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Martedì 23 Giugno 2009, 8:52

Ci sono ancora margini per ulteriori ribassi a Piazza Affari

Di Alberto Susic

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Quotazioni
ENI SpA
ENI.MI
17.22
+2.20%
Fiat Spa
F.MI
10.37
+3.60%
Finmeccanica SpA
FNC.MI
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Intesa Sanpaolo Spa
ISP.MI
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TEN.MI
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Unicredit SpA
UCG.MI
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+3.40%
FTSE MIB
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Di seguito riportiamo l'intervista sull'indice S&P/Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte Davide Biocchi, trader privato e analista tecnico indipendente. Fondatore e amministratore del sito www.tradingweek.net.


Dopo il mancato superamento dei recenti massimi in area 20.600/20.700, l'indice Ftse Mib ha avviato una correzione che lo ha portato ieri circa 2.000 punti più in basso. La correzione in atto è destinata a proseguire nel breve? Quali sono i livelli da monitorare ora con

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attenzione?


Nel mio ultimo intervento avevo già segnalato di attendermi un trend laterale, segnalando come primo livello di supporto l'area de 19.500, con successiva conferma al di sotto dei 19.000 punti. L'indice ha di fatto violato anche quest'ultimo livello, scivolando ieri poco sopra i 18.500 punti, e a questo punto non ci resta da fare altro che attendere l'evoluzione del mercato.
La mia idea è che a questo punto possa succedere qualsiasi cosa, perché potremmo scendere fino ai 17.000 punti e da lì provare a dare vita ad una reazione. Se ciò dovesse accadere, con successivo ritorno sui recenti massimi, si andrebbe a disegnare un testa spalle rialzista, anche se potrebbe essere un po' ambizioso parlarne ora. Sperare però non costa nulla e in ogni caso potrebbe essere davvero un'ottima opportunità, a patto che i corsi non scendano al di sotto dei 17.000 punti.
Quest'ultimo è un target possibile nel breve, specie alla luce della violazione dei 19.000/18.500 punti, motivo per cui a mio avviso la discesa non si può considerare ancora conclusa. Non mi aspetto in ogni caso un crollo delle quotazioni simili a quelli visti nella prima parte dell'anno.
Di sicuro il mercato non ha più la violenza ribassista come quella che c'è stata in passato, e ciò si è visto chiaramente anche nell'andamento della seduta di ieri. C'è stato un ribasso, forse tra i più importanti tra quelli visti di recente, eppure il movimento si è evoluto con “dolcezza”. Da ieri mattina siamo scesi con regolarità, senza strappi, secondo un andamento tipico di situazioni in cui manca la volatilità che di solito è generata da grandi movimenti che creano grandi pressioni di acquisto o di vendita.
Quello cui stiamo assistendo è un ritracciamento di cui il mercato necessitava, ma questo storno è diverso da quelli visti in passato. Vediamo infatti a normali vendite così come si è assistito a “normali” acquisti fino a due settimane fa.
Ieri i volumi di scambio sono stati abbastanza buoni e il movimento di questi ultimi giorni è un bel paletto che il ritracciamento ha messo, perché siamo di fatto scesi con decisione al di sotto di livelli che prima non siamo riusciti a violare.
Il supporto più ovvio da considerare è quello in area 17.000, ma siccome il mercato spesso fa cose che non sono ovvie, non è assolutamente detto che l'indice raggiunga questo livello, così come non è detto che in caso di raggiungimento dello stesso si assista ad un rimbalzo proprio in quell'area. L'indice potrebbe infatti reagire anche 1.000 punti sotto i 17.000 o 300 punti sopra, ma l'area dei 17.000, viste le condizioni di volatilità più contenuta, potrebbe rappresentare una fascia di prezzo molto interessante.
La tendenza di fondo del mercato è ancora ribassista in una scala di medio-lungo periodo e di fatto a livello di grandi cicli non abbiamo ancora avuto massimi crescenti di una certa consistenza. E' innegabile che il movimento rialzista cui abbiamo assistito dai minimi di marzo è stato veramente prepotente, direi con la forza che a volte non si vede neanche nei mercati toro.
Il ciclo di breve è sicuramente rialzista che però ha visto in qualche modo la sua conclusione, quantomeno del ciclo primario e adesso il mercato sta cercando di trovare nuova linfa, andando a testare dei livelli di supporto dovrebbe potrebbe tornare del denaro.
A mio avviso il mercato in questo momento non sta cercando un trend rialzista o ribassista, ma è alla ricerca di livelli su cui consolidare. L'area dei 17.000-21.000 potrebbe andare molto bene da questo punto di vista e chissà magari per quanto tempo rimarremo all'interno di questa fascia di prezzo.
Solo se consolideremo con una grande intensità, allora si potrebbero creare le condizioni per tentare di violare al rialzo l'area dei 21.000 punti, con obiettivo interessante in area 28.000. Ovviamente questo target non sarebbe da raggiungere in tre mesi o per fine anno, perché stiamo ragionando in un'ottica di medio-lungo periodo.
Questo mi sembra il quadro tecnico in evoluzione più plausibile, ma non è detto che magari prima di arrivare a quelli obiettivi rialzisti segnalati, non si passi attraverso degli storni anche di portata più consistente.
In sintesi il mercato ha bisogno di consolidare e per farlo ha bisogno di molto tempo, per cui sarà probabile che anche questa volta si debbano attendere tempi abbastanza lunghi.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali strategie suggerirebbe di adottare nell'approccio dei singoli titoli? A quali guardare in particolare?

