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Venerdì 25 Aprile 2008, 8:05

MPS e il Lavaggio dei dividendi...

Di Il punto-borsainvestimenti

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Quotazioni
Banca Monte Dei Pasc...
BMPS.MI
1.73
-2.31%
Goldman Sachs Group ...
GS
174.90
+2.99%
Parmalat S.P.A
PLT.MI
1.68
-1.81%
NASDAQ 100
S&P/Mib
Mibtel: migliori e peggiori
Vi segnalo un'operazione particolare effettuata dal Montepaschi (Milano: BMPS.MI - notizie) in settimana. La banca senese ha annunciato di aver acquistato il 3,34% di azioni Parmalat (Milano: PLT.MI - notizie) . Qualcuno potrebbe chiedersi perchè? Forse l'avvocato calabrese Mussari vuole scalare il re del latte italiano dopo aver transato con il gruppo di Collecchio pagando molti milioni per evitare il tribunale?

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In realtà le cose devono essere andate un po' diversamente....
Le azioni oggetto della compravendita sono circa 135 milioni di azioni sulle quali hanno incassato 0,159 euro di dividendi, per un incasso totale di circa 215 milioni di Euro.
Ora, questa operazione è stata studiata a tavolino con l'intento di sfruttare un vantaggio fiscale. Vediamo come:
Nel mondo finanziario si negozia di tutto, non solo le azioni ma anche i dividendi.
Nelle principali banche e borkers italiani ed esteri esistono dei traders specializzati nel negoziare il prestito di titoli. Un cliente istituzionale ha bisogno di 1 milioni di titoli Parmalat? Non c'è problema, si telefona al desk di prestito titoli e si negozia con il trader il Costo dell'Affitto dei titoli. Se nel periodo del prestito l'azienda dovesse pagare il dividendo nella negoziazione con il trader si deve confermare anche quanta parte del dividendo dovrà essere restituita al proprietario reale dei titoli. Ebbene, grazie al meccanismo delle ritenute fiscali che spesso colpiscono alcuni investitori (vedi i fondi hedge basati nei paradisi fiscali) che non possono recuperare la tassazione, sul mercato del prestito titoli il dividendo viene trattato a un valore sotto la pari. Ovvero, a fronte di 100 euro di dividendi lordi il prenditore dei titoli a prestito paga SOLO 90 euro al proprietario originale dei titoli (che altrimenti subirebbe una ritenuta più alta). E' possibile che una banca d'affari o un prime broker (magari la Goldman Sachs (NYSE: GS - notizie) o la JP Morgan, molto vicine al gruppo di Siena) faccia incetta di titoli Parmalat sul mercato del prestito.
Ricordo che il prime Broker è un soggetto che ha come clienti i Fondi Hedge. Tali fondi hedge, per evitare di pagare le tasse sui dividendi su titoli italiani, potrebbero decidere di spossessarsene per un breve periodo tramite un contratto di prestito titoli o un contratto di pronti contro termine cedendo alla loro banca (prime broker) i titoli e il dividendo stesso.
A questo punto la banca d'affari o prime broker si trova nelle mani grosse partite di titoli che devono pagare il dividendo. Questa banca cerca di collocare queste partite di titoli (Parmalat, nel nostro caso) a un soggetto istituzionale che possa ottenere dei benefici dall'incasso di questi dividendi. Nel nostro caso questo soggetto potrebbe essere il Montepaschi.
Tramite un contratto di vendita e riacquisto a termine (a volte costruito con un sistema più o meno complesso di opzioni put e call) fra il broker e il Montepaschi, la banca senese diviene proprietaria (per un breve periodo di tempo) dei titoli Parmalat che devono pagare il dividendo.
MPS riceverà il dividendo lordo dalla Parmalat ma riconoscerà (dentro nei prezzi dell'operazione di pronti contro termine o nel costo delle opzioni put e call) un prezzo per il dividendo ottenuto INFERIORE al dividendo stesso.
Se il costo fosse di 90 euro ogni 100 di dividendo, nel caso dell'acquisto di azioni Parmalat da parte del Montepaschi, la banca senese otterrebe un vantaggio economico pari al 10% del valore dei dividendi. Nel caso specifico, su 215 milioni di dividendi il profitto potrebbe essere stato di 21 milioni di euro. (se il costo fosse stato di 95 euro ogni 100 l'utile sull'operazione si sarebbe ridotto a 10,5milioni e via di seguito).
Naturalmente in questa operazione il Montepaschi NON prende nessun tipo di rischio sulla variazione di prezzo in borsa del titolo Parmalat in quanto si è riassicurato il prezzo di vendita con i contratti sopra menzionati.
Questa operazione ha un nome ben preciso? si: Dividend washing (o dividend stripping).
Si tratta di un vero e proprio lavaggio dei dividendi. La proprietà dei titoli azionari passa per un breve periodo di tempo da un soggetto che subirebbe un'imposta fiscale senza possibilità di recuperarla (per esempio un fondo hedge basato alle Cayman...tipo Algebris...) a un soggetto che invece ha la possibilità di sfruttare una fiscalità più favorevole.
Naturalmente in mezzo ci sono degli intermediari (brokers o case d'affari) che lucrano una commissiione per organizzare l'operazione.
Caro Montepaschi ti aggrappi proprio a tutto per recuperare qualche milione di profitti aggiuntivi. Il tutto è nella perfetta legalità??? L'ufficio delle imposte piangerà un po'....ma si sa che le aziende, specie se bancarie, godono dei vantaggi che il parco buoi non ha!
Chiedo al nuovo governo e a Tremonti, di cercarte di bloccare nel futuro queste operazione che chiamerei di elusione fiscale.
Poi si creano le Banche Etiche e si parla di pagare le tasse fino all'ultimo centesimo.....si certo ma se si può evitare .....tutti stanno attenti e se poi, sfruttando un buco legislativo si aumentano addirittura i profitti..e si riduce l'entrata fiscale dello stato...meglio ancora....o NO?

