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Mercoledì 23 Luglio 2008, 10:25
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Nelle ultime due settimane i mercati azionari hanno continuato a perdere terreno, e di fatto si è realizzata la seconda delle ipotesi da lei indicate nel precedente intervento. L'indice S&P/Mib è scivolato infatti in area 26.500 da cui però è già partita una reazione. Il recupero in atto è destinato a durare o c'è il rischio di un ritorno sui recenti minimi? Quali le attese per le prossime Innanzitutto un ben ritrovati a tutti. Devo dire che anche se come dice lei si è verificata l'ipotesi in maniera millimetrica, dobbiamo anche sottolineare per onestà professionale che le nostre attese privilegiavano l'altra ipotesi ovvero quella della tenuta dell'area 28800/29000 per fornire un rimbalzo più convincente per l'ultima parte di luglio. Così non è stato e l'ultima a nostro avviso, gamba ribassista, ha graffiato e lasciato segni profondi. Adesso (Xetra: 549370 - notizie) analizzando quanto è successo e dovendo come ovvio produrre un minimo di previsione operativa per le prossime ottave, dobbiamo concentrarci sui minimi messi a segno la scorsa settimana dall'S&P/Mib, destinati a rimanere inviolati per ora. E questa è una proiezione molto netta poiché secondo i nostri modelli le possibilità di nuovi affondi a rivedere i vecchi minimi sono 5 su 100, come vede, quasi nulle. Dando per scontato che questa prospettiva è giusta, già l'area compresa tra 27500 e 28500 dovrebbe favorire un ritorno di denaro sul nostro mercato, distante dai sani investimenti di lungo periodo, vicino invece a speculazione di breve e medio con accurata tempistica e timing operativo. I target sono tutti a ridosso di area 29500 prima e 30500 poi, area quest'ultima che potrebbe catalizzare il nostro futures scadenza settembre. Negli ultimi 30 anni infatti, l'apertura della terza scadenza dell'anno, ovvero quella di settembre, se produce minimi entro Luglio (e questo è il nostro caso), di solito effettua la chiusura del contratto quasi invariato rispetto al rollover di giugno e in questo caso, trattasi della fascia 29500/30500. Vediamo se anche questa volta la storia si ripete!! Prendiamo in considerazione il remoto 5% di probabilità di un ritorno sui minimi di cui parlavo prima e questo, nella peggiore delle ipotesi, porterebbe il nostro derivato a stretto contatto con l'area di minimo appena vista nelle scorse sedute. Al momento però non ci sarebbe nessuna probabilità di realizzazione di una nuova ondata di vendite che porti a perforare detto livello, anzi, lo stesso ed a meno di eventi esogeni importanti, potrebbe essere un minimo per i prossimi 4 trimestri. In definitiva, la situazione ed i livelli di prezzo raggiunti sono già appetibili per entrare lunghi sul nostro derivato con probabile up-side dell'8% entro la scadenza di settembre (terzo venerdì ovvero 19.09.2008). I prezzi del petrolio si sono allontanati con decisione dal record storico segnato poco sopra i 147 dollari, anche a se a questo ritracciamento non si è accompagnato un recupero significativo del dollaro. Ci sono ancora margini di discesa per le quotazioni dell'oro nero? Quali le attese invece per il cambio euro/dollaro? Certamente si, a nostro avviso, e come più volte manifestato in passato, le quotazioni raggiunte del prezzo del petrolio non hanno nessun supporto di tipo fondamentale. Tante giustificazioni date dai media, dal costante aumento della domanda alla stagnazione della offerta a nostro avviso sono solo in parte fondate. La realtà è che assistiamo ad una ondata di liquidità sulle materie prime di tipo speculativo perché oggi sono gli asset che maggiormente garantiscono un rendimento reale positivo e difendono il valore degli investimenti. Personalmente credo che un recupero del mercato azionario dia il la alla vendita di asset in materie prime con forte ondate correttive soprattutto sul petrolio che troverebbe una base di equilibrio tra domanda-offerta-crescita economica in area 90/95 dollari, come vede molto distante dai valori