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Giovedì 26 Marzo 2009, 8:25
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1981–1985: XDR 1 = USD 0.540 (42%) + DEM 0.460 (19%) + JPY 34.0 (13%) + GBP 0.0710 (13%) + FRF 0.740 (13%) 1986–1990: XDR 1 = USD 0.452 (42%) + DEM 0.527 (19%) + JPY 33.4 (15%) + GBP 0.0893 (12%) + FRF 1.020 (12%) 1991–1995: XDR 1 = USD 0.572 (40%) + DEM 0.453 (21%) + JPY 31.8 (17%) + GBP 0.0812 (11%) + FRF 0.800 (11%) 1996–1998: XDR 1 = USD 0.582 (39%) + DEM 0.446 (21%) + JPY 27.2 (18%) + GBP 0.1050 (11%) + FRF 0.813 (11%) 1999–2000: XDR 1 = USD 0.582 (39%) + EUR 0.3519 (32%) + JPY 27.2 (18%) + GBP 0.1050 (11%) 2001–2005: XDR 1 = USD 0.5770 (45%) + EUR 0.4260 (29%) + JPY 21.0 (15%) + GBP 0.0984 (11%) 2006–2010: XDR 1 = USD 0.6320 (44%) + EUR 0.4100 (34%) + JPY 18.4 (11%) + GBP 0.0903 (11%) Questa dichiarazione ha provocato , nel giro di pochi secondi, una caduta repentina del dollaro, che contro Euro è sceso da 1.3460 a 1.3640. Pochi minuti dopo lo stesso Segretario al Tesoro ha corretto il tiro ribadendo che il dollaro è, e rimarrà, la principale valuta per le transazioni internazionali. L'Euro ha immediatamente ripiegato tornando a 1.3500 e stabilizzandosi poi in serata in area 1.3575. Al di là delle considerazioni sui movimenti di breve, la considerazione che emerge spontanea è che un aumento dell'utilizzo dei Dsp sarebbe un'accettazione di un cambiamento perché si passerebbe dallo stato di fatto attuale, che vede il dollaro come valuta di riferimento nelle transazioni internazionali, ad una realtà il cui la valuta di riferimento sarebbe un paniere di valute (o Basket) composto da Usd al 44%, Euro al 41% Jpy per un 11% e Gbp per il restante 11%. Ci sembra un qualcosa che potrebbe avere effetti significativi nel medio e lungo termine. Sul fronte dati segnaliamo ieri la pubblicazione dell'Ifo, in linea con il consensus e la riduzione di 50 basis points dei tassi di riferimento da parte della Banca Centrale Norvegese (ora tassi al 2%). Il quadro tecnico resta lo stesso, con movimenti che si possono ribaltare in fretta a causa di dichiarazioni, mentre i dati influiscono poco e non cambiano lo scenario di fondo, che vede ancora la permanenza di uno stato di incertezza significativo, al di là di una generale e lenta ripresa. Se l'appetito al rischio continua ad aumentare, vedremo quasi certamente lo Yen scendere, insieme al dollaro e franco svizzero e anche se le percentuali di discesa potrebbero essere realmente differenti. In tal senso privilegiamo lo Yen, mentre sul cambio EurUsd non dobbiamo dimenticare i problemi Europei legati ai paesi dell'Est Europa coinvolti nella crisi. Questi potenziali problemi mettono un freno alla salita incondizionata della moneta unica e la mantengono in una sorta di trading range compreso tra 1.3250 e 1.3850, almeno per ora. Questo materiale è di proprietà intellettuale di Salex S.p.A.. Non può essere utilizzato né riprodotto, nemmeno parzialmente, senza il consenso e l'autorizzazione di Salex S.p.A. Per altri suggerimenti non esitate a contattarci allo 0331 455471 o via email all'indirizzo info@salex.it Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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