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Lunedì 25 Maggio 2009, 9:00
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MILANO (Reuters) - La ripresa economica sarebbe favorita dalla stabilizzazione del prezzo del greggio con una giusta forchetta tra 60 e 75 dollari al barile e 60 dollari come "soglia minima" e "anche impedendo la speculazione dei derivati responsabili della bolla del 2008". Lo dice il ministro dell'Energia russo Serghei Shmatko in un'intervista al Corriere della "Stiamo trattando singolarmente con i paesi produttori la possibilità di impedire finanza creativa anche se il mercato è molto difficile da regolare", spiega il ministro. "Penso che la Russia appoggerebbe, come misura provvisoria anticrisi a livello di governi, il divieto di trattare questi strumenti finanziari senza un reale corrispettivo di petrolio", aggiunge. Per evitare impennate del greggio, occorre però anche la creazione di "accordi di fornitura di lungo termine tra paesi produttori e consumatori", secondo Shmatko. Il ministro ha poi ricordato che la Russia vorrebbe collaborare con l'Italia anche per il nucleare dopo le intese sul gas e sull'efficienza energetica. In particolare dopo gli accordi con Eni (Milano: ENI.MI - notizie) e Finmeccanica (Milano: FNC.MI - notizie) con l'acquisto di "molto materiale italiano da Ansaldo (Milano: STS.MI - notizie) per centrali nucleari che la Russia ha costruito all'estero", ora "vorremmo portare questa cooperazione a un livello politico più alto". Shmatko poi non ha escluso il rischio di nuovi blocchi delle forniture di gas dall'Ucraina, rischio del quale è stata informata l'Ue e per cui si è formato un gruppo di lavoro. |
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