attuali. Credo che il cambio di amministrazione in USA dal novembre prossimo sia la vera spinta che riporterà un minimo di riequilibrio. Per finire il dollaro a nostro avviso ha già segnato il suo minimo nei confronti dell'euro e inizierà la sua risalita, anche in maniera violenta, a quantomeno 1.4 nel breve e 1.40/1.35 nel medio, ovvero nei prossimi 8/12 mesi. Sulla scia anche dei risultati consegnati dai finanziari americani, ritiene che il settore bancario a Piazza Affari abbia le carte in regola per recuperare terreno? Su quali titoli consiglierebbe in particolare di puntare e quali strategie operative ci può suggerire in merito? I bancari hanno le carte in regole sicuramente per recuperare terreno, ma per trainare il mercato e fare da driver assolutamente no. Il settore ha già visto i suoi massimi a mio avviso per i prossimi 3/5 anni, un po' come i tecnologici del 2000, e i titoli usciranno gradualmente dalla crisi e non tutti nello stesso modo. Dovendo privilegiare delle società del settore certamente sono da preferire le aziende che hanno creato sinergie industriali che produrranno i loro effetti nei prossimi anni, da Monte dei Paschi (Milano: BMPS.MI - notizie) di Siena a Intesa San Paolo, lasciando per ora da parte Unicredit Group perché a nostro avviso ha le maggiori difficoltà di integrazione al momento. Comunque se non necessario, starei alla larga dall'intero settore al momento. Dopo la forte discesa delle ultime settimane, ritiene sia giunto il momento di tornare a scommettere su alcuni titoli del lusso come Bulgari (Milano: BUL.MI - notizie) , Luxottica (Milano: LUX.MI - notizie) e Geox (Milano: GEO.MI - notizie) ? Si può sperare anche in un recupero dei cementieri come Italcementi (Milano: IT.MI - notizie) e Buzzi Unicem (Milano: BZU.MI - notizie) ? Certamente le società da lei citate sono nella nostra speciale focus list. Per il settore del lusso un recupero del dollaro come da nostre attese porterebbe i multipli a livelli molto interessanti e fornirà all'intero settore un possibile up side importante. Per fare qualche esempio, sui titoli da lei citati, tranne Geox che ha altri problemi di produzione, il recupero potrebbe andare anche oltre il 15 % dai livelli attuali. Per i cementieri, la situazione rimane debole però non del tutto giustificata nei fondamentali. Italcementi e Buzzi Unicem hanno la solidità necessaria per ritornare ai livelli dei primi mesi dell'anno. In sintesi, su tutti questi titoli i nostri lettori possono puntare la loro attenzione. Qualora dovesse proseguire il rimbalzo di Piazza Affari, quali sono a suo avviso i titoli candidati a fare meglio? Su quali consiglierebbe di puntare per cavalcare al meglio il recupero del mercato? La strategia a mio avviso, e secondo il nostro punto di vista, è quella di essere aggressivi sul mercato in questo momento, l'atteso rimbalzo non tarderà ad arrivare, di conseguenza è il momento giusto per sbilanciarsi a favore di esso, il rischio in questo momento di altre discese sembra molto ridotto di conseguenza, nuove discese potranno essere contenute in pochi punti percentuali contro rimbalzi che potranno essere anche superiori al 6 %. I titoli da preferire sono a nostro avviso, senza ordine, solo come elaborati dai nostri sistemi: Impregilo (Milano: IPG.MI - notizie) , Mediaset (Milano: MS.MI - notizie) , Enel (Milano: ENEL.MI - notizie) , Snam Rete Gas (Milano: SRG.MI - notizie) , Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) , Mediolanum (Milano: MED.MI - notizie) , Tenaris (Milano: TEN.MI - notizie) e Pirelli (Milano: PC.MI - notizie) . Come sempre, e per concludere, suggerisco di prendere in considerazione il presente commento, frutto delle mie analisi e personale parere, come spunto riflessivo da affiancare alle proprie strategie d'investimento, le quali, devono essere il risultato della propria convinzione e dei consigli operativi dei propri strategist e professionisti di fiducia. Grazie dello spazio ed alla prossima occasione. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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