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Giovedì 24 Aprile 2008, 21:20

Scarse le probabilità di un ribasso. Il mercato esprimerà ancora positività nel breve

Di Alberto Susic

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Nonostante i diversi tentativi compiuti dai ribassisti, i mercati azionari stanno riuscendo a difendersi molto bene, mantenendosi a poca distanza dai recenti massimi relativi. A Piazza Affari l'S&P/Mib non è ancora riuscito a violare l'area dei 34.000, dopo ripetuti test, e ci si chiede quante probabilità ci siano di assistere ad una rottura di questo livello nel breve.

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Per capire quali potranno essere le evoluzioni più probabile per i mercati nel breve, con uno sguardo rivolto in particolare ai titoli che presentano buone opportunità, abbiamo sentito per Voi Robert Baron, Amministratore Delegato di DeltaForex.


Nell'intervista realizzata a fine marzo aveva prospettato nuovi allunghi per i mercati azionari, indicando un target in area 33.800/34.000 per l'S&P/Mib. Dal momento che questo livello è stato raggiunto senza essere superato fino ad ora, cosa ci si deve attendere per le prossime giornate? C'è la possibilità di spingersi oltre questi livelli o bisognerà mettere in conto prima una correzione?

La situazione complessiva è piuttosto complicata ma per alcuni versi anche semplice, per dei livelli che possono essere attivati da qui a breve. Le aree fondamentali passano attraverso la ripresa degli indici americani e in questa direzione è molto importante la chiusura sui massimi segnati il primo febbraio. Questi livelli dovranno essere superati per tre chiusure giornaliere consecutive, per cui se l'S&P500 realizzerà tre sedute oltre i 1.396 si avrà un allungo del rialzo. In tal caso si guarderà a i 1.414 in primis, ai 1.429 in seconda battuta, senza escludere un approdo a 1.441, con un'estensione ulteriore fino a 1.465.
Un'ipotesi che resterà valida fino a quando non avremo flessioni al di sotto della fascia 1.348/1.353, ma sostanzialmente il quadro per ora è improntato ad una neutralità di breve termine. Parliamo di una situazione prospettica, probabilmente dopo il taglio dei tassi da parte della Fed la prossima settimana, che a differenza degli anni scorsi potrà essere caratterizzata da una positività crescente nelle prime due settimane di maggio.
Questa positività però non deve trarre in anno, perché ricordiamo che di solito l'andamento del mese di gennaio caratterizza quello dell'intero anno. Nel primo mese del 2008 abbiamo avuto un'altissima volatilità, con un ridimensionamento degli indici azionari e sarà questo il tema dell'anno, senza escludere fasi di rimbalzo. La questione sarà molto complicata nella fase di risalita, con possibili ritorni verso il basso, che potrebbero portare ad esempio l'S&P500 nuovamente verso i 1.350/1.370 punti.
Anche se andremo a centrare tutti gli obiettivi segnalati prima, ci aspettiamo ulteriore debolezza per un ritorno sugli stessi livelli da cui dovremmo partire, ossia più o meno due punti percentuali dai prezzi attuali.
La situazione si presenta molto più interessante dal punto di vista dei diversi settori e dei singoli titoli, piuttosto che sotto il profilo dell'indice che medierà un po' tutti i risultati.
Per quanto riguarda Piazza Affari, ci troviamo in una situazione un po' più particolare, ma dovremmo avere questo allungo con la ricopertura del gap lasciato aperto tra il 18 e il 21 gennaio. Per l'S&P/Mib non dovremmo avere marcate flessioni finchè non ci sarà un cedimento della fascia 32.550/32.600, segnalando che a breve c'è un altro supporto in area 32.950/33.030.
Dovremmo progressivamente avvicinarci ai massimi dei primi giorni di febbraio e una volta superati questi livelli avremo la chiusura del gap ed è probabile che successivamente assisteremo a dei ritracciamenti per ritornare dove siamo adesso.
Lo scenario in cui crediamo è caratterizzato da scarse probabilità di successo al ribasso, con maggiori chances di ripresa e di segnali che attiveranno un recupero più marcato. La risalita potrà essere cavalcata o attraverso i futures che si andranno ad acquistare nelle fasi di debolezza, vendendo in parte sui segnali di ripresa. In alternativa, anche se è molto più complesso, si va a confezionare un quadro sui singoli titoli, individuando i temi che possono avere un maggiore vantaggio.
In sintesi il mese di maggio, almeno fino allo stacco dei dividendi, sarà positivo, quindi la famosa frase “may sell and go away” può essere rimandata alla seconda metà del mese.
Il mercato si ritrova comunque con una volatilità impressionante e ci sono delle situazioni anche imprevedibili. E' importante quindi avere una buona metodologia e delle valide regole, con lo studio dell'uscita dalla posizione prima dell'ingresso stesso.
Vorrei ricordare infine che altri elementi da valutare in questa fase sono rappresentati dal cambio euro/dollaro e in particolare all'eventuale ritorno al di sotto della fascia 1,57. Potremmo avere dei segnali interessanti per un ridimensionamento della moneta unica, che potrà portare alla contrazione dei prezzi di alcune materie prime. Tra queste in particolare il petrolio per il quale segnaliamo come rilevante almeno una chiusura inferiore intorno ai 116,5 dollari.

Guardando ai singoli titoli, quali sono a suo avviso quelli che presentano le maggiori opportunità in questa fase? A quali state guardando in particolare?

