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Martedì 23 Giugno 2009, 10:48

Inflazione in arrivo? Tre società a dividendo raccomandate dagli analisti

Di Paolo Crociato

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Dopo oltre tre mesi ininterrotti di rialzi, questa settimana i mercati si sono presi una prima pausa di riflessione. Dal minimo di 676,53 toccato il 9 marzo scorso, l'indice S&P500 aveva portato avanti un rimbalzo record pari a +39,9% fino al massimo relativo di 946,21, segnato il 12 giugno scorso. Con una corsa così forte e rapida, lo storno che si sta verificando in questi giorni era piuttosto prevedibile ed auspicabile. Il “pretesto” sono state le analisi della Banca Mondiale, rilasciate in questi giorni, sulle prospettive dell'economia mondiale, riviste al ribasso a -2,9% contro -1,7% della precedente previsione. Grazie ai prezzi più favorevoli registrati in questi giorni, proseguiamo nella nostra strategia di acquisti selettivi e concentrati su aziende leader con politiche di dividendi stabili e fatturati in crescita. In aggiunta alle stime della Banca Mondiale, negli ultimi giorni altri importanti economisti internazionali hanno espresso autorevoli opinioni sull'andamento della crisi economica internazionale. In particolare Nouriel Roubini e Marc Faber, conosciuti nella comunità degli analisti per aver previsto in anticipo la crisi finanziaria del 2008 e 2009, hanno rilasciato due interviste al network televisivo americano CNBC. Faber, nel corso della sua apparizione televisiva ha dichiarato: "In ogni situazione dove vi sia un largo deficit fiscale, combinato con politiche monetarie di bassi tassi di interesse, le probabilità di un forte incremento dell'inflazione sono sempre molto alte, e questo di solito accade molto rapidamente." Secondo Faber, le probabilità di un forte rialzo dell'inflazione nei prossimi 5-10 anni negli Stati Uniti sono concrete e il tasso potrebbe facilmente raggiungere livelli tra il 10 e il 20%. L'analista ritiene che il governo americano sottostimi l'attuale livello di aumento dei prezzi, dal momento che l'indice su cui si basano le attuali statistiche e previsioni non tiene in dovuto conto i livelli dei costi accessori come ad esempio quelli per l'istruzione e per la salute. In sintesi secondo l'analista lo scenario che ci aspetta per i prossimi anni potrebbe portare ad una forte perdita del potere d'acquisto da parte della divisa americana, ma anche di molte altre principali valute internazionali. In questa congiuntura secondo Faber, i migliori investimenti a cui guardare per il futuro saranno le azioni e gli immobili. "Non sono molto rialzista riguardo ai prezzi degli immobili negli Stati Uniti, ha proseguito l'analista, ma preferirei comunque investire nell'immobiliare piuttosto che in obbligazioni governative trentennali".

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In accordo con quanto sostenuto da Faber, Nouriel Roubini, uno degli economisti ritenuti tra i più pessimisti degli ultimi anni, ha concesso a sua volta una intervista pubblicata ieri dalla tv finanziaria americana CNBC. Rubini, confermando la sua visione negativa ha dichiarato: "Il petrolio potrebbe facilmente avvicinarsi ai 100 dollari entro la fine di quest'anno e questo potrebbe causare uno shock negativo per l'economia. Nei prossimi mesi la disoccupazione potrebbe raggiungere l'11% negli Stati Uniti e circa il 10% in Europa. Il forte deficit di bilancio, causato dal mega pacchetto di aiuti e da numerosi salvataggi governativi ha reso il lavoro delle banche centrali più difficile, dal momento che oggi devono stare molto più attente ai possibili effetti sull'inflazione".

Sembra quindi che gli esperti ritengano che la crisi non sia ancora del tutto superata e che questa possa determinare ulteriore incertezza e volatilità nel breve termine. Dal momento che le azioni potrebbero costituire una efficace difesa in momenti di rialzo dell'inflazione, continuiamo ad approfittare di tutti i momenti di debolezza del mercato per aggiungere aziende vincenti a prezzi scontati capaci di riprendersi velocemente ai primi segni di recupero dell'economia. Ricordiamo ai lettori che il nostro approccio, sulla scia delle strategie dei grandi analisti internazionali, è sempre improntato in un orizzonte temporale di medio lungo periodo, con l'obiettivo di creare ricchezza e valore aggiunto per i nostri modelli di portafoglio. I titoli sono sempre selezionati in base ai fondamentali e ai target potenziali più interessanti, con un occhio di riguardo ai dividendi. Nel corso degli ultimi 100 anni di borsa, i dividendi hanno contribuito in maniera determinante alla performance complessiva dei titoli azionari, come si evidenzia da un recente studio pubblicato sul web.
Come si nota dai risultati, i dividendi hanno giocato un ruolo chiave in tutti i decenni, e hanno contribuito in media per circa il 50% delle performance complessive realizzate dagli investimenti azionari. In questa ottica, nella seconda parte del report presentiamo tre nuove società, attualmente raccomandate dagli analisti, che offrono un lungo track record di dividendi in crescita e che saranno inserite nei portafogli.

