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Giovedì 24 Aprile 2008, 8:55

Il mercato non riserverà sorprese nel breve. Attesa un'ampia e lunga lateralità

Di Alberto Susic

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Di seguito riportiamo l'intervista sull'indice S&P/Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte Davide Biocchi, trader privato e analista tecnico indipendente. Fondatore e amministratore del sito www.tradingweek.net.


L'indice S&P/Mib è stato respinto dall'area dei 34.000 punti, scivolando ieri circa 1.000 punti più in basso, salvo recuperare nel finale. Come valuta l'attuale situazione del mercato e quali previsioni si possono fare per il breve periodo? Ci sono ancora le condizioni per assistere a nuovi allunghi e arrivare a superare l'ostacolo prima

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Personalmente non sono così pessimista come potevo esserlo in passato e già negli ultimi interventi avevo invitato a guardare con maggiore fiducia al mercato italiano. Credo che al momento ci siano i requisiti perché l'indice S&P/Mib possa muoversi quantomeno in maniera laterale. Da qui allo stacco dei prossimi dividendi vedo poche possibilità per il mercato di fare male, a patto che non vengano fuori ulteriori cattive notizie sulla crisi che magari ancora non si conoscono.
Mi sembra in ogni caso che l'ultimo movimento degli indici sia abbastanza lineare e ritengo che almeno per un bel po' di tempo a Piazza Affari ci muoveremo in trading range. Indubbiamente per l'S&P/Mib l'area dei 35.000 punti rappresenta un duro ostacolo, mentre guardando in direzione opposta i supporti sono tanti. Il più significativo è senza dubbio rappresentato dal minimo realizzato a marzo poco sopra i 30.000, ma a prescindere da questi valori, mi aspetto lateralità in un intervallo compreso tra i 3.000 e i 5.000 punti, ma per un periodo piuttosto lungo, magari anche fino a fine anno.
Ritengo ancora valida la possibilità di un superamento al rialzo dei 34.000 punti di S&P/Mib, senza escludere un piccolo ritracciamento. I mercati cercano di trovare un po' di stabilità ed è probabile che lo scenario attuale possa protrarsi in avanti nel tempo, senza grosse novità né al rialzo né al ribasso, salvo ovviamente sorprese dall'America.
Per gli indici a stelle e strisce in particolare bisogna monitorare attentamente l'andamento del cambio Euro/Dollaro. Nonostante la crisi abbia avuto origine proprio dagli Stati Uniti, gli indici hanno comunque perso poco specie in confronto a quelli europei.
Con riferimento al mercato valutario, area 1,6 sembra rappresentare un livello in corrispondenza del quale l'Euro sta trovando un certo ostacolo. Mi pare tuttavia che i motivi per cui i mercati sono scesi nel primo trimestre non erano più tanto legati all'andamento delle valute o del prezzo del petrolio. A questo punto, se il dollaro perde terreno nei confronti dell'euro, i mercati americani probabilmente ne risentono perché questo colpisce le esportazioni degli Stati Uniti. In questo momento però una moneta unica sui livelli attuali non spaventa gli indici americani e di conseguenza intimorisce poco anche quelli europei.
Qualche preoccupazione, anche in riferimento all'inflazione, potrebbe arrivare dai record del petrolio, ma se l'economia andrà in contrazione, con una riduzione della produzione, probabilmente anche il consumo di oro nero potrebbe incontrare una frenata, portando a calmierare un po' i prezzi.

Anche a seguito dello stacco del dividendo, Fiat (Milano: F.MI - notizie) si è riportato nuovamente al di sotto della soglia dei 14 euro. Consiglierebbe l'acquisto del titolo sui livelli attuali?

Fiat sembra aver trovato un po' di equilibrio e ritengo che il titolo si muoverà con il mercato, per cui se quest'ultimo salirà, anche Fiat si apprezzerà, presentando sicuramente un minore rischio rispetto ai bancari.
Un segnale positivo si avrebbe con il superamento dei 14 euro e ancor più con la violazione dei 15 euro, che graficamente ha più valenza del precedente. Il supporto più forte è a 11,6 euro, che però è piuttosto lontano dai livelli attuali e non è detto che il titolo ritorni su quei valori.

Dopo aver tentato di spingersi sopra l'area di 1,5 euro, Telecom Italia (Milano: TIT.MI - notizie) è tornato indietro, pur mantenendosi a distanza dai minimi dell'anno. Ci sono le condizioni per un nuovo recupero dai livelli attuali?

La vera resistenza, quella più forte, per Telecom Italia si trova in area 1,7 euro e se arriva su questi valori, sarà qui che si faranno i giochi. Su quei prezzi infatti possono aver comprato diversi investitori, sperando che rimbalzasse per l'ennesima volta. In caso di ritorno in quell'area, è probabile che il titolo venga venduto a mani basse.
Dopo lo stacco del dividendo, bisognerà vedere che appeal avrà ora Telecom Italia e se avrà la forza di raggiungere 1,7 euro. Su questo titolo sono comunque più prudente rispetto a Fiat, fermo restando che per ora è poco probabile un ritorno sui minimi, che si avrebbe solo con un nuovo affondo ribassista del mercato.

Nella seduta di ieri STM ha realizzato un rally di tre punti, ritornando poco sopra i 7 euro. E' il caso di fare una scommessa su questo titolo ai prezzi attuali?

A mio avviso si tratta di un titolo da cui è meglio stare un po' alla larga, perché STM soffre l'andamento del cambio euro/dollaro. Quando il mercato è salito le azioni non hanno recuperato e quando invece è sceso ha subito un affondo. Nel breve potrebbe anche avere dei margini di recupero, ma tendenzialmente sta dimostrando scarsa forza rispetto all'indice.
L'area dei 7 euro è sicuramente una soglia psicologica e se consolida oltre questo livello potrebbe gettare le basi per tornare su prezzi più interessanti. Al momento però il titolo si trova in un'area in cui devono ancora formarsi supporti e resistenze degni di nota.

Di recente alcune utilities come A2A (Milano: A2A.MI - notizie) sono state più penalizzate di altre, basti pensare a Prysmian che ha ben recuperato dai minimi. Quali strategie ci può suggerire per i protagonisti del comparto?

Già nel precedente intervento avevamo evidenziato che le utilities fanno più fatica ad apprezzarsi, senza dimenticare la stagionalità del momento. Viene un po' meno l'appeal degli energetici e a mio avviso il settore ha già regalato buona soddisfazioni, per cui l'attenzione si sposterà altrove.
Tra i titoli che potrebbero offrire spunti interessanti troviamo i bancari, in caso di risalita dei mercati, ma questi titoli sono comunque a rischio perché basta un nonnulla per scatenare nuove vendite, basti pensare alla seduta di ieri per Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) .
In linea generale credo che quanti sono già sul mercato possono rimanerci, ma mi guarderei bene da qui a pensare di aprire nuove posizioni sui prezzi attuali, optando piuttosto per una certa prudenza.
Tornando a parlare di utilities, non acquisterei in questo momento, anche se fra tutte sembra interessante Prysmian che più di altre potrebbe continuare ad apprezzarsi nel breve. Per questo titolo fisserei uno stop a 14,3 euro perché si tratta di un supporto importante, individuando un target intorno ai 16,3 euro.
Il titolo che mi piace di più è comunque Snam Rete Gas (Milano: SRG.MI - notizie) che si può acquistare in caso di ritorno nei pressi di 3,8 euro, con obiettivo a breve intorno ai 4,3 e successivamente a 4,6 euro.


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