La ricostruzione è stata molto interessante sui cementieri che si presentano con un trading range appetibile, con prospettive di rialzo che permetteranno di ritornare poco sopra i livelli del range stesso. Volendo fare un esempio, Italcementi (Milano: IT.MI - notizie) presenta una base intorno ai 12/12,5 euro, con parte alta in area 15/15,15 euro. Il titolo è interessante tra 13,15 e 13,5 con stop a 13,15 chiusura giornaliera inferiore, per tornare nella parte alta a 15/15,15 euro, dove ci si aspetta nuova debolezza. Da notare però che si tratta di una costruzione partita in anticipo rispetto all'andamento generale degli altri indici e quindi ci sono prospettive di trading range molto interessanti.
I titoli che possono avere grandi rally e realizzare interessanti performance sono quelli legati al settore energetico che potranno allungare le ricoperture cui abbiamo assistito di recente.
Se ci sarà un recupero e una valutazione buona per le prossime trimestrali, il settore bancario e quello assicurativo potranno performare in maniera significativa rispetto all'indice.
Nel caso in cui la crisi dovesse risentire di una contrazione delle aspettative ribassiste e quindi del fattore recessivo sul fronte americano, tutto ciò che è legato ai consumi e ai settori cosiddetti cicili, potrà essere interessato ad un rialzo più marcato di altri comparti.

In questa direzione ritiene interessante puntare su Fiat (Milano: F.MI - notizie) ? Qual è il suo giudizio sul titolo anche alla luce dei risultati trimestrali presentati questa mattina? Il rally odierno potrà trovare terreno fertile anche nelle prossime sedute?

Continuiamo ad insistere su Fiat anche perché non crediamo che il numero uno Marchionne possa andare via se non dopo aver realizzato lo spin-off dell'Auto. Riteniamo che l'operazione possa essere effettuata solo nel momento in cui i mercati ritroveranno stabilità e quindi il discorso è da rimandare al 2009.
Guardando ai livelli del titolo, se Fiat dovesse violare 13,17 euro in chiusura giornaliera, avrebbe un atteggiamento negativo fino a 12,5/12,6 euro. Al di sopra di 14,15, chiusura daily superiore, il titolo potrà ritornare verso i 16/16,5 euro. E' difficile comunque dare indicazioni che non siano strettamente operative se non si ha un portafoglio ben bilanciato sui pesi, perché altrimenti si rischia di assumersi rischi più grandi rispetto a quella che è la volatilità media del mercato.
Il suggerimento è di evitare di avere acquisti superiori al 5% di ciascun titolo in portafoglio, a meno che non si faccia un'attività di trading supportata da ottimi strumenti di analisi tecnica sui quali basarsi.
Vorrei aggiungere che i risultati comunicati questa mattina da Fiat dimostrano che il trimestre è stato più che positivo alla luce del quadro congiunturale negativo. La società lascia chiaramente intendere di essere cresciuta in termini di risposta a quello che il mercato chiede, presentandosi ora in maniera molto più dinamica del passato, con la possibilità di performare meglio del settore di riferimento.

Parlando dei bancari, in vista di una possibile ripresa di cui parlava prima, quali sono i titoli su cui suggerisce di puntare?

Nel nostro portafoglio è presente Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) con uno stop a 4,55 chiusura giornaliera inferiore, con obiettivi a 4,97 in primis e poi 5,04 fino ad arrivare a 5,16/5,18. Su ogni singolo movimento del titolo adegueremo di giorno in giorno i singoli livelli di attivazione di stop, andando a ricorreggere i vari target.
Oltre ad Unicredit abbiamo in portafoglio anche altri bancari, come Banco Popolare (Milano: BP.MI - notizie) con stop a 11,7 euro e target a 13,15 euro. Per Intesa Sanpaolo abbiamo un target molto più limitato poco sopra i 5 euro, ma il titolo ci interessa anche in ottica del dividendo che sarà staccato a maggio.
Presente anche Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) , mentre non è presente in portafoglio Mediolanum (Milano: MED.MI - notizie) sul quale realizziamo posizioni speculative tanto long quanto short. Ad avere un peso maggiore in portafoglio, insieme ad Unicredit sono Banca Popolare di Milano (Milano: PMI.MI - notizie) e Ubi Banca (Milano: UBI.MI - notizie) , mentre non siamo posizionati su Banca Italease (Milano: BIL.MI - notizie) , non perché non ci siano segnali interessanti, ma perché preferiamo concentrarci sui temi principali.

Spostando l'attenzione sugli assicurativi, quali offrono a suo avviso spunti interessanti in questo momento? Quali indicazioni ci può fornire in merito?

Abbiamo posizioni un po' su tutti gli assicurativi, anche se a livelli diversi, con un sovrappeso su Generali che abbiamo acquistato oggi, con stop a 28,25 euro, chiusura giornaliera inferiore. Un peso interessante è riservato anche ad Unipol (Milano: UNI.MI - notizie) , ma puntiamo anche su altri titoli come Alleanza, Fondiaria-Sai e Vittoria Assicurazioni (Milano: VAS.MI - notizie) , convinti che ci siano buone probabilità di recupero.
Tutte le posizioni sono protette da stop tecnici segnalando che il nostro rischio è inferiore al 2,5%, così come ciascun titolo non pesa oltre il 2,5% nel portafoglio. Crediamo che sugli assicurativi ci possa essere del valore, stante il fatto che rientrerà un po' il tema acceso della crisi.




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