Titolo 1: una società alimentare con 38 anni consecutivi di aumento del dividendo

Coloro che hanno avuto l'occasione di visitare gli Stati Uniti negli ultimi anni, avranno certamente notato in ciascuna delle principali città un marchio del settore alimentare che risulta come uno dei più popolari e diffusi. La prima azienda di cui parliamo oggi è un colosso del settore alimentare, con oltre 50.000 dipendenti e 180 filiali in tutti gli Stati Uniti. La società, attraverso le sue controllate produce e distribuisce un'ampia gamma di prodotti alimentari ed altri prodotti specifici destinati principalmente al settore della ristorazione. L'azienda detiene attualmente una quota del 15% di un mercato enorme, stimato tra 200 e 300 miliardi di dollari e distribuisce oltre 300.000 prodotti alimentari, tra i quali una linea di surgelati, carni, piatti già preparati, frutta, verdure cotte e dessert, una linea di cibi freschi prodotti giornalmente, cibi essiccati, bevande e specialità alimentari importate da altri paesi, per un portafoglio di oltre 400.000 clienti acquisiti. La società fornisce inoltre altri prodotti collegati alla sua linea produttiva, incluso confezioni in carta, prodotti e utensili da cucina, forniture complete per ristoranti, cucine e attrezzature per mense. I clienti principali della società sono ristoranti, ospedali, cliniche specializzate, scuole, college e università, alberghi e motel in tutte le principali città degli Stati Uniti e del Canada.

L'azienda ci piace particolarmente in questa congiuntura, per la stabilità dei ricavi del business alimentare, per la maggiore resistenza anche nei momenti di rallentamento economico e per l'ottimo dividendo, che ai livelli attuali offre un rendimento al 4,1% su base annua, pagato in rate trimestrali. Il dividendo corrisponde ad un 46% di payout. Si tratta sicuramente di un livello equilibrato che garantisce agli azionisti una certa sicurezza di mantenimento del dividendo per i prossimi anni, anche ipotizzando un rallentamento dei fatturati per il 2009 e 2010. Il price earning è pari a 13,15 volte su utili stimati per il 2010, uno dei livelli più bassi mai toccati dal titolo nel corso degli ultimi anni. Ancora più evidente risulta il rapporto tra prezzo e fatturati: la società attualmente capitalizza in borsa circa 13,8 miliardi e produce ricavi per 38 miliardi. Questo significa che attualmente l'azienda viene valutata a 0,36 volte le vendite di un solo anno, a poco più di un trimestre di fatturati. Sulla base di queste valutazioni il target posto dagli analisti risulta elevato, con un obiettivo di medio termine pari a +115% dai livelli attuali. Con tassi di interesse sul mercato monetario vicini allo zero, riteniamo che garantire agli azionisti remunerazioni superiori al 4%, unite a stime di ulteriori crescite dei ricavi, permetterà con molta probabilità a questa azienda di performare sopra il mercato, come ha già dimostrato nel corso degli ultimi 20 anni, con una performance pari a +900%, contro 250% dell'indice S&P500. Gli analisti attribuiscono a questa società alimentare un rating di STRONG BUY, e il titolo va acquistato oggi in apertura di mercato in un'ottica di investimento di medio periodo.

Titolo 2: Procter & Gamble (NYSE: PG - notizie) - Tre miliardi di consumatori - Dividendi in costante crescita da 53 anni

Più volte nel corso del report abbiamo colto l'occasione per presentare ai nostri lettori questa multinazionale, una delle aziende chiave del portafoglio del miliardario Warren Buffet, che detiene attualmente il 3,3% del capitale, con un investimento da 4,5 miliardi di dollari. Stiamo parlando di Procter & Gamble, quotata al Nyse con simbolo PG. Questa azienda è stata in grado di aumentare il suo dividendo per 53 anni consecutivi. Negli ultimi 10 anni, il tasso di crescita della cedola è stato pari a +10,90% annuo, un livello tra i più elevati fra le grandi aziende mondiali, ma nello stesso tempo sostenibile, dal momento che gli utili aziendali sono aumentati nel periodo ad un tasso ancora superiore. Una crescita dell'11% si traduce in un raddoppio del pagamento del dividendo ogni sei anni e mezzo. Tornando indietro nel tempo fino al 1973, notiamo che effettivamente l'azienda ha sempre mantenuto questi trend. Se avessimo investito 100.000 dollari in questa società soltanto 10 anni fa riceveremmo già oggi un dividendo annuo superiore al 10%. Ogni giorno, in tutto il mondo oltre 3 miliardi di consumatori acquistano prodotti della società. L'azienda, fondata oltre 150 anni fa, ha costruito negli anni una delle più potenti organizzazioni di marketing e distribuzione, con filiali in oltre 180 paesi del mondo, 140.000 dipendenti e quote di mercato di leadership. La società attualmente è uno dei maggiori produttori di beni di largo consumo al mondo, con oltre 300 marchi a diffusione globale, di cui ben 24 che fatturano ciascuno più di 1 miliardo di dollari. L'azienda produce un'ampia gamma di prodotti tra i quali segnaliamo: cura dei tessuti e della casa, cura della bellezza e della salute, cura dell'igiene orale, batterie e piccoli elettrodomestici, fragranze e profumi, prodotti per la rasatura, cura degli animali, e snacks.

