opportunità per favorire lo sviluppo e la promozione della tecnologia fotovoltaica in Italia -spiega Roberto Taranto, direttore generale di Federazione ANIE -. La Federazione ha un accordo di collaborazione a largo raggio, in grado di aumentare la diffusione di impianti fotovoltaici nel nostro Paese. Questo accordo con un gruppo quale Intesa Sanpaolo, fortemente orientato al supporto all'innovazione, contribuirà a un'ulteriore crescita del mercato di impianti fotovoltaici in Italia”. Gli strumenti offerti da Intesa Sanpaolo consentono di finanziare progetti di risparmio energetico, produzione di energia con tecnologia nuova (pannelli solari, pompe di calore, etc.), investimenti di risparmio energetico nei processi produttivi, con particolare riguardo alle attività ad alto assorbimento energetico (cartiere, fonderie, etc.), spese per la razionalizzazione del consumo e il miglioramento del rendimento e dell'efficienza degli impianti di produzione di energia. Un aspetto particolarmente innovativo è la durata del finanziamento, che può arrivare fino a 15 anni. Inoltre, il Gruppo Intesa Sanpaolo può contare sulle competenze specialistiche dedicate al settore delle energie rinnovabili operanti all'interno di Mediocredito Italiano, in grado di mettere a punto soluzioni su misura per le imprese con esigenze complesse e articolate. Per Vanni Bovi, responsabile del Settore Imprese della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo: “Nel nostro Paese sono stati fissati obiettivi che richiedono investimenti considerevoli in ambito di rinnovabili, risparmio energetico e controllo delle emissioni. Intesa Sanpaolo, che in Italia è la banca di riferimento per il settore energetico, arriva a coprire l'intero costo dell'investimento. Inoltre, grazie all'accordo realizzato con GSE, il cliente può utilizzare l'incentivo pubblico per pagare direttamente le rate del finanziamento”. “Siamo persuasi - conclude - che la strategia 'chiavi in mano' possa essere lo stimolo che ancora mancava al mercato italiano. La disponibilità di un pacchetto completo di tecnologia, finanziamento e consulenza normativa non solo solleva chi sceglie di investire nelle fonti pulite dai problemi del fai da te, ma consente di percepire fin da subito il consistente abbattimento della bolletta energetica”. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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