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Giovedì 25 Giugno 2009, 8:56
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I mercati stanno cercando di reagire dopo la correzione delle ultime sedute che ha comunque allontanato i vari indici dai recenti massimi. Come è cambiata la situazione e quali sono le aspettative per il breve periodo? Gli indici hanno raggiunto dei livelli di sostegno e ci riferiamo in particolare all'indice S&P500 che a nostro avviso va sempre monitorato perché rappresenta l'indice da seguire per verificare anche sul nostro mercato eventuali fasi di andamento prospettico sia a livello rialzista che ribassista. L'area di supporto a livello statico è quella degli 880/882 punti, ma già i prezzi raggiunti nella seduta di lunedì scorso a 888/890, sono già buoni come livello di sostegno intermedio. E' molto probabile assistere ad un tentativo di recupero che per noi però sarà parziale, limitato al massimo ad un pull-back sulla precedente trendline rialzista daily che intercorre in area 920/926. Crediamo che il mercato possa tentare questo recupero che diventerà attivo già con il superamento dei 905 punti e a quel punto dovremmo avere questo spazio ulteriore di salita di 1-2 punti percentuali. L'evoluzione alternativa da qui a una settimana è quella di nuovi massimi, con sfondamento dei 925/926 e quindi partenza al rialzo, attribuendo a questo scenario il 25% delle probabilità di realizzazione. Un'altra ipotesi è quella dello sfondamento di quota 878/880, con prosecuzione della discesa verso la zona 856/870, con il 30% di probabilità. Da qui ad una ottava, quindi per la chiusura del mese, ci aspettiamo un sostanziale recupero sulla debolezza che abbiamo avuto nelle ultime giornate, ma all'interno di un quadro neutrale-negativo. Su questo vanno poi a ruotare tutti gli altri elementi e in ordine di priorità consigliamo di monitorare l'Hang Seng (notizie) che rappresenta l'indice che fornisce i segnali in anticipo sugli altri mercati. Per quanto riguarda l'Europa, è interessante andare a seguire l'indice Eurostoxx 50 (Zurigo: notizie) , per il quale ci troviamo ancora al di sopra della fase correttiva che c'è stata nel mese di maggio. Sul nostro indice invece abbiamo una condizione diversa perché i minimi del mese scorso sono stati già violati. Per il Ftse Mib si segnala quindi una maggiore escursione in termini di volatilità e quindi una maggiore probabilità di avere anche recuperi in termini percentuali più significativi, visto che abbiamo perso più strada nell'ultimo periodo. Questi recuperi sono limitati all'area 19.500/19.700, dove si potrebbe avere una sorta di pull-back, mentre violazioni dei 18.250/18.300 proiettano l'indice verso i 17.200/17.300, attribuendo a questo scenario il 30% di probabilità. In caso di superamento dei 19.750 in chiusura giornaliera superiore, abbiamo il 25% di probabilità di andare a ritracciare una zona successiva che corre tra 20.08 e 20.130. Il quadro è abbastanza neutrale e non si da una propensione netta verso una direzionalità del mercato ed è quello che ci si attendeva già nelle precedenti interviste. Era prevista una fase di storno, all'interno della quale era da mettere in conto una cosiddetta neutralità, quindi non una direzionalità così forte, in modo da poter verificare che ci potesse essere un maggiore sviluppo a livello ribassista. E' ormai alle porte la nuova stagione delle trimestrali societarie americane, che avrà inizio intorno alla metà di luglio. Ritiene che le novità che arriveranno, potranno cambiare in maniera significativa l'impostazione del mercato? Sul fronte macro i dati denotano ancora una debolezza e il quadro non è di un recupero effettivo, tanto è vero che non ci attendevamo ancora dei risvolti positivi. Il quadro delle trimestrali, soprattutto per le banche e le assicurazioni, sarà ancora in chiaroscuro, cioè avremo dati positivi all'interno di posizioni con dati negativi. Sul fronte industriale e più in generale su quelle dei servizi e di altre attività, crediamo che i dati delle aziende tenderanno ad una maggiore negatività rispetto alle stime del consensus. Da questo punto di vista il mercato non potrà scontare notizie particolarmente positive, così come è stato nel trimestre precedente. Alla luce delle considerazioni fatte fino ad ora, quali sono le strategie che suggerisce di adottare nell'approccio dei singoli titoli? L'approccio è ancora quello di grande prudenza perché abbiamo a che fare con titolo che in una sessione possono