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Mercoledì 24 Giugno 2009, 8:56
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Anche nella seduta di ieri il mercato è stato incapace di reagire, nonostante i tentativi di rimbalzo compiuti, confermando così la correzione partita agli inizi della scorsa settimana. Come è cambiata la situazione delle Borse in queste ultime Si è già sviluppata una prima parte della correzione che ci attendevamo e già nella precedente intervista avevamo puntato l'attenzione sul fatto che l'indice S&P500 era in evidente difficoltà sui 950 punti. Non riuscendo ad oltrepassare questo ostacolo, le quotazioni erano in un range molto stretto tra i 930 e i 950 punti. Diversi fattori, tra cui gli indicatori abbastanza tirati e le prime divergenze su alcuni oscillatori, lasciavano intendere come ci fosse più spazio per una correzione piuttosto che per una prosecuzione del rialzo. La strada fatta era tanta e lo è ancora vista la correzione cui abbiamo assistito fino ad ora, ma almeno adesso possiamo partire da una situazione ben diversa. Gli oscillatori sono decisamente scarichi, almeno quelli di più breve taratura, e siamo in prossimità di alcuni rilevanti supporti quali gli 875 punti di S&P500. Non siamo quindi distanti da quell'area di supporto che avevamo già segnalato, al raggiungimento della quale potremmo assistere ad un ritorno degli acquisti che se non riporteranno i prezzi a ridosso dei recenti massimi almeno nell'immediato, contribuiranno a riequilibrare la situazione. Qualora questo non dovesse accadere, sarà bene fare attenzione perché dovremmo prepararci ad un'ulteriore gamba ribassista. In tal caso dovremmo concentrarsi su area 825 di S&P500 e questo sarebbe un più importante livello di supporto, perché corrisponderebbe al ritracciamento del 50% dell'intero movimento realizzato da inizio marzo fino alla fine del mese di maggio. Siamo in una fase molto importante di riequilibrio delle forze sul mercato e sui livelli attuali dovremmo assistere ad un braccio di ferro tra rialzisti e ribassisti. In base a come si risolverà questa lotta, capiremo se di fatto saremo fuori dal guado oppure se l'indice sarà costretto a retrocedere verso area 835/825. Il superamento dei 950 punti invece significherà che qualcosa è cambiato non solo nel breve ma anche in ottica di lungo periodo. Riteniamo che però ciò sia un po' prematuro, senza l'avallo delle trimestrali americane che inizieranno ad essere diffuse a breve. Sono i dati aziendali che rappresentano infatti la vera cartina al tornasole del mercato, fermo restando che per ora mi aspetto una fase laterale tra i massimi visti e gli 875 punti che non abbiamo ancora toccato. Per l'indice Ftse Mib quali sono i livelli da seguire ora con attenzione? C'è il rischio di ulteriori flessioni nel breve? Per l nostro indice segnaliamo che siamo arrivati in corrispondenza del primo dei target indicati già nelle precedenti interviste, ossia l'area dei 18.500. Per il Ftse Mib la soglia da superare era quella dei 20.600 punti, ma i corsi sono stati respinti più volte da questo ostacolo, e non potendo salire oltre era chiaro che il mercato avrebbe fatto uno o due passi indietro. Per il momento c'è stato un primo step in area 18.500, e sarà importante vedere se tale livello sarà mantenuto nelle prossime sedute. In assenza di ciò sarà da mettere in conto un'altra gamba correttiva verso i 17.750 prima e i 17.150 nella peggiore delle ipotesi, quale possibile target nel breve. Questo porterebbe ad ampliare di altri 4/5 punti percentuali la correzione dai massimi, pur rimanendo entro il 50% di ritracciamento del movimento rialzista sviluppato da marzo fino alla fine di maggio. La correzione dai massimi ha già creato qualche occasione di acquisto o è presto per valutare nuovi ingressi sui titoli di Piazza Affari? E' ancora presto pensare a nuovi acquisti, perché