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Mercoledì 23 Luglio 2008, 15:13
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MILANO (Reuters) - Nuova correzione al ribasso per le stime di crescita del Pil italiano nel 2008 da parte dei principali uffici studi, mentre sale di mezzo punto base la mediana sull'inflazione e la disoccupazione viene vista in lenta ma costante risalita.
Il sondaggio trimestrale Reuters sulle economie del G7, realizzato tra il 16 e il 21 luglio, indica per la crescita italiana quest'anno una variazione dello 0,4% mentre per il 2009 gli economisti si attendono
In aprile un panel analogo vedeva il Pil italiano in crescita per il 2008 dello 0,6% e per l'anno successivo dell'1,0%.
Il governo nel Dpef pubblicato a fine giugno ha previsto una crescita dello 0,5% quest'anno e dello 0,9% nel 2009. Il Centro studi di Confindustria negli stessi giorni ha pubblicato la propria stima, più pessimista in quanto ipotizza una crescita dello 0,1% nel 2008 e dello 0,6% il prossimo anno.
"Le prospettive per il secondo trimestre e per il resto dell'anno non sono positive" dice Marco Valli, economista di Unicredit Hvb, citando il brusco calo della produzione industriale in maggio e la debolezza degli altri indicatori.
"Le indagini sono coerenti con una crescita piatta, se non peggiore, su base trimestrale" prosegue l'economista, la cui stima è inferiore al consensus per il 2008 (+0,3%) ma soprattutto per il 2009 (+0,5%).
Il prolungarsi delle difficoltà economiche avrà, secondo gli uffici studi, effetti sul mercato del lavoro, come già mostrato dai dati relativi al primo trimestre che evidenziano una disoccupazione in crescita al 6,5%, livello massimo dal terzo trimestre 2003.
La mediana delle previsioni indica per il 2008 una disoccupazione al 6,6% (dal 6,1% visto in aprile) e al 6,7% il prossimo anno (da 6,2%).
"Il 2008 sarà l'anno in cui si noterà la crescita più consistente del numero di disoccupati" dice Paolo Mameli di Intesa SanPaolo (Milano: ISP.MI - notizie) . "Considero eccessivo l'ottimismo circa un ridimensionamento del dato in tempi brevi, a mio parere è inevitabile un assestamento e in seguito un nuovo rialzo".
INFLAZIONE A 3,5% IN 2008, DISCESA SOLO IN 2009
La ripresa della crescita dovrebbe coincidere secondo gli economisti con la riduzione delle pressioni inflative, che a giugno hanno fatto segnare una crescita dei prezzi pari a +3,8% su anno.
"Gli indicatori segnalano che almeno fino al terzo trimestre l'economia ristagnerà, stimiamo una piccola ripresa negli ultimi tre mesi dell'anno che dovrebbe favorire un +0,2%-0,3% congiunturale nei primi due trimestri del 2009" dice Mameli. "Il sollievo coinciderà con il rientro dell'inflazione, dovrebbe dare respiro a consumi e aziende".
Gli economisti interpellati stimano al 3,5% il tasso di inflazione per il 2008 dal 3,0% indicato ad aprile, mentre per il prossimo anno la previsione passa a 2,5% da 2,1%.
"L'indice generale dell'inflazione sembra orientato a nuovi rialzi dopo il +3,8% di giugno, potrebbe toccare e forse superare il 4% durante l'estate" sostiene Valli. "Supponendo una stabilizzazione dei prezzi del petrolio sui livelli attuali, l'inflazione potrebbe tornare sotto il 3% solo a 2009 iniziato".
PESA FORZA EURO MA CONTI PUBBLICI 2008 OLTRE STIME GOVERNO
A preoccupare gli economisti circa le prospettive dell'economia sono infine i livelli dei tassi di cambio, con l'euro che lo scorso 15 luglio ha toccato un nuovo record a 1,6038 dollari rendendo le esportazioni meno competitive.
"Negli scorsi anni l'export italiano ha faticato a compensare rivalutazioni significative della moneta di riferimento" ricorda Raj Badiani, economista di Global Insight. "Abbiamo dubbi sul fatto che la competitività sia migliorata a tal punto da reggere un euro a 1,55 dollari quest'anno e 1,60 dollari nel 2009".
Il contesto di debolezza non sembra tuttavia influenzare i conti pubblici italiani quest'anno per quanto riguarda il rapporto tra debito e Pil, mentre per il deficit/Pil 2009 gli economisti restano più cauti rispetto al governo.
Dal sondaggio emerge per il debito/Pil una discesa a 103,5% nel 2008 e 102,7% nel 2009 rispetto al 104% del 2007. La mediana del sondaggio di aprile si assestava rispettivamente a 103,8% e 103%, mentre il governo nel Dpef si è posto come obiettivo il 103,9% quest'anno e il 102,7% il prossimo.
Per il deficit/Pil invece gli uffici studi mantengono il 2,5% già indicato ad aprile per quanto riguarda l'anno in corso e alzano la previsione 2009 a 2,4% da 2,3%. La stima governativa è di 2,5% per quest'anno e 2,0% per il 2009. |
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