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Martedì 27 Ottobre 2009, 0:00
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Perché a volte capita che per fretta, per mancanza di progetti, oppure perché cambiano le priorità nel passaggio da un governo a un altro, alcuni istituti non impegnino le risorse che pure erano a loro disposizione. Alla fine di un rapido monitoraggio, a viale Trastevere si sono accorti che ci sono, non spesi, oltre 20 milioni di euro. Un piccolo tesoro, che può essere recuperato e destinato magari a pagare le spese di funzionamento delle scuole attanagliate dalla crisi, ha deciso la Gelmini. Ecco allora che, nell'ambito della conversione alla camera del decreto legge sul precariato (il provvedimento passa al senato per il via libera definitivo), è stata inserita dalla maggioranza una norma all'articolo 1 che consente di recuperare i fondi in questione nel bilancio centrale dell'Istruzione: «Le somme trasferite alle scuole statali per la realizzazione di progetti a carattere nazionale e regionale rimaste inutilizzate per tre esercizi finanziari consecutivi vengono versate all'entrata del bilancio del ministero dell'istruzione, università e ricerca. Il disposto», precisa la norma, «si applica anche a tutte le somme assegnate o riscosse dalle scuole statali alla data del 31 dicembre 2009». L'importante è che sia decaduto il titolo di spesa, assicurano a viale Trastevere, perché possano essere recuperate e riassegnate. Anche perché a lasciarle lì, inutilizzate, ci guadagno solo le banche su cui i conti delle scuole sono appoggiati. Il ministro dell'istruzione sta intanto affilando le armi in vista della battaglia sulla Finanziaria 2010, la cui discussione entra nel vivo da oggi al senato, nella commissione bilancio presieduta da Antonio Azzollini. Nella sfida con il collega dell'economia, Giulio Tremonti, ci sono partite essenziali per il mandato della Gelmini, dai 500 milioni di euro che servono alla riforma dell'università ai 136 milioni di euro per le scuole paritarie, che dal prossimo primo gennaio sono senza copertura. Ma Tremonti ha avuto modo di ribadire- a costo di frizioni nel governo- che in assenza di nuove entrate non ci saranno nuovi finanziamenti. E le nuove entrare possibili sono solo quelle dello scudo fiscale. Nel frattempo, visti i tempi che corrono, la Gelmini si è garantita un piccolo aiuto finanziario a sostegno della riforma delle scuole superiori, che decollerà dal prossimo anno, e del piano per l'innovazione tecnologica: sempre nel decreto sul precariato, infatti, Montecitorio ha inserito l'emendamento che consente di utilizzare anche per queste voci i 220 milioni di euro previsti dalla Finanziaria 2007 di Romano Prodi per la formazione professionale, l'edilizia scolastica e le sezioni primavera. |
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