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Mercoledì 23 Aprile 2008, 21:36
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I mercati hanno comunque perso parte di quella spinta rialzista che aveva permesso loro di mettere a segno un deciso guadagno durante la scorsa settimana. Alcuni analisti ritengono tuttavia che si tratti semplicemente di una fase di consolidamento prima di assistere a nuovi apprezzamenti. Teniamo presente in ogni caso che gli indici sono reduci da un corposo recupero realizzato in maniera anche veloce nell'arco delle ultime quattro settimane. E proprio in vista di questa salita, che ha permesso di recuperare in alcuni casi solo parte delle perdite registrate nel primo trimestre, ci si chiede se ci sia ancora spazio al rialzo nel breve o se piuttosto dobbiamo prepararci a nuovi ripiegamenti. Non più tardi di ieri indicazioni positive sono arrivate da Sam Stovell, strategist di Standard & Poor's che, secondo quanto riportato da Reuters, ritiene che la caduta dei listini cui abbiamo assistito in questa prima parte dell'anno, con ogni probabilità si può ritenere conclusa. La ripresa economica non si concretizzerà in maniera ininterrotta al rialzo, ma ci sono in ogni caso diversi segnali che lasciano ben sperare. In questa direzione l'esperto fissa per l'indice statunitense S&P500 un target per fine anno a 1.560 punti, con un upside potenziale di oltre il 10% dai livelli attuali. Un invito alla cautela arriva invece da Morgan Stnaley, con particolare riferimento alle Borse europee, per le quali il rally dell'orso sarebbe finito. Gli analisti della banca d'affari americana ritengono infatti che il recupero degli indici del Vecchio Continente si avvia alla conclusione. Una previsione che si basa sul fatto che l'Msci Europe è risalito dell'11% dallo scorso 17 marzo, mentre le attese erano per un recupero nell'ordine del 10%. Per Morgan Stanley la risalita è stata favorita soprattutto dagli interventi delle Banche Centrali, con la riduzione del costo del denaro e le cospicue iniezioni di liquidità che hanno permesso di far fronte alle difficoltà del mercato del credito. Le strategie adottate però sono ormai pienamente inglobate nei prezzi delle azioni, senza dimenticare che ci si avvia verso un lungo periodo di crescita economica piuttosto debole. Non a caso il credit crunch sta colpendo anche la congiuntura europea e proprio per il Vecchio Continente è attesa per quest'anno una flessione degli utili del 16%. A ciò è da aggiungere la previsione di un peggioramento dello scenario negli Stati Uniti e in Gran Bretagna per via dell'aumento dei pignoramenti. Alla luce di ciò, gli analisti della banca d'affari americana vedono tempi migliori per le Borse solo nel primo semestre del 2009, quando appare più probabile una ripresa dei corsi azionari. Nell'attesa è meglio affidarsi alla cautela, tornando ad affidarsi ai titoli delle società più solide e che vantano utili più robusti, quali ad esempio le utilities. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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