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Lunedì 24 Marzo 2008, 17:36

Un faro nella nebbia del mare aperto

Di Edoardo Macallè

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“Come si scriveva all'inizio di febbraio, non è attesa alcun'inversione di tendenza al rialzo almeno sino a tutto marzo: ogni possibile crescita del nostro mercato nel trimestre in corso, infatti, sarebbe considerata dai nostri sistemi una semplice correzione al rialzo in un trend al ribasso, comunque ben avviato. Tant'è vero che la possibilità d'assistere ad un'inversione di tendenza al rialzo entro il primo semestre del 2008 ha probabilità praticamente nulle, mentre oggi appare molto probabile che, nel secondo trimestre del 2008, si possa assistere ad un passaggio del percorso campione di Piazza Affari da Fase 6 a Fase 7.

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Una notizia certamente negativa se pensiamo a come i nostri sistemi descrivono Fase 7: “Il quadro tecnico su base trimestrale è ormai saldamente impostato al ribasso. Non mancano, ovviamente, alcuni momenti d'incertezza che possono far sempre sperare in un'improvvisa inversione al rialzo della tendenza in corso, ma è veramente raro che questo possa accadere in tale fase. Solitamente, infatti, un eventuale miglioramento dei corsi (comunque sempre possibile) viene riassorbito, dalla tendenza di fondo, in un mese o due al massimo…”. Col mese in corso siamo entrati in un trimestre di Bradley caratterizzato da numerose date di rilievo (ancorché nessuna di rilievo “assoluto”), di cui la prima, quella indicata come 8-9 marzo, dovrebbe far sentire i propri effetti in questi giorni.

L'abbiamo ripetuto sino alla noia, ma sarà meglio ripeterlo ancora: il siderografo di Bradley è un indicatore puramente temporale e come tale non ha alcuna polarità. Detto altrimenti: non è nei suoi compiti indicare alcuna futura tendenza. E' ben vero, però, che la sua interpretazione può consentire di cogliere anche quest'ultima, sempre che detta interpretazione non sia né facile, né troppo affrettata. Una cosa, intanto, è possibile già dire e sarà bene ricordare in sede d'analisi: il siderografo da noi usato è quello indicato come “standard”, quindi il più generico di tutti, ma funziona benissimo (o almeno così sembrerebbe, fino a prossima smentita) sul mercato azionario, così come sulle valute e sulle commodities. In particolare, poi, sembrerebbe funzionare benissimo sul principale mercato azionario del mondo: lo S&P500.

E' probabile, pertanto, che proprio su quest'ultimo mercato, nei giorni compresi tra il 4 (8-4) ed il 13 (9+4) marzo, siano segnati alcuni livelli di rilievo che una volta violati, in un senso o nell'altro, potrebbero fornire la tendenza cercata. In linea puramente teorica, è giusto aggiungere che vi sono oggi maggiori probabilità che il segnale possa aver valenza rialzista nonostante, sul siderografo, la data del 8-9 marzo sia indicata quale un massimo di siderografo. La cosa importante, però, è che la prossima data di rilievo sarà quella del 7 aprile (un minimo di siderografo): l'eventuale tendenza che dovrebbe avviarsi in questi giorni, insomma, non parrebbe destinata a concludersi prima di tale periodo.”

(7 marzo 2008) Da tali parole sono passate solo due settimane, ma alcune cose possono esser già sottolineate senza particolari timori d'essere smentiti dal tempo:
1. ancor una volta il siderografo di Bradley mostra tutta la sua valenza quale indicatore temporale,
2. una proiezione “tendenziale” del siderografo non è corretta e non può essere utilizzata quale “argomento per smentire” la validità dello stesso
giacché,
- le ultime righe di quanto scritto lo scorso 7 marzo sono da riferirsi, come da nostre intenzioni, solo allo S&P500,

L'analisi di un “grafico lineare” dello S&P500 ci fornisce un primo dato di rilievo assoluto:
- la chiusura del 10 marzo 2008, a 1273p, è la chiusura più bassa che s'è avuta sul mercato americano dall'agosto del 2006.

Si sono dati minimi inferiori alla stessa nei giorni successivi, ma le corrispondenti chiusure di seduta si sono rivelate sempre maggiori della soglia appena indicata. Questo ci consente di trarre una prima conclusione che presenta valenze propriamente operative:
- giacché la soglia dei 1273p di S&P500 è intimamente legata ad una data di rilievo del siderografo di Bradley, sarà giusto assegnarle, in futuro, un valore assoluto che, altrimenti, il solo dato temporale (l'8-9 marzo) o quello puramente spaziale (lo S&P500, infatti, ha già segnato in corso di seduta minimi inferiori ai 1273p), assunti separatamente, non avrebbero di certo concesso;
- conseguentemente, una prossima chiusura inferiore ai 1273p avrà valenza “particolarmente ribassista ” sulla futura tendenza dei corsi dello S&P500.

