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Venerdì 23 Ottobre 2009, 21:34
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I mercati azionari hanno raggiunto nuovi massimi dell'anno, ma nelle ultime giornate hanno mostrato qualche incertezza. Siamo all'inizio di una fase correttiva per le Borse? Quali sono le attese per il breve termine? Nell'intervista di circa un mese fa avevo indicato alcuni target, come ad esempio l'area dei 1.080/1.090 punti per l'indice S&P500. Si tratta di livelli che sono stati raggiunti e ora abbiamo una fase correttiva che ha tutte le caratteristiche per potersi sviluppare dopo la pubblicazione del Beige Book di ieri. Ci sono già le avvisaglie non tanto nella dinamica dei prezzi che sono tornati ad esprimere velocità e direzionalità con consistenza di volumi al ribasso, quanto soprattutto nella dinamica precedente che aveva esaurito le sue caratteristiche impulsive. Questa direzionalità ci potrà accompagnare per alcune settimane, ma il trend di fondo resta al rialzo: al momento non ci sono cambiamenti di alcun tipo. Da notare che l'S&P500 da quota 880 della metà di luglio è arrivato a 1.100 punti, con un progresso notevolissimo in termini di punti e di evoluzione percentuale e ciò è avvenuto per la maggior parte degli indici internazionali. Ci attendiamo che questa fase di correzione possa andare un po' a chiudere i gap che sono presenti nell'ultima struttura rialzista e mi riferisco ai 1.057/1.059 prima e ai 1.040/1.038 dopo. Crediamo che sia sufficiente pensare ad uno storno fino al secondo dei livelli appena citati, con eventualmente degli eccessi per la fascia dei 1.030/1.025. Difficilmente vediamo scambi che possano andare ad intaccare livelli più bassi, ma come sempre è abbastanza complicato riuscito ad individuare il livello sul quale arriverà il mercato prima di svoltare nuovamente. L'idea è che l'S&P500 possa mantenersi al di sotto dei 1.090 punti e proseguire nella costruzione ribassista di cui parlavo prima nelle prossime sessioni. Quali indicazioni ci può fornire per l'indice Ftse Mib? Possiamo attenderci un movimento simile a quello appena descritto per l'S&P500? Anche sul nostro mercato dovremmo avere uno sviluppo analogo a quello dell'S&P500 e per il Ftse Mib si dovrebbero andare a verificare nuovamente i livelli principali che hanno contrassegnato la salita. Il segnale è già scattato nelle ultime giornate e dovrebbe condurre le quotazioni ora verso i 23.300/23.250 punti prima e dei 23.050/23.000 successivamente. Il ribasso potrebbe interessare anche dei livelli ancora inferiori, con un test fino ai 22.500/22.600 punti, senza che ciò andrà ad intaccare la struttura rialzista del mercato. In molti casi sono stati raggiunti dei livelli difficilmente sostenibili per dei concetti fondamentali, ma anche per una questione di dinamiche si fa fatica a credere che il mercato possa proseguire ancora al rialzo. E' già stato sorprendente quello che ha fatto nelle ultime tre settimane nella fase rialzista, perché a nostro avviso aveva già esaurito tutte le potenzialità per proseguire al rialzo. Dopo la prima settimana di ottobre si è avuta una fase di mancanza di momentum nelle risalite e questo preannunciava come prossima una fase correttiva di breve termine. La correzione di cui parla sarà da sfruttare per nuovi acquisti? Pensiamo che la corretta posizione sul mercato sia quella orientata al trading, ribassista sia sui titoli che sui futures. Solo quando sarà concretizzata questa correzione, dopo aver visto la velocità della discesa e il modo in cui andremo a reagire sui singoli livello, si andrà a vedere se ci saranno le condizioni per effettuare nuovi acquisti. Questo perché dopo diverse settimane vissute tutte al rialzo, e siamo ormai a quattro mesi di salita, è difficile andare a realizzare nuovi shopping dopo il primo movimento correttivo. Il mercato potrebbe anche stornare del 50% della precedente salita, anche se per ora è inutile diffondere allarmi in questa direzione, ma