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Lunedì 25 Maggio 2009, 12:58
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A questo punto torniamo a chiederci se il minimo del 09/03 rappresenta la fine del bear market, e quindi l'inizio dell'uptrend di lungo periodo, oppure rappresenta solo l'inizio di una correzione rialzista (quella in atto), dopo la quale ci sarà un nuovo ritorno sui minimi. Ipotizziamo dapprima che si tratti di una correzione. Analizzando tutte le maggiori correzioni rialziste verificatesi all'interno dei bear market fin dagli inizi del secolo scorso, possiamo costruire il seguente grafico (i dati storici sono ovviamente riportati opportunamente riscalati). ![]() Il tratto rosso rappresenta l'attuale andamento dell'indice Dow jones (da fine febbraio). Il tratto blu scuro continuo è la ricostruzione della correzione rialzista che avvenne durante il crollo 1929 – 1932 ovvero il rally rialzista verificatosi dal 14/11/1929 al 17/04/1930, quando l'indice guadagnò il 48% in poco più di un centinaio di giorni di trading; facendo per altro credere erroneamente che la fase ribassista fosse ormai definitivamente alle spalle. Le linee tratteggiate in azzurro rappresentano invece le altre correzioni rialziste, storicamente verificatesi all'interno di bear market, che, come quella che stiamo vivendo, siano durate almeno 52 giorni di trading (e si siano spinte oltre). È immediato notare come l'attuale rally non trovi particolare riscontro nei precedenti rialzi, ad eccezione proprio di quello del 11/1929 – 04/1930. Confrontando il tratto rosso con le linee azzurre tratteggiate infatti è evidente come l'attuale fase rialzista non abbia precedenti, essendo stata molto più violenta, ovvero avendo toccato livelli ben superiori a quelli precedentemente raggiunti, a parità di tempo. Un discorso opposto invece deve essere fatto paragonando il momento attuale col recupero iniziato nel novembre del '29. I due movimenti hanno infatti ampi tratti in comune e sia in termini di tempo sia di prezzo, le due evoluzioni sembrano collimare in modo evidente. È la storia che si ripete? Speriamo di no. Se da un lato infatti il seguire quella famosa fase di rialzo potrebbe portare a un recupero anche per i prossimi due mesi circa, fino a vedere l'indice in zona 9500 – 10000 punti dalle parti di agosto, è tristemente noto a tutti cosa accadde nel 1930 dopo quella illusoria fase di violento rialzo e incauto ottimismo. L'indice perse circa l'86% portandosi ben al di sotto dei precedenti minimi. In conclusione allora possiamo dire che l'ipotesi di trovarci in una fase correttiva e non in un vero e proprio uptrend rimane statisticamente molto improbabile. Praticamente non ci sono riscontri passati che ci permettano di definire l'attuale fase di rialzo come una correzione. Infatti vi è un solo ed unico precedente, che è il bear market rally del 1929 – 1930 (purtroppo particolarmente nefasto), che però “da solo” non è una prova sufficiente. Se non si tratta di una correzione, allora è già l'uptrend di lungo periodo. Analizziamo ora questa ipotesi. Innanzi tutto ricordiamo che definiamo un uptrend come il movimento che, partendo dal minimo che chiude il down trend precedente, porta l'indice ad un nuovo massimo assoluto, sempre superiore al precedente (e che a sua volta darà inizio alla successiva fase ribassista). Analizzando tutti gli uptrend storici, verificatisi dall'inizio del secolo scorso, è possibile costruire il grafico seguente. ![]() In rosso è riportato il movimento dell'indice (da fine febbraio). In verde è riportata una possibile traiettoria previsionale. Tale prospettiva è costruita con una opportuna combinazione lineare dei precedenti movimenti rialzisti storici, anzi in realtà solo con gli otto maggiormente correlati dal punto di vista statistico. Evidentemente tale traiettoria non prevederà con esattezza il futuro movimento dell'indice, ma possiamo affermare che, qualora l'ipotesi di trovarsi in un uptrend fosse effettivamente verificata, allora un movimento analogo a quello indicato è quantomeno probabile (se la capacità esplicativa dei precedenti uptrend rimane intatta). Alla luce di questo possiamo affermare che la probabilità di trovarci in un uptrend è molto elevata. E questo si deduce dal fatto di poter paragonare molto bene (correlazione 95,8%) l'attuale rialzo con un'opportuna combinazione delle fasi iniziali dei precedenti uptrend. In quest'ottica potremmo aspettarci una fase laterale (tra gli 8000 e gli 8750 punti) per i prossimi 30 o 40 giorni di trading; e successivamente una ripresa della fase rialzista, anche se con una minore irruenza rispetto a quanto appena visto. Concludiamo le nostre considerazioni allora riassumendo che la situazione permane non del tutto chiara, ma comunque molto favorevole all'ipotesi di uptrend in atto. L'ipotesi di trovarci in una fase correttiva all'interno di un bear market (e quindi di rivedere prima o poi i minimi), è molto improbabile. A favore di questa visione infatti non abbiamo riscontri storici, ad eccezion fatta purtroppo per il recupero verificatosi a cavallo tra il 1929 e il 1930. A favore invece della visione rialzista di lungo periodo, al contrario, abbiamo una forte correlazione con le fasi iniziali dei precedenti movimenti al rialzo, il che permette quindi di mantenere un discreto ottimismo. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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