A tutto ciò, poi, è giusto aggiungere che dal 10 marzo s'è costruita una sequenza di massimi e minimi crescenti di chiusura che giustifica, almeno sin qui, l'affermazione da noi fatta (alcune settimane fa) sul possibile “significato tendenziale” da assegnarsi ai due giorni precedenti: “vi sono oggi maggiori probabilità che il segnale possa aver valenza rialzista nonostante, sul siderografo, la data del 8-9 marzo sia indicata quale un massimo di siderografo”. Ovviamente, la certificazione ufficiale di quant'appena affermato non si potrà aver prima che lo S&P500 sia stato in grado di chiudere, almeno una seduta, oltre i 1334 punti: quest'ultima soglia, infatti, rappresenta la chiusura (del 5 marzo, N.d.R.) più alta tra quelle raggiunte dall'indice americano nei citati “giorni di siderografo” di nostro interesse (8/9 marzo +/-4gg).

Quanto sin qui detto non ha, con tutta evidenza, nulla a che fare col nostro mercato. Quest''ultimo, infatti, negli stessi giorni, ha fornito un ulteriore segnale ribassista e, nel caso specifico, di valenza persino “generazionale”:
- l'indice COMIT, giusto il 10 marzo, s'è portato per la prima volta in 25 anni sotto la curva rialzista che aveva sorretto ogni suo minimo dal 1983 all'anno in corso.
Tutto ciò ci consente di riaffermare, per l'ennesima volta, la valenza propriamente temporale di un indicatore quale il Siderografo: infatti,
è questa la terza volta su tre (giusto le ultime tre: 17/10; 22/12; 8-9/3) che le date segnalate dal Siderografo di Bradley hanno valenza propriamente ribassista per il nostro mercato azionario e, dunque, nessun'attinenza con la tendenza assunta dal siderografo.
In realtà, quest'ultima affermazione appare un po' forzata e serve, più che altro a noi, per contrastare il desiderio, diffuso tra i più, di assegnare alle date indicate dal siderografo un senso tendenziale che in realtà non appartiene loro, se non, come abbiamo visto ed in attesa di smentita, sullo S&P500 (sulla base, tra l'altro, di una nostra scelta: quella di ruotarlo di 180° sul proprio asse orizzontale). Detto altrimenti:
il siderografo ha segnalato l'importanza dei giorni più prossimi al 8-9 marzo e tale importanza è stata ampiamente giustificata da quanto accaduto, durante gli stessi, sui diversi mercati finanziari (e non, quindi, solo sul nostro o sullo S&P500): l'oro che ha superato per la prima volta i 1000$ l'oncia, il petrolio che potrebbe aver battuto i propri massimi storici a 110$, il dollaro che potrebbe aver segnato i propri minimi di periodo (poco oltre i 70p di dollar index) e l'indice MSCI WORLD (rappresentativo di tutti i mercati azionari) che potrebbe aver toccato, a propria volta, i suoi (poco oltre i 1365p).
In realtà, le ultime tre affermazioni non trovano ancora alcuna certificazione nei fatti (ed il condizionale, dunque, è giustamente d'obbligo), ma le stesse potrebbero trovarne, e di ampie, qualora le soglie varcate al rialzo o al ribasso, a cavallo del 8-9 marzo, fossero poi recuperate in futuro (come sta accadendo, giusto in questi giorni, al MSCI WORLD: la chiusura del 10 marzo a 1390p, infatti, è stata superata al rialzo nelle ultime due chiusure, entrambe superiori ai 1400p) e trasformate, a loro volta, in supporto o resistenza delle sedute successive:
- nel caso, allora, sarebbe davvero difficile parlare di valenza ribassista per quant'accaduto ai mercati azionari a cavallo tra l'8 ed il 9 marzo!
Qualcosa di simile, ad esempio, potrebbe esser detto anche a proposito del nostro mercato, seppur lo stesso non è certo tra quelli che, in questi ultimi tempi, hanno mostrato una qualche forza relativa.

Su quest'argomento, tuttavia, torneremo la prossima volta, quando il trimestre potrà dirsi sostanzialmente concluso ed il 7 aprile (prossima data di rilievo del siderografo) sicuramente più prossimo a noi (sotto ogni aspetto…) di quel che invece è oggi. Per ora, insomma, accontentiamoci di quel che abbiamo sullo S&P500. Si dice spesso che tale indice sia il faro dei mercati azionari, ma non possiamo certo illuderci: neanche la più potente delle luci, infatti, sarebbe in grado di segnalar la rotta a chi, ormai perso nella nebbia, si trova in mare aperto.


Edoardo E. Macallè
Responsabile Scelte d'Investimento in NIKKAIA Strategie
Direttore Area Investimenti – ASSOCONSULENZA
http://www.nikkaiastrategie.com


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