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L'angolo del trader - 23/5/2008
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I listini si avviano a concludere stancamente un'ottava non certo brillante. E c'era da attenderselo dopo un paio di mesi di ascesa più o meno costante che avevano permesso alle Borse di recuperare gran parte del terreno perso nel primo scorcio di 2008. Basti pensare che l'S&P 500 a inizio settimana quotava solo il 2% circa sotto i livelli di inizio anno e con una variazione negativa simile anche se si andava a guardare il bilancio a 12 mesi, come se nel mezzo il ciclone subprime non ci fosse mani stato. Bilancio più magro per la nostra Piazza Affari che oltre alla sua debolezza cronica paga ora il cospicuo stacco cedole di lunedì scorso che ha pesato per un sostanzioso 3,30% sull'S&P/Mib. Però anche per Piazza Affari il -20% nei primi due mesi e mezzo dell'anno è ormai un lontano ricordo con una pattuglia di titoli, seppur sparuta, che addirittura viaggia sui massimi (Terna (Milano:
TRN.MI - notizie) , Tenaris (Milano: TEN.MI - notizie) , Saipem (Milano: SPM.MI - notizie) , Maire) e quelli che negli scorsi mesi erano stati i più tartassati dalle vendite – in primis bancari ma anche settore costruzioni e tlc – che hanno messo a segno una gamba rialzista non di poco conto. Un recupero che molti hanno interpretato come un vero e proprio cambio di umore dei mercati intravedendo la possibilità di un rally primavera-estate Doc. Come al solito per passare dall'eccesso di pessimismo all'eccesso di ottimismo basta un attimo. E l'euforia può fare brutti scherzi. Più prudenti gli assertori di un “bear market rally” dal fiato corso se non cortissimo. Le stesse risultanze positive arrivate dall'ultima tornata di earning season, sia in Usa che in Europa, potrebbero celare dei problemi che nei prossimi mesi verranno al pettine sotto forma di profit warning diffusi.
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