|
|
|
|
|
Venerdì 25 Luglio 2008, 8:52
|
Nella seduta di ieri i mercati azionari hanno interrotto la fase di recupero avviata la scorsa settimana, assistendo al ritorno delle vendite. Il rimbalzo si deve considerare già concluso o ci sono le condizioni per un'ulteriore ripresa dei listini nel breve? Nelle ultime giornate abbiamo assistito innanzitutto ad un riapprezzamento del dollaro nei confronti dell'euro che ha favorito un rimbalzo delle Borse. Il cambio euro/dollaro dai massimi in area 1,6 sta cercando di riportarsi ora al di sotto dell'importante livello psicologico e tecnico di 1,568. Un'altra correlazione inversa che si sta verificando in questo momento con i mercati azionari è quella con il prezzo del petrolio che dopo essersi fermato poco sotto i 150 dollari, ha ritracciato pesantemente fino agli attuali 125 dollari. Questo ha dato spinto alle Borse, calmierando il problema inflazionistico che attanaglia i rendimenti e quindi l'appeal azionario e obbligazionario. Sono state così alleggerite le tensioni su scenari pesantemente rivolti ad una stagflazione a livello internazionale. Passando ad un'analisi tecnica dei principali indici, abbiamo assistito ad una ripartenza su tenuta del settore tecnologico americano, con il Nasdaq Composite (NASDAQ: notizie) che si è mantenuto sopra i precedenti minimi di marzo a quota 2.200 punti. Da qui l'indice ha rimbalzato a metà luglio, ancorando la prima resistenza tecnica a 2.300 punti e ora dovranno consolidare sopra tale area per poi affacciarsi verso un target intermedio a 2.400, con allunghi che potranno riportare i corsi in direzione dei 2.450 nella migliore delle ipotesi. Rispetto al Nasdaq (NASDAQ: notizie) , l'indice S&P500 ha evidenziato maggiore debolezza, violando nella prima decade di luglio i precedenti minimi di marzo a 1.270/1.277 punti, andando così a definire un down-trend più di medio-lungo termine. Su questa violazione i volumi di scambio sono considerevolmente aumentati e ciò fa presupporre che su questi prezzi il fair price del mercato sia stato riequilbrato. Nei giorni scorsi infatti il mercato ha aumento considerevolmente i suoi volumi, riportandosi mercoledì sopra i 1.270/1.277, nuovamente persi ieri. Molto importante sarà l'indicazione della chiusura settimanale per vedere se i corsi riusciranno a riconquistare la soglia dei 1.300, il cui ancoraggio darà il via ad una probabile positività che in un orizzonte temporale di circa un mese dovrebbe consentire un allungo verso i 1.345 punti. Raggiunto questo livello, si potrebbe assistere a prime prese di beneficio per una fase di consolidamento, e da lì si andrà a valutare la relativa forza della pressione in acquisto. Tendenzialmente propendiamo in questo momento per un prosieguo della fase positiva avviata nei giorni scorsi ed eventuali flessioni, se contenute entro certo livelli, potranno essere sfruttate come ottime occasioni d'acquisto in vista di obiettivi più ambiziosi di quella appena raggiunti. A Piazza Affari l'indice S&P/Mib ha recuperato in poche sedute ben 2.500 punti dai minimi della scorsa settimana. Come valuta questo rimbalzo e quali sono le previsioni per il breve termine? C'è il rischio di un ritorno sui minimi o ci sono le condizioni perché la risalita prosegua? La strutturale debolezza del nostro indice non è solo da valutare sotto un aspetto prettamente grafico e tecnico, ma va inserita in un contesto economico nel quale l'Italia è fanalino di coda in Europa. Al traino di una positività che si potrà avere eventualmente nel corso del prossimo mese, anche Piazza Affari potrebbe beneficiare di questo recupero. Per l'indice S&P/Mib riteniamo probabile un ritorno sopra i 29.000 nei prossimi giorni, per poi rivedere l'area dei 29.600. Nel brevissimo termine è importante che la soglia dei 29.000 venga recuperata già in chiusura di questa settimana, e sarà di strategica importanza il mantenimento del gap-up aperto nella seduta di mercoledì a 28.200. Questo darà la forza per violare dapprima i 29.000 punti, con allungo successivo verso i 29.600. In mancanza di ciò, ossia in caso di perdita dei 28.200, sarà inficiato il precedente scenario con il rischio di rivedere i minimi della scorsa settimana, passando per i 27.100/27.150, soglia strategica dove si testerà la pressione dei compratori. Con il recupero delle ultime sedute, ci sono dei titoli che a Piazza Affari hanno inviato dei segnali interessanti da sfruttare per nuovi acquisti? Partendo dal settore bancario, nelle ultime giornate è stato sicuramente interessando il movimento realizzato da Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) che già nella seduta di mercoledì ha riconquistato i 4 euro, confermati ieri, con un gap up lasciato aperto a 3,87 euro. I volumi di scambio sono in tendenziale aumento ma non esprimono una positività così marcata, tuttavia i corsi, con il riposizionamento sopra i 3,64 