ecco cosa scrive il 24 Aprile Finanza e Mercati:
Ore 9,03 di ieri mattina. Piazza Affari aveva appena spalancato i battenti. Sul titolo Parmalat è scattata un'operazione di apertura che vale da sola il superamento di tre soglie rilevanti per Consob. Infatti, sono passate di mano 195 milioni di azioni, pari al 12,2% del capitale. Ma l'operazione non ha smosso di un passo le quotazioni, ed è avvenuta al prezzo di Borsa di quel momento (2,1055 euro). Non è insolito che passino grossi «blocchi» in un mercato dominato dagli hedge. Ma è assai più raro che si muova un «solo« pacchetto di quelle dimensioni. Quindi, una qualche curiosità è giustificata: è possibile che si tratti, a due giorni dallo stacco della cedola, di un maxi dividend washing. Ma questo non spiega il mistero dell'aggregazione dei pacchetti azionari. I soci rilevanti (cioè sopra il 2%) di Parmalat sono otto di cui sei fondi esteri (che avrebbero vantaggi dal dividend washing). Nessuno va oltre il 3,3% detenuto da Montepaschi. Insomma, ci vogliono almeno quattro soci forti per arrivare al 12,2% del pacchetto. Chissà, tenendo d'occhio le comunicazioni Consob, forse si scoprirà chi ha partecipato al gioco. Nel caso, sarà interessante chiedere la ragione del movimento, visto che, a quanto risulta, la pratica del dividend washing dovrebbe essere proibita. Viceversa, se nessuno degli azionisti scenderà e salirà sotto la quota del 2%, significa che nel capitale di Collecchio ci sono una serie di soggetti, con quote sotto la soglia rilevante, capaci di coordinarsi per aggregare un 12% del capitale.

Rilevante l'affermazione del giornalista che afferma che il dividend washing è attività proibita.
Sono sicuro che Mussari ha fatto il meglio per la Banca nella massima legalità.
Ma se un giornale solleva un dubbio.....allora forse spetta a qualcuno del Montepaschi rispondere rassicurandolo....anche perchè sta per partire un mega aumento di capitale e ....gli investitori avrenbbero il diritto di essere rassicurati.