Per sviluppare e consolidare maggiormente le proprie vendite, la società ha concentrato i suoi sforzi verso i paesi emergenti, in particolare in Cina e India. Dal 1990 ha costruito 12 nuove fabbriche di produzione, tutte concentrate nei paesi emergenti. Producendo direttamente in paesi a più basso reddito la società è stata in questo modo in grado di contenere i costi e contemporaneamente di servire quelle zone e quelle regioni dove la domanda è maggiormente concentrata. La visione strategica aziendale è chiara: "Essere riconosciuti come i migliori produttori al mondo di beni di largo consumo e servizi." Il titolo presenta oggi un price earning su utili attesi per il 2009 pari a sole 11,57 volte con un dividendo pari a 3,5% annuo, che corrisponde ad una distribuzione di circa metà degli utili netti conseguiti, con una potenziale riserva accumulata che permetterà ulteriori aumenti nel tempo. Il target degli analisti a medio termine è pari a +83% nel corso dei prossimi 3-5 anni Il titolo presenta un rating di STRONG BUY e va acquistato oggi in apertura di mercato.

Titolo 3 - Il re dei bancomat - Dividendi in crescita da 56 anni

La terza società di oggi vanta un primato di grande rilievo: si tratta dell'azienda americana con il maggiore periodo di aumenti dei dividendi senza interruzioni, dal 1953 ad oggi, per 56 anni consecutivi. La società, fondata nel 1859, è attualmente il maggiore produttore al mondo di sportelli automatici bancomat per il prelevamento di valuta. L'azienda offre i propri servizi alle maggiori banche e istituzioni finanziarie di tutto il mondo, occupandosi della commercializzazione, del montaggio e della successiva assistenza delle apparecchiature elettroniche.L'attività della società è sempre stata caratterizzata da una forte propensione all'innovazione. Sin dall'introduzione del primo sportello automatico bancario a livello mondiale, sul finire degli anni sessanta, l'azienda ha rappresentato un punto di riferimento per l'industria del self-service finanziario. Il primo ATM multifunzionale, nel 1973, e il primo ATM completamente upgradeable, nel 1985, sono una conferma di questa caratterizzazione. Oggi questo percorso continua con la nuova linea di sistemi, che rappresentano contemporaneamente un'innovazione e una rivoluzione nella tecnologia del self-service ed è il risultato di un duplice sforzo: da un lato, la ricerca, lo sviluppo e l'integrazione delle migliori componenti informatiche, elettro-meccaniche e di sicurezza; dall'altro, l'indagine svolta in 18 paesi nel mondo per analizzare le rinnovate esigenze dell'industria finanziaria e per individuare le necessità dei consumatori di servizi finanziari retail. Basata sulle più evolute tecnologie informatiche e di sicurezza, la linea dei nuovi terminali è particolarmente curata nell'interfaccia verso il cliente: standard di accessibilità per disabili, sequenza operativa omogenea in tutti i sistemi della linea, indicatori luminosi a più colori, video LCD di grandi dimensioni che consente di affiancare contenuti pubblicitari alle consuete schermate del servizio di prelievo contante. Importanti istituti bancari utlizzano anche in Italia gli sportelli automatici prodotti dalla società, tra cui BNL – Gruppo BNP PARIBAS, Gruppo MPS, UBI Banca (Milano: BPU.MI - notizie) , UniCredit (Milano: UCG.MI - notizie) , Cariparma Crédit Agricole e Gruppo Banca Carige. La società presenta ottimi fondamentali in borsa. Il price earning attuale è pari a 11,67 volte gli utili stimati per il 2010 e il dividendo si attesta ad un livello pari al 4,10% annuo, distribuito in rate trimestrali. Attualmente l'azienda quota a meno di un anno di fatturati, con un rapporto pari a 0,54 volte, su ricavi di 3,14 miliardi. Sulla base di queste considerazioni gli analisti da noi interpellati attribuiscono alla società un giudizio di STRONG BUY, con un target medio pari a +114% dai livelli attuali. Comprare quindi in apertura di mercato Usa il titolo.

Paolo Crociato
http://www.strategyinvestor.com


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