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Venerdì 25 Aprile 2008, 20:12

Piazza Affari ancora in bilico: cruciale l'evoluzione delle prossime giornate

Di Alberto Susic

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La settimana che si chiude oggi è stata decisamente volatile per i mercati azionari che hanno registrato ripetuti cambi di direzione, spesso anche nell'arco di una stessa seduta. Dopo il buon rialzo messo a segno nell'ottava precedente, i listini non sono riusciti ad allungare in maniera decisa il passo, mostrando non poche incertezze dopo essere venuti a contatto con alcune importanti resistenze tecniche.

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Nel complesso però c'è stata una sostanziale tenuta dei livelli raggiunti venerdì scorso, ma l'elemento caratterizzante, come già anticipato, è stata una forte volatilità. Le oscillazioni dei mercati sono state determinate soprattutto dalle innumerevoli novità arrivate dal fronte macro e societario americano, con indicazioni in chiaroscuro soprattutto per il primo. Alle buone notizie del mercato del lavoro, con l'inatteso calo delle richieste di sussidi di disoccupazione, ha fatto fa controaltare l'ulteriore debolezza del settore immobiliare. La settimana si è chiusa infine con una nuova delusione, relativa alla fiducia Michigan che nella lettura rivista di aprile si è attestata al di sotto delle previsioni.
Le trimestrali societari dei big dell'economia a stelle e strisce hanno confermato una buona tenuta degli utili, in particolare anche per il comparto finanziario, per il quale si temeva maggiormente. Alcune delusioni sono arrivate invece in riferimento alle prospettive per il trimestre in corso o per l'intero anno, che in alcuni casi hanno provocato un secco disappunto degli operatori.
Questi aggiornamenti hanno contribuito così a seminare qualche incertezza sui mercati azionari, che nelle prime tre giornate della settimana hanno mostrato non poca debolezza, salvo riscattarsi nelle ultime due. Gli indici però non sono riusciti ad imboccare tutti la stessa direzione e hanno registrato anche variazioni percentuali differenti.
Ad avere la meglio su tutti è stato il Nikkei 225 (notizie) che dopo essersi accontentato di un rialzo di poco superiore ad un punto la scorsa ottava, è avanzato con decisione nelle ultime cinque sedute, concluse con un progresso del 2,87% a poca distanza dalla soglia dei 14.000 punti.
Positivo il bilancio anche in Europa, dove la performance migliore è stata realizzata dal Dax30, salito dello 0,78%, seguito dal Cac40 (Parigi: notizie) e dal Ftse100 che sono cresciuti rispettivamente dello 0,33% e dello 0,58%.
Non sono riusciti a fare altrettanto gli indici a stelle e strisce che (sulla base dei valori rilevati intorno alle 19.30 ora italiana), hanno visto il Dow Jones (notizie) cedere circa mezzo punto, preceduto dal Nasdaq Composite (NASDAQ: notizie) e dall'S&P500 che sono riusciti a difendersi un po' meglio, con una flessione entrambi dello 0,3%.

Piazza Affari è riuscita a sintonizzarsi invece con l'andamento delle Borse europee e l'indice S&P/Mib, grazie in particolare al rialzo della sessione odierna, ha evitato un bilancio negativo, chiudendo l'ottava con un progresso dello 0,39%, fermandosi si massimi settimanali a 34.013 punti.
Nelle prime tre sedute di questa settimana, l'indice ha mostrato un andamento piuttosto debole, allontanandosi da subito dai 33.900 fino a scivolare mercoledì scorso circa 1.000 punti più in basso. Dall'area dei 32.950/33.000 è partito però un poderoso recupero che nelle ultime due sedute ha consentito di violare al rialzo, anche se frazionalmente, l'ostica resistenza dei 34.000, con un massimo nell'intraday odierno a 34.160 punti.
Il mercato ha mostrato una discreta forza, riuscendo a sbaragliare con successo ogni tentativo di incursione da parte dei ribassisti. Un segnale che sembra far intendere la volontà di spingersi ancora oltre nel breve, anche se di fatto gli ultimi movimenti necessitano di immediate conferme.
L'indice si è fermato proprio a ridosso di un'importante livello che fino a questo momento ha rappresentato uno zoccolo duro da superare e ha contenuto ulteriori tentativi di salita.
La bontà del segnale invitato in chiusura di settimana, per essere considerata tale, dovrà produrre da subito nuovi allunghi, onde evitare il rischio di una trappola per tori. Non dimentichiamo che l'indice ha superato anche se di poco la soglia dei 34.000 punti, in una giornata semifestiva in cui i volumi sono stati comunque più contenuti rispetto al solito.