euro, hanno dato vita ad un movimento tecnico che ha portato oltre i 3,8. Nel momento in cui ci sarà conferma della violazione al rialzo dei 4 euro, il titolo avrà la possibilità di spingersi verso la soglia target a 4,2/4,22 euro. Tale movimento è da considerare strategico per il medio termine perché riporterà forza sul titolo. Sempre nello stesso settore, segnaliamo Intesa Sanpaolo (Milano: ISP.MI - notizie) che è un po' sottostimato dal mercato ed è rimasto indietro rispetto a Unicredit. Il titolo nelle ultime due giornate si è portato rapidamente dai 3,45 sopra i 3,6 euro, con un gap-up lasciato aperto ieri sopra i 3,65. Un altro titolo da monitorare è Mediolanum (Milano: MED.MI - notizie) che dopo una breve conformazione grafica di riaccumulazione inserita tra i 2,7 e i minimi a 2,4 euro, lunedì scorso ha fornito uno spunto interessante di riposizionamenti sopra 2,81. Il mantenimento di tale soglia consentirà di sviluppare movimenti al di sopra dei 3,01/3,05 euro. Ritiene che nell'ambito del settore assicurativo si possano trovare storie con spunti simili a quelli dei bancari appena citati? Nel settore assicurativo segnalerei in primis Alleanza che dai minimi in area 6 euro si è riportata a 6,5 euro, e interessante è anche Fondiaria-Sai che dopo la violazione dei 20 euro, ha realizzato uno spike verso i 18,5 euro, ritornando velocemente sui 21 euro nelle ultime sedute. Come valuta l'impostazione di Fiat (Milano: F.MI - notizie) alla luce del forte rialzo di mercoledì scorso, cui sono seguite ieri alcune prese di beneficio? Consiglierebbe l'acquisto del titolo sui prezzi attuali? Fiat ha sviluppato ottimi volumi di scambio nella seduta di mercoledì, lasciandosi alle spalle un gap-up a quota 10,45 euro, per poi salire ieri sopra i 12 euro. Livello che però non è stato mantenuto e solo un ritorno sopra 11,5 consentirà un riapprezzamento dei corsi verso i 12,3 euro, con allunghi che potrebbero interessare l'area dei 12,7 euro. Qual è il suo giudizio su STM che è riuscita a riportarsi sopra quota 7 euro dopo aver interessato nuovamente i minimi dell'anno? Il titolo ha sviluppato buoni volumi di scambio nelle ultime giornate, con una reazione dai minimi di metà luglio che ha riportato i corsi sopra soglia 7 euro. Una breve fase di accumulazione ora potrà dare un certo appeal al titolo solo però con ritorni sopra i precedenti massimi a 7,3 euro, con allunghi che potrebbero comportare un riapprezzamento verso 7,85 euro. Quali strategie ci può suggerire per il settore energy, anche alla luce del ritracciamento dei prezzi del petrolio? Consiglia di acquistare sulla debolezza o è preferibile attendere prima di aprire nuove posizioni al rialzo? Le prese di beneficio che stanno interessando i prezzi del petrolio hanno inevitabili ripercussioni sui titoli del settore a Piazza Affari. Abbiamo visto ENI (Milano: ENI.MI - notizie) in difficoltà a mantenere quota 22 euro, con volumi di scambio in tendenziale diminuzione, dimostrando quindi un minore appeal del titolo che potrebbe essere un po' trascurato dal mercato in questo momento. Consiglierei di monitorare con attenzione eventuali ritorni sotto 21 euro. Da seguire anche Tenaris (Milano: TEN.MI - notizie) che ha sviluppato fortissimi volumi tra fine giugno e inizio luglio, quando il titolo ha avviato una fase di storno con l'abbandono dei 21 euro, tornando successivamente in area 18. Gli scambi ora sono piuttosto deboli segnalando che i compratori stanno alla finestra, per cui bisognerà fare attenzione ad eventuali ritracciamenti che potrebbero riportare i corsi verso 17/17,5 euro, che potrebbe essere il fair price del mercato. Dopo essere sceso rapidamente sotto quota 1,2 euro, Telecom Italia (Milano: TIT.MI - notizie) ha ripreso quota, mantenendosi ancora a poca distanza da questo livello. Quali le sue previsioni sul titolo per il breve termine? Telecom Italia è ritornato sui minimi segnati a marzo, segnalando che il titolo ha pochi volumi di scambio, segno dell'interesse degli operatori per altri temi. Il settore delle telecomunicazioni è al momento in stand-by, motivo per cui sarebbe preferibile attendere prima di aprire nuove posizioni. Il comparto potrà tornare interessante, con uno scenario di medio-lungo termine, nel momento in cui si avrà un allentamento dell'inflazione, la cui riduzione ha di solito un impatto positivo sulla tecnologia. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
|
Scegli azione
Altri articoli in > Economia
Yahoo! Finanza > Ultim'ora | Ultime Notizie | Borsa | Piazza Affari Yahoo! Finanza > Ultime notizie, finanza, economia, borsa
Yahoo! Finanza > Interviste
Yahoo! Finanza > Trend Online
Yahoo! Finanza > Primo Piano Homepage Yahoo! Finanza > Interviste | Consigli analisti - Yahoo! Finanza |
|
|
|
Copyright © 2008 TrendOnline.com - Tutti i diritti riservati. |
| Copyright © 2008 Yahoo! - Tutti i diritti riservati |