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Mercoledì 23 Aprile 2008, 11:18

Mancano i segnali per pensare a nuovi rialzi. Possibile un ritorno verso il basso

Di Alberto Susic

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Di seguito riportiamo l'intervista sull'indice S&P/Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte all'Analista Nicolas Listorti, socio fondatore e senior strategist di www.totalfinanza.it


Nell'intervista di due settimane fa aveva ipotizzato la possibilità di nuovi allunghi per i mercati azionari che di fatto sono riusciti a recuperare ulteriormente terreno. L'indice S&P/Mib però non è stato ancora in grado di spingersi oltre la soglia dei 33.900, da lei indicata come lasciapassare per una salita verso i 35.000. Ritiene che ci siano ancora le condizioni per assistere ad un movimento di questo tipo? Quali le attese per le prossime

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sedute?


In effetti, come da lei indicato, la soglia spartiacque non è stata al momento messa in discussione dal mercato e la stessa ha fatto da diga per contenere eventuali ulteriori allunghi. La situazione tecnica rimane in una fase di neutralità e non fornisce al momento segnali che possano anticipare ulteriori rialzi, di conseguenza, la resistenza non violata fornisce un limite al laterale rialzista che si è fermato proprio sulla parte alta del canale di breve.
La stagionalità favorisce al momento un rientro sulla parte centrale del range, oggi posto a 32800 punti di indice circa. Da questo livello il mercato deciderà la direzionalità per l'ultima settimana del mese che sarà molto importante a mio avviso. Teniamo presente che il mese di Aprile si è aperto con l'indice SPMib a 31500 punti ed una chiusura superiore a questo livello metterebbe fine ad una serie di chiusure mensili negative, ricordando che l'ultima positiva risale a Ottobre 2007.
L'ostacolo più concreto che trova il mercato al momento per proseguire con la fase di rimbalzo, è la mancanza di credibilità nel sistema stesso. La liquidità è abbondante e le Banche Centrali, FED tra tutte, hanno fatto il loro lavoro di fornire carburante al sistema. A mio avviso è un lavoro fatto a metà poiché, le tanti variabili che stanno condizionando gli investimenti, attraggono i fondi messi a disposizione dal sistema verso asset molto speculativi che sono ben distanti dal sistema del credito in prima istanza e successivamente al sistema produttivo che è il vero motore del ciclo macroeconomico.
In altre parole e più concretamente, la FED a mezzo l'apertura della liquidità permette di rifinanziarsi al sistema del credito dando a garanzia giacenze di carta al momento con valore molto ridotto e la liquidità ottenuta anziché prendere la via del ripristino dei canali del sistema del credito interrotte, prende la via della speculazione oggi quasi totalmente spostata su fondi tendenziali che investono in materie prime e valute. In questo modo non si sta facendo altro che coprire un male profondo con una dose massiccia di anestetizzanti che permettono si di attenuare il dolore, che però rimane latente se non risolta la causa. La Fed a mio avviso sta temporeggiando e confidando, anche in maniera poco razionale, nella capacità del sistema stesso di crearsi le autodifese e rigenerarsi per ripartire.
Ritornando al focus della sua domanda, concentrata su casa nostra e più precisamente nel breve, la mia idea rimane invariata, top 34.000, laterale con appoggio a 32.800 circa, e chiusura di Aprile con probabile segno positivo o invariata. Come vede il focus è molto ridotto, si naviga a vista e di conseguenza sono da preferire operazioni di trading veloce, magari anche da chiudersi nella giornata stessa, per le posizioni in tendenza, a mio avviso, ci saranno altri momenti nei mesi futuri.

Quali sono i fattori che a suo avviso potrebbero bloccare il recupero dei mercati azionari? Ulteriori salite dei prezzi del petrolio potrebbero costituire una minaccia in tal senso? Quale impatto si potrebbe avere invece dall'andamento del cambio Euro/Dollaro?

La domanda anche se molto concreta e sintetica, merita una risposta troppo lunga poiché contiene tutte le variabili che oggi viaggiano per conto proprio sui mercati finanziari. La prima cosa che ho notato, questo sulla mia pelle, è la mancanza di correlazione intermarket che nei decenni precedenti permetteva di effettuare analisi e prospettive. Oggi, la correlazione tra valute forti e mercati deboli, materie prime al rialzo coincidente con cicli in fase di forte rallentamento, inflazione strutturale in aumento con politiche monetarie in allentamento in alcune aree geografiche di primaria importanza fanno si che, per alcuni momenti, subentri anche lo sconforto di chi cerca nell'analisi del ciclo quelle correlazioni che fino a questi giorni abbiamo riportato nei manuali di economia.
L'economia moderna è in fase di forte mutamento per l'introduzione di nuove aree di produzione e consumo, con ideologie diverse da quelle occidentali. L'eliminazione di alcune regole che per decenni hanno sorretto il sistema economico di sviluppo occidentale, l'introduzione di nuovi attori sulla scena che hanno comportamenti diversi da quelli fino ad oggi mantenuti dai mercati, mettono in movimento una serie di ingranaggi nuovi che sono a mio avviso in fase di test.
In poche parole, la mia personale teoria economica di questo momento è che abbiamo sotto i nostri occhi, una ridistribuzione epocale delle ricchezze a vantaggio di nuove aree e centri di consumo mondiale con svantaggi ovviamente per alcune di quelle che per secoli sono state al centro del sistema.
Entrando nello specifico di quanto da lei richiesto, penso che il dollaro a questi livelli non mi sorprende essendo nota la mia posizione, già da quando il cambio euro-dollaro batteva 1,20 circa i mie studi tendenziali proiettavano il cambio a 1,60-1,70 nel biennio 2008-2010, siamo in leggero anticipo sulla proiezione e stiamo entrando nell'area di arrivo di un movimento strutturale importante. Dire dove finirà è quasi sfidare la sorte, la cosa certa a mio avviso è che, nella forchetta indicata finisce un movimento pluriannuale e quindi, in tutti i momenti i cambiamenti violenti di direzione sono in agguato.
Per quanto riguarda il petrolio, anche qui la mia posizione è nota da tempo, e gli ultimi rialzi mi hanno sorpreso negativamente. Credevo, e credo ancora, che prezzi oggi sopra 70-75 dollari siano solo frutto di movimenti carta contro carta che non trovano nessun fattore fondamentale, nè incrocio di domanda-offerta, né giustificazione nella scarsità di prodotto. Ripeterò qualcosa nota a tutti, su 100 contratti passati di mano sul greggio, solo 10 circa sono fisici, il resto è soffiare sul fuoco.