L'analista Dario Daolio fa notare che la situazione tecnica è immutata rispetto ad una settimana fa, perché di fatto l'indice S&P/Mib è ancora a contatto con un importante livello di resistenza, senza che sia stato prodotto fino ad ora un deciso breakout. Solo nel momento in cui quest'ultimo si concretizzerà, allora si potrà avere un ulteriore apprezzamento delle quotazioni, ma per Daolio ci sono diversi elementi tecnici che inducono ad un certo pessimismo.
A questo punto è possibile delineare due diversi scenari: il primo, con la rottura decisa dei 34.000 presenta un target a 35.500/36.000, mentre il secondo si avrebbe con una falsa rottura della resistenza e un rientro delle quotazioni verso l'area dei 32.000, prima di arrivare ai minimi dell'anno.

Un invito alla cautela arriva anche dall'analista Nicolas Listorti, a detta del quale l'area dei 34.000 punti dovrebbe rappresentare un top per dare vita ad un movimento laterale con base a 32.800. L'esperto ritiene infatti che la stagionalità favorisca al momento un rientro nella parte centrale del range, che corrisponde al livello dei 32.800. Il maggiore ostacolo nella prosecuzione della fase di rimbalzo, per Listorti è rappresentato dalla mancanza di credibilità nel sistema, pur mettendo in conto una chiusura del mese con segno positivo o al massimo senza alcuna variazione.
A pronosticare una fase di lateralità, anche ampia, e non solo per il breve termine ma probabile per un arco di tempo esteso a qualche mese, è Davide Biocchi che da una parte non esclude il superamento al rialzo dei 34.000 punti, ma dall'altra ricorda l'importanza dell'ostacolo rappresentato da area 35.000. Nel caso in cui questo livello venisse raggiunto, allora per il trader si potrebbe sviluppare una lunga fase laterale tra quest'area e quella dei 30.000, corrispondente ai minimi dell'anno segnato a marzo.

Esula un po' dal coro invece l'analisi di Robert Baron il quale ritiene innanzitutto che fino a quando non ci sarà un cedimento della fascia 32.550/32.600 di S&P/Mib, difficilmente andremo incontro a marcate flessioni. La sua idea è che il mercato dovrebbe continuare ad apprezzarsi nel breve, con un possibile ritorno verso i massimi dei primi di febbraio, superati i quali si dovrebbe arrivare alla chiusura del gap lasciato aperto tra il 18 e il 21 gennaio. Questo significherebbe quindi per l'indice ritornare fino all'area dei 35.750/35.800 che porterebbe quindi ad un incremento delle quotazioni di circa il 5% dai valori attuali.

In sintesi a Piazza Affari lo scenario appare ancora assai delicato e nonostante i buoni segnali inviati nelle ultime giornate, il mercato resta ancora in bilico. Un immediato allungo sopra i livelli della chiusura odierna aprirà le porte a nuove e interessanti salite nel breve, mentre un ritorno al di sotto dei 34.000 si andrebbe a configurare come una falsa rottura rialzista, con possibilità di una correzione che non dovrebbe comunque rivelarsi particolarmente dolorosa. In un caso o nell'altro si prevede un movimento direzione nell'ordine di circa 1.500 punti e come sempre sarà importante non anticipare il mercato, attendendo piuttosto la conferma o la negazione degli ultimi segnali positivi inviati dall'indice.


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