In base a quanto detto prima, attendo che il mercato raggiunga l'area dei 17.000 prima di fare degli acquisti che andranno realizzati sui titoli più significativi. Mi riferisco ai bancari e a storie come Fiat (Milano: F.MI - notizie) , Generali, ENI (Milano: ENI.MI - notizie) , Saipem (Milano: SPM.MI - notizie) ed STM, tutti titoli che raggiungerebbero livelli interessanti se l'indice Ftse Mib dovesse arrivare in area 17.000 punti.
Fiat ad esempio si potrebbe trovare intorno ai 6 euro, STM tra i 4,8 e i 5 euro, mentre ENI potrebbe quotare intorno ai 16 euro. I bancari hanno un po' più di spazio per ritracciare, per cui Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) possiamo aspettarlo in area 1,5 euro, mentre Intesa Sanpaolo (Milano: ISP.MI - notizie) potrebbe spingersi anche fino all'area 1,9/2 euro. mi aspetto invece che Generali possa tornare intorno ai 13 euro.

Qual è la sua view su Finmeccanica (Milano: FNC.MI - notizie) che continua a mantenersi a poca distanza dall'area dei 10 euro?

Fino a quando il titolo non supererà di slancio l'area dei 10 euro non offrirà grandi spunti rialzisti, tenendo presento che fino a 8,9/9 euro non ci sono supporti di rilievo. Oltre i 10 euro invece il quadro grafico diventerà più interessante, motivo per cui sarà necessario che i corsi consolidano al di sopra di tale livello.

Cosa si aspetta per i titoli del settore petrolifero oltre a quanto già indicato per ENI prima?

Mi aspetto un po' di ritracciamento per i prezzi del petrolio, nell'ambito di un contesto in cui magari si calmi un po' la tensione in Iran. Si potrebbe anche scoprire che la ripresa economica non è poi dietro l'angolo, per cui le quotazioni del greggio potrebbero scendere ancora, anche fino ai 55 dollari al barile. In quest'ottica sarà preferibile attendere prima di impostare nuove posizioni al rialzo su titoli come Saipem e Tenaris (Milano: TEN.MI - notizie) , suscettibili di ulteriori correzioni nel breve.



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