|
|
|
|
|
Venerdì 25 Aprile 2008, 0:00
|
Ma al restante 60% degli italiani che non ha beneficiato del taglio all'imposta previsto dal governo Prodi con la Finanziaria 2008 (e che, è stato calcolato, dovrebbe riguardare il 40% dei proprietari). I titolari di abitazioni di lusso, a cui il centrosinistra aveva precluso la possibilità di usufruire dell'ulteriore detrazione di 200 euro, dovranno rassegnarsi a pagare anche con Berlusconi premier. Perché dal beneficio continueranno a essere esclusi gli immobili di categoria catastale A1, A8 e A9 ossia le abitazioni signorili, le ville, i castelli e i palazzi di pregio storico-artistico. Nella riunione di ieri tra il ministro dell'economia in pectore Giulio Tremonti, i responsabili enti locali della maggioranza che ha vinto le elezioni (Mario Valducci di Forza Italia, Giovanni Collino di An e Massimo Garavaglia della Lega) e i rappresentanti dei comuni, (per l'Anci erano presenti il presidente Leonardo Domenici e il segretario generale Angelo Rughetti) hanno cominciato a delinersi i primi contorni dell'operazione che porterà il futuro governo a eliminare, "totalmente e senza oneri per i comuni", l'Ici sulla prima casa. Si è trattato di un incontro politico certo, perché il governo Berlusconi non è ancora in carica e la vera partita tra comuni e esecutivo si giocherà, come chiarito da ambo le parti, nelle sedi istituzioanali di concertazione quando il Cavaliere si sarà insediato a palazzo Chigi. Ma i primi dettagli tecnici sono venuti fuori. A cominciare proprio dalla platea di contribuenti interessati dall'operazione che saranno tutti gli italiani a eccezione dei super ricchi. Che continueranno a pagare perché le tipologie di immobili che beneficeranno dell'abolizione saranno le stesse individuate dal governo Prodi.C'è poi il capitolo compensazioni. Tremonti ha assicurato l'Anci che, come promesso in campagna elettorale, il taglio all'Ici non influirà negativamente sulle casse dei comuni che saranno "risarciti" con trasferimenti aggiuntivi. Sembrerebbe scartata, dunque, l'altra ipotesi percorribile, ossia quella della compartecipazione a un tributo erariale. Grande incertezza resta ancora sulla tabella di marcia e sulle modalità dell'abrogazione. L'idea del decreto legge che consentirebbe di non pagare più l'Ici già a partire dall'acconto in scadenza il 16 giugno 2008, stuzzica gli esponenti della maggioranza, ma appare difficile. Non solo perché il futuro governo sarà nella pienezza dei poteri solo a fine maggio, ma soprattutto perché sarà necessario fare prima una verifica dei conti lasciati da Prodi. Nello staff di Tremonti tutti sono convinti, infatti, che il taglio all'Ici introdotto dal Professore (che dovrebbe valere a carico del bilancio dello stato 823 milioni di euro) sia senza copertura. "E' un buco di bilancio bello e buono", sostiene Mario Valducci, "in pratica Prodi ha fatto solo un'operazione propagandistica scaricando sul futuro governo gli oneri dei tagli. Per il momento ci risulta che la cifra impegnata sia senza copertura". Ovvio che, a questo punto, con il bilancio dello stato da passare ai raggi X, i tempi per abolire l'Ici con decreto legge sarebbero strettissimi. L'ipotesi del disegno di legge, da approvare in uno dei primi consigli dei ministri, resta al momento la più probabile, anche se avrebbe l'effetto di far sparire l'imposta solo dal 2009.I comuni intanto stanno alla finestra senza alzare barricate, ma in un clima di massima collaborazione con il governo. "L'Ici e' la prima entrata dei comuni ed un tributo dal quale dipendono gran parte dei servizi ai cittadini, è quindi necessario, che un suo sgravio trovi una compensazione congrua, adeguata e precisa. Abbiamo inoltre ribadito la necessita' che si apra presto un tavolo istituzionale che definisca bene le modalita' tecniche dello sgravio e le forme di compensazione una volta insediatosi il nuovo Governo", ha dichiarato il presidente dell'Anci Domenici. Secondo cui, in ogni caso, il taglio dell'Ici andrebbe realizzato di pari passo al federalismo fiscale. Un'idea che trova sostenitori anche nella maggioranza. "Eliminando l'Ici si rende necessario attuare il federalismo fiscale", dice Giovanni Collino di An, "partendo dalla proposta di legge approvata dalla regione Lombardia (si veda ItaliaOggi del 18/4/2008) e dai lavori della commissione Vitaletti. Ma per realizzare il fisco federale è indispensabile definire prima chi fa cosa e cioè le competenze degli enti territoriali. Ecco perché bisogna rimettere mano al Codice delle autonomie lasciato incompiuto dal centrosinistra, conservando le parti migliori del ddl Lanzillotta. Il lavoro fatto non va mai buttato via anche se lo ha realizzato la parte politica
Scopri l'archivio di Italia Oggi dal 1993 ad oggi | |||||||||||||||||||||
|
Scegli azione
Yahoo! Finanza > Notizie Finanza personale Yahoo! Finanza > Mercato immobiliare
Yahoo! Finanza > Ultim'ora
Yahoo! Finanza > Italia Oggi Yahoo! Finanza > Ultim'ora | Ultime Notizie | Borsa | Piazza Affari
|
|
|
|
Copyright © 2008 Italia Oggi - Tutti i diritti riservati. |
| Copyright © 2008 Yahoo! - Tutti i diritti riservati |