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Giovedì 24 Aprile 2008, 13:00
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L'elenco delle attività a rischio, la descrizione degli obblighi del datore di lavoro e un'informazione costante per garantire la sicurezza delle lavoratrici gestanti. E' quanto prevede il decreto legislativo numero 645 del 25 novembre 1996, che recependo le direttive comunitarie, ha stabilito le norme per tutelare e migliorare la sicurezza e la salute sul lavoro delle donne gestanti, puerpere o in periodo di allattamento. Tra i loro diritti la possibilità di assentarsi dal lavoro per effettuare, durante l'orario di lavoro, gli esami prenatali che non possono essere svolti in orario diverso, senza perdita della retribuzione. In caso di lavori a rischio, inoltre, la legge prevede la facoltà di essere adibite ad altre mansioni, anche con orari diversi da quelli normalmente svolti. Se l'assegnazione ad altre mansioni non è possibile, le lavoratrici sono dispensate in anticipo dal lavoro, rispetto al periodo obbligatorio di due mesi prima e tre mesi dopo il parto. L'astensione anticipata dal lavoro può essere decisa anche dal datore di lavoro, che successivamente deve informare l'ispettorato del
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