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Mercoledì 23 Settembre 2009, 18:44

Finanziaria: Rpp, Disoccupazione a 8,5% Nel 2009 e a 8,8% Nel 2010

Agenzia ASCA

(ASCA) - Roma, 23 set - In Italia si sono manifestati ''segnali incoraggianti di ripresa'' nei mesi estivi, in linea con la migliorata congiuntura internazionali. La fiducia delle imprese manifatturiere inizia a salire, il processo di decumulo delle scorte, che ha avuto il picco a luglio, ad agosto sembra essersi arrestato e ''e' plausibile'' che nei prossimi mesi si avvii la ricostruzione delle scorte. Tuttavia il mercato del lavoro non e' previsto risentire a breve di questi elementi positivi. Il governo, nella Relazione Previsione a Programmatica (Rpp) presentata insieme alla Finanziaria, stima un aumento del tasso di disoccupazione all'8,5% nel 2009 (contro il 6,7% del 2008), fino all'8,8% nel 2010. Miglioramenti si dovrebbero registrare nel 2011, con un tasso di disoccupazione previsto all'8,3%, e nel 2012 al 7,9%. Nell'anno in corso il calo maggiore delle unita' di lavoro avverra' nell'industria in senso stretto (-6,7%), mentre sara' minore nelle costruzioni e nei servizi privati (rispettivamente -2,5% e -2,4). Tiene, invece, l'occupazione nel settore dell'agricoltura. Per quanto riguarda l'inflazione, la stima e' all'1% nel 2009 (indice Nic (NASDAQ:

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EGOV - notizie) ). Per il 2010 la Rpp prevede un'inflazione media all'1,5%. Inevitabili le ripercussioni della crisi sulla finanza pubblica. La scelta del governo nel varare la finanziaria 'light', spiega la Rpp, e' volta alla stabilizzazione in attesa che la ripresa si faccia piu' consistente. ''In tale orientamento e' stata valutata l'opportunita' di proseguire nell'opera di manutenzione dei conti pubblici, in attesa di un piu' netto consolidarsi del miglioramento economico. La correzione degli andamenti tendenziali - e' scritto - potra' essere ripresa a partire dal 2011''. La stima nel quadro programmatico aggiornato, infatti, e' di un indebitamento netto al 5,3% del pil nel 2009, al 5% nel 2010, al 3,9% nel 2011 e al 2,7% nel 2012. La finanziaria segue la logica di ''prudenza fiscale'', con misure di impatto neutrale: ''Tale impostazione e' in linea con gli orientamenti che stanno emergendo nel dibattito europeo, ove si chiede agli Stati membri una attuazione delle politiche di uscita dalla crisi economica concentrata sia nei tempi che nei contenuti''.

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