non abbiamo ancora visto la classica giornata accompagnata da volumi che generalmente fa pensare alla fine di un movimento correttivo. Solitamente il ribasso termina con una sessione segnata ad esempio da una partenza negativa, con successivo parziale o totale recupero nel corso della stessa giornata, con elevati volumi di scambi. Proprio in riferimento a questo ultimo aspetto non abbiamo ancora visto questo tipo di condizione, per cui pensiamo che le mani forti non abbiano ancora raccolto abbastanza per dare vita ad una ripresa dei corsi. Parlando dei singoli titoli, rimaniamo concentrati su quelli già segnalati nell'intervista precedente, ossia su quelli più difensivi, come Terna (Milano: TRN.MI - notizie) ed Enel (Milano: ENEL.MI - notizie) , ma avevamo indicato anche Parmalat (Milano: PLT.MI - notizie) , Prysmian (Milano: PRY.MI - notizie) e Campari (Milano: CPR.MI - notizie) , che avevano dato maggiore garanzia di tenuta nelle fasi correttive. Suggeriamo di guardare ancora a Telecom Italia (Milano: TIT.MI - notizie) che è da osservare nel lungo termine, perché stanno avvenendo grossi cambiamenti a livello societario. I lavori dei buoni manager si valutano nel lungo periodo, come insegna Marchionne a capo della Fiat (Milano: F.MI - notizie) . Quali strategie ci può suggerire per i titoli del settore bancario? Da seguire Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) che si sta approssimando verso area 1,65 euro, dove potrebbe tornare ad essere molto interessante. Non a caso i giudizi delle banche d'affari sono mutati nell'ultimo periodo e hanno iniziato a guardare con maggiore fiducia a Unicredit, che è al momento il bancario che offre più garanzie, sicuramente più di Intesa Sanpaolo (Milano: ISP.MI - notizie) che ha bisogno ancora di creare una buona base da cui ripartire. Ha da segnalare alcuni temi particolari tra gli assicurativi? Abbiamo inserito nei nostro modelli Alleanza che ha realizzato un buon recupero: il titolo rimane ancora su buoni livelli, difendendosi al di sopra dei 4,6/4,7 euro. Fino a quando i corsi si manterranno al di sopra di tale soglia, contiamo che il titolo possa riprendere quota e tornare in direzione dei 5 euro prima e dei 5,3 nella migliore delle ipotesi. Uno sviluppo simile a quello di Alleanza si è avuto per Generali, ma con il cedimento dei 15,5 euro si è trovato in un'area in cui non ha grossi punti di appoggio su cui tentare di arrestare la caduta. Prima di trovare un'area di supporto dovrà avvicinare i 13,75 euro, dove dovrebbero esserci consistenti ordini di acquisto. Si tratta del livello di resistenza rotto nella prima fase di aprile, e non è da escludere un test dei 13,75 euro, ma già i 14 euro potrebbero essere un buon livello di entrata. Ricordiamo in ogni caso che siamo in una fase non di mercato rialzista, ma di un mercato che sta cercando una propria dimensione, motivo per cui è bene essere ancora prudenti. Nella seduta di ieri STM è sceso poco sotto i 5 euro, salvo poi chiudere la seduta al di sopra di quest'area. Come valuta l'impostazione del titolo? STM ha disegnato una piccola figura di testa spalle a partire dagli inizi del mese di giugno, tuttavia la violazione dei 5,3 euro ha portato verso un importante livello di supporto, ed è probabile che lo stesso possa essere testato nuovamente nel breve. In area 4,9/4,85 euro avremo un buon livello di prezzo sul quale eventualmente impostare nuove posizioni al rialzo, mentre se il titolo dovesse recuperare i 5,3/5,35 euro, sarà da leggere come segnale di forza, per un rapido ritorno sui 6 euro come primo target, andando a rivedere i 6,6/6,7 euro nella migliore delle ipotesi, a patto che la piccola figura di testa spalle venga smentita e ciò si avrà con un ritorno sopra i 5,3/5,35 euro nel breve. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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