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Sabato 26 Settembre 2009, 0:00
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Insomma il vento freddo della recessione soffia anche sul mondo del superlusso e deprime il mercato dei gioielli più esclusivi. La difficile situazione si è riflessa nei primi sei mesi dell'anno, com'era prevedibile, sugli investimenti in pubblicità. Secondo Pambianco Strategie di impresa che ha condotto un'analisi ad hoc, gli investimenti delle imprese del settore gioielleria sono diminuiti del 36%. A investire meno sono stati sia i marchi che nel primo semestre hanno smesso di fare pubblicità sia quelli che hanno continuato a farla, ma riducendo la spesa. All'interno del campione analizzato però ci sono differenze significative. I marchi più forti, che investono di più, non solo non hanno tagliato i budget, ma l'hanno aumentato. Ciò significa che chi investiva poco nel 2008 ha tirato i remi in barca, mentre chi era più attivo su questo fronte ha aumentato la sua potenza di fuoco. Al primo posto della classifica c'è Cartier con un investimento di 964 mila euro nel semestre, al terzo posto, troviamo Vhernier, maison amatissima dalle star e dai milionari, che ha investito 587 mila euro. Nei primi cinque top spender c'è anche Damiani (Milano: DMN.MI - notizie) che nello stesso periodo ne ha spesi 530 mila. Tra i mezzi utilizzati dalle imprese a farla da padrone è stata la stampa, soprattutto i settimanali, con il 64% del totale, seguiti dai mensili con il 20,2% e dai quotidiani con il 15,8%. Le grandi aziende del settore hanno però preso atto che il loro mondo è cambiato e investono sempre di più sul web. Al punto che anche un marchio mitico dell'alta gioielleria mondiale come Fabergé, il gioielliere che produceva uova d'oro tempestate di diamanti per lo zar Pietro il Grande, ha aperto un sito internet per vendere la sua prima collezioni di gioielli, del valore di 7 milioni di dollari l'uno, ai super ricchi del web. Una scelta audace che consente al gruppo di sfidare giganti come Bulgari (Milano: BUL.MI - notizie) , Tiffany e Cartier con un investimento limitato. Attraverso il suo sito www.faberge.com l'azienda mostrerà i proprio gioielli procedendo poi alle vendite tramite mostre private. Con questo sistema risparmierà milioni di dollari. «Ci stiamo imbarcando in questo modello di business pionieristico per incontrare un target molto preciso di pubblico di altro livello», fanno notare i manager di Fabergé, «ma anche perché aprire negozi nelle vie del lusso costa molto caro ed è molto rischioso». |
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