A proposito...caro Mussari, spero che prima della fine dell'aumento di capitale tu possa comunicare agli investitori i prezzi di vendita degli assets che hai deciso di alienare e mi riferisco in particolare:

- L'asset management
- i non performing loans
- gli immobili (vorrei anche sapere l'affitto che MPS dovrà pagare una volta che ha venduto gli immobili)
- Le banche estere (francia e belgio)
- Le filiali di banca in Italia
- Palazzo Sansedoni
Vorremmo anche sapere il costo totale previsto dei finanziamenti (compreso quello ponte....che sembrano essere lievitati a oltre 350 milioni di euro per anno)

Vorremmo anche poter parlare con te in un pubblico dibattito....sarebbe da veri galatuomini e non da censuratori di blog (ti ricordo infatti che il mio blog non può essere letto dai tuoi 35 dipendenti...avendo tu chiesto al tuo ufficio tecnico di censurare il mio sito.)

ecco cosa scrive oggi Finanza e Mercati:

Ore 9,03 di ieri mattina. Piazza Affari aveva appena spalancato i battenti. Sul titolo Parmalat è scattata un'operazione di apertura che vale da sola il superamento di tre soglie rilevanti per Consob. Infatti, sono passate di mano 195 milioni di azioni, pari al 12,2% del capitale. Ma l'operazione non ha smosso di un passo le quotazioni, ed è avvenuta al prezzo di Borsa di quel momento (2,1055 euro). Non è insolito che passino grossi «blocchi» in un mercato dominato dagli hedge. Ma è assai più raro che si muova un «solo« pacchetto di quelle dimensioni. Quindi, una qualche curiosità è giustificata: è possibile che si tratti, a due giorni dallo stacco della cedola, di un maxi dividend washing. Ma questo non spiega il mistero dell'aggregazione dei pacchetti azionari. I soci rilevanti (cioè sopra il 2%) di Parmalat sono otto di cui sei fondi esteri (che avrebbero vantaggi dal dividend washing). Nessuno va oltre il 3,3% detenuto da Montepaschi. Insomma, ci vogliono almeno quattro soci forti per arrivare al 12,2% del pacchetto. Chissà, tenendo d'occhio le comunicazioni Consob, forse si scoprirà chi ha partecipato al gioco. Nel caso, sarà interessante chiedere la ragione del movimento, visto che, a quanto risulta, la pratica del dividend washing dovrebbe essere proibita. Viceversa, se nessuno degli azionisti scenderà e salirà sotto la quota del 2%, significa che nel capitale di Collecchio ci sono una serie di soggetti, con quote sotto la soglia rilevante, capaci di coordinarsi per aggregare un 12% del capitale.

Rilevante l'affermazione del giornalista che afferma che il dividend washing è attività proibita.
Sono sicuro che Mussari ha fatto il meglio per la Banca nella massima legalità.
Ma se un giornale solleva un dubbio.....allora forse spetta a qualcuno del Montepaschi rispondere rassicurandolo....anche perchè sta per partire un mega aumento di capitale e ....gli investitori dovrebbero essere rassicurati.

A proposito...caro Mussari, spero che prima della fine dell'aumento di capitale tu possa comunicare agli investitori i prezzi di vendita degli assets che hai deciso di alienare e mi riferisco in particolare:

- L'asset management
- i non performing loans
- gli immobili (vorrei anche sapere l'affitto che MPS dovrà pagare una volta che ha venduto gli immobili)
- Le banche estere (francia e belgio)
- Le filiali di banca in Italia
- Palazzo Sansedoni
Vorremmo anche sapere il costo totale previsto dei finanziamenti (compreso quello ponte....che sembrano essere lievitati a oltre 350 milioni di euro per anno)
Il blog Mercato Libero presenta altri articoli sui suoi tre siti .
Mercato Libero - Consulenza Finanziaria Fee Only- i primi tre mesi sono di prova - : MERCATO LIBERO
Il bravissimo ZIOBARBERO cura la sezione MercatoLiberonews
: MERCATO LIBERO NEWS
mentre ZIOALVARO è l'abile graficista che è responsabile del nuovo sito.
Oggi sul sito i grafici del S&P500, Nasdaq (NASDAQ: notizie) , il dax Mibtel di altre azioni quotate sul principale indice italiano. : MERCATO LIBERO GRAFICI



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