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Venerdì 25 Aprile 2008, 12:05
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Mentre scriviamo, l'indice spmib40, come tutti i principali indici azionari, non è lontano dalla rilevazione di venerdì scorso, e si trova in area 34000. E, come è accaduto durante la scorsa settimana, anche in quella che si conclude oggi c'è stata una correzione dei mercati azionari, che si è riassorbita con Gli indici sono quindi sempre a contatto con gli importanti livelli di resistenza che abbiamo citato nel commento precedente, e, anche se in alcuni casi li hanno superati, in misura frazionale, non c'è ancora stato un deciso breakout. La situazione tecnica pertanto è immutata, rispetto a sette giorni fa, e ci costringe alla ripetitività. Siamo ad un punto critico, sia in termini temporali, sia in termini di prezzi, dal punto di vista tecnico, per il rimbalzo che è iniziato a metà marzo: l'importanza delle resistenze tecniche che si frappongono alla risalita degli indici fa sì che un eventuale breakout rialzista potrebbe aprire uno spazio ulteriore di crescita dei prezzi. Negli ultimi tempi sui mercati si osserva una precisa correlazione negativa tra i bonds e le azioni: il recupero di queste ultime ha comportato un forte calo delle quotazioni delle obbligazioni, con conseguente aumento dei rendimenti. Questi ultimi hanno anche superato importanti resistenze tecniche, facendo ritenere che ci sia spazio di ulteriore aumento. Anche se i rendimenti dei bonds, in termini assoluti, non sono elevati, riteniamo che il recente aumento sia da considerare negativo, per le prospettive dell'azionario, dove, se i rendimenti attuali ( in termini di dividend yield e utili per azione ) sono ancora buoni, le prospettive future sono del tutto incerte. A parte questa considerazione, gli altri elementi tecnici (oscillatori,analisi dei volumi, statistiche del mercato opzioni, etc.) che ci spingono ad un certo pessimismo, non sono cambiati. Proviamo quindi a delineare 2 scenari per il nostro indice, con un orizzonte di 2/3 mesi: 1) in caso di superamento della resistenza a quota 33800/34000, il target successivo è in area 35500/36000, e il trading range per i prossimi mesi si potrebbe collocare tra 33800/34000 e 36000. L'upside in questo caso è di circa il 6%. 2) se l'indice non riesce a scavalcare la resistenza, oppure fa un falso breakout e rientra subito dopo, allora c'è la possibilità di scivolare verso l'area 32000, e poi verso i minimi dell'anno. Sino (Xetra: 576550 - notizie) a 32000 il downside è pari a circa il 6%, ma in questa ipotesi probabilmente, nel corso dei prossimi mesi, il ribasso potrebbe proseguire ampiamente sotto i minimi di marzo. VOLATILITA'/PREZZI VOLATILITA' IMPLICITA ( OPZIONI INDICE MIBO30) = MAGGIO CALL ATM= 16,4% PUT ATM=16,1% CALL OTM=14,9% PUT OTM=17,7% SETTEMBRE CALL ATM= 21,1% PUT ATM=19,0% CALL OTM=19,0% PUT OTM=22,5% VOLATILITA' STATISTICA ( INDICE S&PMIB, 21 GG) = 16,29% Se da un lato i prezzi delle opzioni risultano relativamente stabili, dall'altro la volatilità statistica dell'indice spmib40 è calata vistosamente, nel corso delle ultime settimane, accompagnando con questo movimento il trading range che si è formato sull'indice stesso. La volatilità statistica ha perso praticamente 15 punti percentuali, nel corso delle ultime tre settimane, calando dal massimo, attorno al 30% , a quota 15%, che si rileva attualmente. Un analogo comportamento vale per gli indici di volatilità di dax, S&p500, e Djeurostoxx50. Livelli così bassi di volatilità riflettono una forte diminuzione della "tensione", sul mercato, e della paura, da parte degli investitori; da un altro punto di vista , però, sono da guardare con estrema attenzione, perchè generalmente a ribassi di questo tipo seguono improvvisi aumenti, che, come noto, per i mercati azionari sono generalmente associati ad una flessione delle quotazioni. In altre parole, quando l'indice di volatilità cala molto e raggiunge un supporto importante, occorre stare in guardia perchè potrebbe partire una correzione, sul sottostante. I prezzi delle opzioni avevano anticipato un simile comportamento: in settimana, c' è stato sì un nuovo calo, ma limitatamente alla scadenza di maggio, e per circa 2 punti percentuali, in termini di volatilità implicita. Sulla scadenza di settembre, i prezzi sono stabili, rispetto alla rilevazione di venerdì scorso. In termini assoluti, comunque, le quotazioni sono basse. Con molta prudenza, forse si potrebbe tornare a comprare volatilità, anche se un eventuale rialzo ulteriore dell'indice potrebbe portare ad un a nuova fase di trading range, per i prossimi mesi, con prevedibile relativa stabilità della volatilità sui livelli attuali. OPEN INTEREST O.I. CALL=103508 O.I. PUT=112948 DIFF ( media a 7 gg )= -11013 La scadenza di aprile, di venerdì scorso, ha provocato un vistoso calo dell'open interest totale, che è tornao praticamente sui livelli dove si trovava dopo la scadenza di febbraio. Negli ultimi tempi, le scadenze "intermedie" tra quelle trimestrali, in cui scadono anche i futures, oltre alle opzioni, comportavano un calo dell'open interest totale, marginale, e comunque inserito in un trend di crecscita, che culminava con un livello massimi appena prima della scadenza trimestrale stessa. Nel caso specifico, invece, notiamo che praticamente tutto l'open interest che era stato costruito prima di aprile è stato "smontato" con la scadenza: in altre parole, sembra che gli operatori non abbiamo impostato posizioni di respiro,tra marzo e aprile, ma più probabilmente posizioni speculative di corto termine, magari sfruttando i prezzi delle opzioni, che sino a poco tempo fa erano elevati. Questo comportamento potrebbe indicare una certa incertezza, riguardo al futuro d medio termine dell'indice, che si riflette anche nel fatto che la volatilità implicita, quotata su maggio, è inferiore rispetto a quella quotata sulla scadenza di settembre. VOLUMI CALL/PUT RATIO ( MEDIA A 8 GG ) = 1,06 In settimana i volumi non sono stati particolarmente elevati: il trading range che si è formato sull'indice spmib ha probabilmente spinto molti operatori a mettersi alla finestra, in attesa di un movimento chiarificatore della tendenza. C'è anche stato un certo equilibrio, tra call e put. Il call/put ratio, dopo essere calato, la scorsa settimana, è tornato a crescere leggermente, e sembra faticare a staccarsi dalla parte alta del consueto range di oscillazione. Notiamo che, da qualche mese a questa parte, il call/put ratio ha assunto una tendenza crescente, con minimi ( in coincidenza dei rimbalzi dell'spmib ) anch'essi crescenti. Probabilmente la tendenza ribassista di fondo dell'indice, ha progressivamente comportato una concentrazione della attività sulle call, essendo venuta lentamente meno la richiesta di copertura dei portafogli azionari, con le put. Dario Daolio – www.optfuture.com Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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