sarebbe sciocco rimanere investiti o comunque posizionati in un mercato che ha pagato tanto in questi mesi. Parlando di Piazza Affari, tutto sommato non sarebbe da escludere un'eventuale discesa dell'indice Ftse Mib anche fin verso i 21.000/21.500 punti, ma perché ciò avvenga sarà necessario assistere per gradi ad una serie di violazioni dei vari livelli intermedi. E' opportuno rimanere orientati speculativamente al ribasso, visto che siamo all'inizio di una fase correttiva e una smentita si avrà solo con ritorni al di sopra dei 1.090 punti di S&P500. Parlando di titoli, qual è l'atteggiamento migliore da assumere in questa fase di mercato? Quali strategie ci consiglia di adottare ora? L'atteggiamento è ribassista in questo momento e in portafoglio non ci deve essere ormai quasi nulla. Al momento noi esposti per circa il 9%, si tratta quindi di un'esposizione molto leggera, con un'ampia copertura sui futures. Tra i titoli che possono avere anche una dinamica rialzista in questa fase possiamo fare riferimento a quelle storie che si sono mosse meno in questo periodo. MI riferisco a titoli come Snam Rete Gas (Milano: SRG.MI - notizie) ed A2A (Milano: A2A.MI - notizie) , che dopo una prima fase di storno più pronunciato, possono avere delle cartucce da spendere ancora in senso rialzista. In ogni caso sarà inutile concentrarsi solo su una fetta di titoli pari a circa il 9%/10% del mercato con una possibile evoluzione rialzista, quando il restante 90% sarà invece orientato al ribasso. Cosa aspettarsi sul fronte delle valute? Ritiene che l'indebolimento del dollaro nei confronti dell'euro sia destinato a durare nel breve? Sul fronte valutario abbiamo una posizione un po' diversa dal coro unanime di coloro che prevedono un'ulteriore svalutazione del dollaro. E' in atto una dinamica impulsiva al rialzo sul cross euro/dollaro, ma non abbiamo le caratteristiche di rivedere il cross in maniera decisa oltre certi livelli. Riteniamo che già l'area 1,495 e i recenti massimi a 1,5036, siano sia per dinamica ma soprattutto per intensità di movimento, abbastanza soddisfacenti della marcia rialzista. Al momento non abbiamo però nessun segnale che faccia pensare ad una fine della fase di debolezza del dollaro. Il biglietto verde diventa la misura dell'appetito al rischio sui mercati finanziari: se quest'ultimo è molto alto allora si vendono dollari, mentre si dovrà comprare per far fronte a qualsiasi rischio cui si dovesse andare incontro nel corso dei prossimi mesi. L'idea è che il dollaro possa giocare un ruolo importante in termini di capacità di recupero e di arbitraggio dei rischi sui mercati finanziari. Siamo quindi favorevoli ad avere una posizione netta di acquisto di dollari e di vendita di yen, con una posizione globale neutra sull'euro, sul quale non siamo acquirenti in sfavore del dollaro ma di altre valute come ad esempio il dollaro canadese. Cosa si aspetta infine per i prezzi del petrolio dopo il superamento anche di area 80 dollari al barile? La corsa al rialzo proseguirà o ci sarà un ritorno verso valori meno elevati? La salita dei prezzi del petrolio non trova riscontro sul piano dei fondamentali: le scorte sono ai massimi, le riserve strategiche sono state rimpinguate ampiamente, così come la capacità di estrazione è estremamente ridotta in questo periodo e non c'è grande domanda. Malgrado ciò le quotazioni continuano a rimanere elevate, complice anche l'aspettativa di una ripresa economica non solo negli Stati Uniti nell'ordine del 3%. Se ciò però non dovesse avvenire crediamo che sia molto probabile una correzione del petrolio, e un primo segnale si avrà con il cedimento dei 76,75 dollari con chiusura giornaliera inferiore. La fascia 82/82,8 è una resistenza molto importante che con scarse probabilità sarà superata al primo tentativo, mentre crediamo all'ipotesi di un ripiegamento che sarà confermata sotto i 76,75 dollari. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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