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Venerdì 23 Maggio 2008, 15:00
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Al netto delle entrate 'una tantum' legate proprio alle concentrazioni, «l'utile sarebbe in calo del 9,9%, scendendo a 16,418 miliardi di euro dai 18,216 miliardi del 2006». «La difficile congiuntura economica internazionale e la crisi innescata dai mutui americani fanno sentire le proprie conseguenze anche sui bilanci delle banche italiane, ma il settore continua a dimostrarsi solido e stabile», spiega l'Associazione Bancaria. Secondo il direttore generale, Giuseppe Zadra, «le banche italiane stanno subendo le stesse difficoltà di tutti gli altri settori, ma complessivamente stanno reggendo il colpo della difficile situazione internazionale, grazie ai risultati positivi del processo di crescita, consolidamento e ammodernamento che hanno compiuto negli anni scorsi» che le consentono, ha spiegato, di «continuare a generare valore», nonostante la complicata congiuntura economica. Il Roe (return on equity, il rendimento del capitale investito) dei gruppi bancari italiani è però leggermente diminuito nel 2007, passando dal 14,1% al 12,6%. Al netto delle operazioni di concentrazioni, il calo è ancora maggiore, dal 15,3% all'11,2%. Salgono le spese, con un rialzo dell'1,8% a 44,85 miliardi di euro, mentre migliorano i margini. Quello di interesse segna un +8,7% a 46,56 miliardi di euro, mentre quello di intermediazione avanza dello 0,9% a 78,17 miliardi. MF e Milano Finanza in PDF sul tuo PC già dalle 5.00 di mattino |
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