anche perdere quattro punti percentuali, per poi riguadagnarli nella sessione successiva. L'approccio è essenzialmente tecnico all'interno di un quadro che si sposi con una metodologia che possa portare a duna gestione della volatilità. La problematica di fondo è che i titoli si muovono con una volatilità eccessiva, per cui non è un mercato per non professionisti. Non dimentichiamo che il mercato è inficiato anche dalla mancanza della possibilità di vendite allo scoperto, per cui ci ritroviamo con delle fasi “ribassiste” come quella che stiamo vivendo, e i volumi di vendita sono legati al fatto che gli unici a liquidare sono quelli che prendono beneficio. Non c'è un effettivo volume di contrattazioni che possa portare a delle posizioni di investimento sui singoli titoli, che sono ancora in balia delle evoluzioni del mercato. Quello che abbiamo vissuto nei mesi scorsi, almeno fino a marzo, difficilmente sarà ripetuto: avremo anche dei violenti ridotti che però saranno ridotti ad alcune sessioni. Un esempio lo abbiamo avuto già in questa settimana, quando dopo il forte calo di lunedì abbiamo avuto un ribasso più contenuto il giorno seguente, per poi lasciare il posto ieri ad un rimbalzo che ha annullato di fatto ciò che è accaduto nella seduta precedente. Non abbiamo quindi una direzionalità ribassista acclarata, pur essendo ancora in una tendenza ribassista di fondo del mercato che però può evolversi in una sorta di neutralità in cui la gestione delle singole posizioni di titoli diventa molto problematica se non si può avere una metodologia che permetta posizioni dinamiche. Più conveniente dunque ricorrere a delle posizioni di copertura, attraverso i futures, che possano compensare l'ingresso diretto sui titoli. A febbraio c'era l'idea che i mercati non reggessero alle successive riduzioni che c'erano nel processo macroeconomico, ma a marzo e ad aprile si è avuta la smentita di ciò. Avremo un quadro di neutralità con una gamba ribassista che manca ancora e che però non deve preoccupare perché potrebbe presentarsi come un'interessante opportunità di acquisto nel corso dell'autunno. La correzione vista fino ad ora non ha creato ancora interessanti opportunità per nuovi ingressi? Lo storno non ha creato le premesse per poter rilanciare il mercato azionario e si dovrà attendere ancora, perché ci dovrà essere un calo della volatilità e dei valori che non avverrà nell'immediato. Passerà del tempo prima di vedere dei prezzi interessanti, fermo restando che in seguito si presenteranno occasioni per chi ha avuto la pazienza di rimanere fuori dal mercato. In questo momento il rischio è ancora alta e non a caso abbiamo pochissimi titoli in portafoglio, ma sarà ancora più interessante andare a vedere quelli che avremo giorno dopo giorno. Una chiave di lettura interessante per il mercato potrebbe essere l'andamento del cross euro/dollaro che nella precedente fase discendente era collegato all'azionario, così come in seguito c'è stato lo stesso collegamento nel momento del recupero. Da alcune sessioni si assiste ad un fenomeno di divergenza, perché la debolezza del dollaro era collegata prima ad un momento di forza dei mercati, ma ciò ora sembra venire meno. Sarà probabile quindi assistere ad un ritorno di apprezzamento del biglietto verde con concomitante recupero dell'azionario e questo andrebbe ancora a scompaginare quella correlazione di cui parlavamo prima. Ci sono dei titoli ai quali state guardando con maggiore interesse rispetto ad altri, in vista di acquisti futuri? Stiamo valutando un ritorno su Fiat (Milano: F.MI - notizie) , ancora prematuro, ma il titolo ci interessa perché è sempre stato un passo avanti rispetto all'indice. Se si va una correlazione tra l'andamento di Fiat e quello dell'indice, si nota che il titolo si è mosso in anticipo, per cui è un po' un faro nella scelta delle operazioni successive. In generale siamo favorevoli a credere ad un movimento di neutralità degli indici che non dovrebbero avere evoluzioni con un andamento così come è stato nei precedenti 12 mesi. Stiamo aspettando uno storno su Campari (Milano: CPR.MI - notizie) in area 5,6 euro, con uno stop del 2%, per vedere un ritorno del titolo intorno ai 6,05 euro prima e ai 6,15 in seguito. Attendiamo inoltre Parmalat (Milano: PLT.MI - notizie) con una correzione a 1,79 euro, con uno stop a 1,675 euro, per assistere una ripresa tra 1,82 e 1,88 euro. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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