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Crisi: Contribuenti.It, Chiude Il 14% Degli Studi Professionali
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(ASCA) - Roma, 26 set - Veterinari, avvocati, sociologi,
giornalisti, medici, dottori commercialisti e biologi sono le
professioni che hanno risentito maggiormente della crisi, con
la chiusura del 14% degli studi professionali. A denunciarlo
e' Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani che,
con Lo Sportello del Contribuente, ha preso in esame alcuni
indicatori economici riferiti a luglio 2009. Infatti,
incrociando i dati del fatturato, delle prenotazioni,
dell'occupazione e delle forniture professionali emerge un
quadro preoccupante. Le professioni che fanno da trainano e
supporto all'economia sono in forte difficolta'.
Professioni, che nel 2008 avevano registrato incremento del
fatturato di quasi 18 miliardi di euro.
Il settore giuridico-economico (avvocati e dottori
commercialisti) e' uno dei comparti piu' colpiti dalla
crisi.
Nei primi sette mesi del 2009 il fatturato globale ha segnato
un -38% rispetto al periodo precedente, il -31% nelle
prenotazioni, il -19% nell'occupazione ed il -47% nelle
forniture professionali.
Il settore medico (veterinari, medici e biologi), altro
comparto di punta nelle professioni, presenta anch'esso tutti
gli indicatori negativi: il fatturato globale, nei primi
sette mesi del 2009, ha segnato un -29% rispetto all'anno
precedente, il -36% nelle prenotazioni, il -21%
nell'occupazione ed il -44% nelle forniture professionali.
Male anche il settore della comunicazione (sociologi e
giornalisti). Del 28% la contrazione del fatturato, dell' 27%
le prenotazioni, del 24% l'occupazione e del 45% le forniture
professionali.
''Di fronte alla chiusura del 14% degli studi
professionali, costituiti prevalentemente da piccoli studi -
commenta Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it -
''e' impensabile che il governo non intervenga inserendo
anche il comparto delle professioni tra quelli in crisi,
prevedendo l'estensione ai lavoratori autonomi degli
ammortizzatori sociali e di tutte le misure straordinarie.
Altrimenti, si corre il rischio che circa 300 mila
professionisti non avranno il tempo per cambiare lavoro,
creando un grave danno
sociale''.
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