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Giovedì 23 Luglio 2009, 9:03
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I mercati azionari continuano a recuperare dai minimi segnati in avvio della scorsa ottava e in alcuni casi sono riusciti a spingersi già oltre i recenti massimi. E' lecito attendersi ulteriori rialzi nel Ci sono in effetti le condizioni perché gli indici azionari possano spingersi anche oltre i livelli appena raggiunti. Già l'americano S&P500 è riuscito ad andare oltre la soglia vista tra la fine di maggio e i primi giorni di giugno e a questo punto non è escluso un allungo verso i 1.000/1.010 punti. Perché ciò accada però sarà necessario che le trimestrali societari continuino ad essere di tono positivo e quindi superiori alle attese degli analisti. Fino a questo momento abbiamo avuto soddisfazioni soprattutto dai bancari, c'è stata una mezza delusione per General Electric (NYSE: GE - notizie) , mentre un sostegno non indifferente sta arrivando dall'high-tech, basti pensare all'ultima sorpresa positiva di Apple (NASDAQ: AAPL - notizie) . E' chiaro comunque che qualche notizie negativa o meno brillante del previsto possa facilmente innescare alcune prese di beneficio. Ieri ad esempio Wall Street non è riuscita a sbilanciarsi, fatta eccezione per il Nasdaq (NASDAQ: notizie) , per via della deludente trimestrale di Morgan Stanley (NYSE: MS - notizie) . E' stato questo il primo big che non è riuscito a centrare le stime del mercato, ma si potranno tirare delle somme alla fine delle prime due settimane dall'avvio della nuova stagione delle trimestrali. Se si continuerà lungo questa strada, direi che le premesse sono più che incoraggianti e lasciando sperare in un allungo del mercato. L'indice S&P500, come già anticipato prima, potrebbe tornare sui 1.000/1.010 punti, ossia quei massimi di fine ottobre dai quali il mercato ha cominciato a scendere abbastanza rapidamente. Guardando verso il basso, un primo livello di supporto per l'S&P500 è quello dei 920 punti, mentre nella peggiore delle ipotesi avranno una forte attrattiva i minimi della scorsa settimana in area 880/875 punti. Un aspetto positivo è dato dal fatto che la figura di testa spalle che si era creata sull'S&P500 e che rischiava di attivarsi sotto quota 880/875 è stata smentita. Un segnale al di sopra dei 950 punti potrà favorire allunghi verso quota 1.000. Per il Nasdaq Composite (NASDAQ: notizie) invece il discorso è diverso perché ha già superato i 1.880 punti, massimo intraday raggiunto nella prima decade di giugno, aprendosi così spazi di crescita verso 1.950 e nella migliore delle ipotesi area 2.000 che non è poi così distante e questo target appare raggiungibile nelle prossime settimane vista anche la forza mostrata dall'high-tech. In caso di ritracciamento, un primo livello cui guardare è quello dei 1.860/1.850, e ancor più importante sarà l'area dei 1.756 punti che il nostro modello identifica come livello di controllo del rischio. Al di sotto di questa fascia di prezzo, da cui si è innescato l'ultimo movimento di rialzo, verrebbe messo in discussione un po' tutto e si attiverebbe una fase di debolezza. Parlando di Piazza Affari, l'indice Ftse Mib potrà riportarsi sui recenti massimi ed eventualmente superarli? Quali sono le sue attese per le prossime sedute? Il nostro mercato ha ancora margini per poter tentare un avvicinamento di area 20.500/20.600, tenendo presente che il Ftse Mib non è riuscito a performare bene come i listini americani. Fino a quando le quotazioni non si posizioneranno al di sopra dei 20.500/20.600, rimaniamo in un'ottica tendenzialmente laterale nel medio periodo e moderatamente positiva invece nel brevissimo periodo. Se però l'indice dovesse cedere i 19.400 punti allora si tornerà in un'ottica neutro-negativa, con possibilità di rivedere quota 18.500. Per il momento attribuiamo comunque poche probabilità alla rottura dei massimi dell'anno e tra i vari indici europei quello che farà più fatica a rompere il top precedente sarà proprio il nostro Ftse Mib. Dopo una settimana e mezza di crescita costante, è anche probabile uno storno che potrebbe essere contenuto. Potrebbero essere una o due notizie negative a favorire prese di beneficio che non dovrebbero condurre sui minimi della scorsa settimana. Guardando ai singoli titoli, quali sono a suo avviso quelli più interessanti a cui guardare in questa fase di mercato? Si continua a guardare ai bancari che sono quelli che si sono comportati meglio fino ad ora sulla scia anche dei buoni risultati trimestrali arrivati dall'America. Rimaniamo molto positivi su Telecom Italia (Milano: TIT.MI - notizie) che ci piace non solo per i giudizi incoraggianti arrivate dalle banche d'affari, ma anche perché il titolo si è riportato sulla resistenza a 1,04/1,05 euro. Come più volte detto in passato, al superamento di questo livello si avrà una situazione ancora più interessante. Non dimentichiamo che Telecom Italia è stato in grado di mantenere un andamento a se stante rispetto al mercato da ottobre scorso. A ben vedere le quotazioni non sono mai scese al di sotto della soglia di 0,75 euro, toccata due volte tra ottobre e marzo scorsi. A differenza del mercato quindi il titolo non ha creato dei minimi più bassi, ma dovrà ora rompere la resistenza di 1,04/1,05 euro, oltre la quale si avranno interessanti spazi verso quota 1,12/1,13 euro e 1,2 euro nella migliore delle ipotesi. Nelle ultime giornate abbiamo degli spunti molto positivi sugli assicurativi, basti pensare alle recenti performance di Alleanza e Generali. E' un buon momento per scommettere sui titoli del comparto? Nell'ultimo periodo gli assicurativi sono stati messi un po' in secondo piano rispetto ai bancari, anche se abbiamo avuti degli sviluppi interessanti su Alleanza. Il titolo dopo aver generato un falso segnale con il cedimento di 4,6 euro, ha recuperato con forza questo livello, salendo verso i 5 euro e ora incontrerà una forte area di resistenza a contatto con la quale capiremo se avrà la forza per proseguire e dare una svolta al trend di breve e medio periodo. Un po' meno positiva la view su Fondiaria-Sai che è rimasto più indietro rispetto ad Alleanza, un confronto al quale ha mostrato meno forza. Prima di poter dare un segnale positivo, il titolo dovrà superare i 13/13,2 euro, oltre i quali diventerà interessante. Per Generali invece il livello da monitorare è la resistenza compresa tra i 15.7 e i 16,2 euro, superata la quale potrà dare una significativa svolta al suo andamento. 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