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Previdenza: Periti Industriali, Troppe Basse Pensioni Professionisti
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(ASCA) - Roma, 26 ott - La pensione che un giovane perito
industriale si deve attendere dopo 30-35 anni di contributi
equivale a circa un quarto del suo ultimo reddito. Peggio
stanno i pensionati che terminano la carriera dopo aver
versato solo per 10, 12, massimo 14 anni, e che godono solo
di una parte percentuale rispetto a quel 25%.
Questi i numeri nudi e crudi che Stefano Visintin
(coordinatore della Commissione fondi pensione dell'Ordine
degli attuari) ha presentato nella giornata dedicata alla
previdenza organizzata dalla Federazione regionale dei periti
industriali del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con
l'Ente di previdenza periti industriali.
Florio Bendinelli, presidente dello stesso Eppi, osserva:
''Noi abbiamo gia' una ricetta per aggredire la criticita'
del nostro sistema pensionistico. La nostra formula prevede
di portare i periti industriali a risparmiare circa il 18%
del reddito annuo secondo un sistema misto: il 14% lo mettono
di tasca loro i professionisti e il 4% lo chiedono come
rivalsa al loro cliente, utilizzandone poi una parte
rilevante a fini previdenziali.
Per Elsa Fornero, del Cerp, ''L'aggiornamento del
coefficiente di trasformazione deve essere compensato
unicamente con l'allungamento dell'eta' di uscita dal lavoro,
mentre due sono le strade per aumentare la pensione a fine
carriera: scegliere in modo consapevole di risparmiare di
piu' negli anni di grassa e di meno negli anni di magra
(utilizzando il sistema di aliquote flessibili) ed,
eventualmente, accendere una pensione complementare che
rappresenti una ruota di scorta di quella obbligatoria.''
Una soluzione che Tiziano Treu, ex ministro del Lavoro,
vorrebbe piu' articolata: ''Sostengo con forza il progetto di
legge bipartisan, presentato insieme al deputato Giuliano
Cazzola, che opta per una pensione data dalla sommatoria di
tre componenti: un piedistallo di base, garantito dalla
fiscalita' pubblica a tutti, e poi una pensione obbligatoria
e una complementare frutto entrambe della capacita' di
risparmio del
singolo''.
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