Quali sono le sue previsioni per la prossima riunione della Federal Reserve in programma per fine mese? Quali potranno essere le eventuali reazioni dell'azionario alle decisioni che saranno prese dalla Banca Centrale americana?

Credo che siamo alla fine del ciclo espansivo in materia di politica monetaria, intrapreso più per necessità del sistema che per convinzione delle autorità monetarie le quali, di fronte a dati sull'inflazione in aumento avrebbero fatto a meno volentieri di ritoccare il livello di tassi. Il problema rimane comunque ancora non risolto, il tasso interbancario continua a fornire spread ancora elevati e distanti dal tasso di sconto ufficiale, spread di 80 basis point sono ancora distanti dai normali 20-25 che delimitano la lancetta della tranquillità del mercato del credito. In pratica, ancora la fiducia manca, e tra gli erogatori stessi del credito non esiste fiducia reciproca e la prova palese di quanto detto è la notizia di questi giorni che alcuni primari istituti non comunicavano il reale spread per non allarmare il sistema del surriscaldamento in atto altrimenti, lo scoppio dell'estate 2007 sarebbe stato anticipato di qualche semestre. Detto questo, a mio avviso, la FED taglierà di altri 25 basis point nella prossima riunione di fine Aprile, portando il tasso FED al 2 % e comunicando di entrare in territorio di neutralità, riservandosi di applicare ulteriore taglio di 25 bases point qualora il quadro peggiorasse notevolmente. Storicamente, nel semestre pre-elettorale la FED assume un atteggiamento neutrale per non interferire sulla fase politica nell'area USA, e questa volta la tabella di marcia sembra indicare la stessa strada.

Guardando sempre a Piazza Affari, ritiene che ci siano delle storie interessanti su cui puntare nel breve? Ci sono dei titoli che vale la pena di seguire anche tra le società a piccola e media capitalizzazione?

Si, però con la premessa che sono movimenti di medio termine quindi potrebbero subire dei violenti movimenti di breve. Sui titoli dello SPMib a mio avviso sono da preferire, Impregilo (Milano: IPG.MI - notizie) , Finmeccanica (Milano: FNC.MI - notizie) , Telecom Italia (Milano: TIT.MI - notizie) (che è doveroso ricordare giace nei nostri portafogli con prezzo di carico a 2,05), Terna (Milano: TRN.MI - notizie) e Tenaris (Milano: TEN.MI - notizie) . T
ra le medie e piccole capitalizzazioni un occhio di riguardo lo merita KERSELF che sta consolidando un settore in forte sviluppo come quello fotovoltaico, Ferrovie Nord Milano che a mio avviso sono tra le principali aziende che trarranno vantaggi dalla TAV e dall'Expo Milano 2015, per il resto, attenderei qualche mese in attesa di chiarimenti sul fronte del ciclo macro soprattutto in Europa. Una cosa è certa, stare lontani dal settore bancario poiché le turbolenze e le sorprese non sono finite.

Tra gli industriali, Fiat (Milano: F.MI - notizie) ha fallito l'attacco all'area dei 15 euro, riportandosi oltre un euro e mezzo più in basso, complice anche lo stacco cedola. Questo ritracciamento è da sfruttare a suo avviso per nuovi acquisti? Qual è il suo giudizio invece su Finmeccanica e cosa ci si può attendere nel breve per questo titolo?

Su Fiat, non per demeriti propri, bensì per una forte incertezza sul lato dei consumi e del settore Agricolo in USA che fornisce al gruppo molti introiti per mezzo della CNH, starei ancora lontano in attesa di costruire una base di appoggio forte in area 11,50-12. Se si dovesse avere qualche incursione anche a punzecchiare il supporto, in quel caso, il titolo potrebbe essere preso in considerazione anche per il lungo termine poiché la ristrutturazione aziendale messa in atto dai Manager del gruppo merita di essere inserita nei manuali di gestione aziendale per le future generazioni.
Per quanto riguarda Finmeccanica, e come detto nella domanda precedente, il titolo a mio avviso sarà tra i primi 3-4 dell'intero listino con tendenziale ripristino dell'area 23 euro, si porrebbero le basi per costruire un assalto in area di massimi posta a 28 euro per azione. Il business è solido e una rivalutazione del dollaro non farebbe altro che amplificare le commesse già ottenute. Come sempre, e per concludere, suggerisco di prendere in considerazione il presente commento, frutto delle mie analisi e personale parere, come spunto riflessivo da affiancare alle proprie strategie d'investimento, le quali, devono essere il risultato della propria convinzione e dei consigli operativi dei propri strategist e professionisti di fiducia. Grazie dello spazio ed alla prossima occasione.



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