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Giovedì 27 Marzo 2008, 21:33

Attesa ancora debolezza per l'economia Usa. I mercati tengano alta la guardia

Di Alberto Susic

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A distanza di circa dieci giorni dall'ultimo meeting della Federal Reserve che, annunciando la riduzione dei tassi di interesse dello 0,75%, aveva ribadito la presenza di rischi al ribasso per la crescita, una conferma della frenata della congiuntura a stelle e strisce è arriva quest'oggi dal dato sul PIL del quarto trimestre dello scorso anno. La lettura finale degli ultimi tre mesi del 2007 ha restituito un progresso dello 0,6%, in linea con l'indicazione preliminare, segnando una netta flessione rispetto al 4,9% registrato nel trimestre precedente. Nessuna sorpresa per il mercato che di fatto aveva scommesso su una crescita dello 0,6% e che ha permesso di scongiurare per il 2007 una contrazione dell'attività economica in territorio negativo.

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Per il momento quindi non è vi è alcuna indicazione ufficiale di una recessione negli Stati Uniti, anche se l'attenzione degli operatori è ora rivolta ai dati del trimestre che si avvia alla conclusione. Il rischio è infatti che ci sia un'ulteriore rallentamento, tale da restituire un PIL in rosso che rappresenterebbe il primo segnale concreto di una fase recessiva in America.
Una minaccia quantomai reale almeno stando alle dichiarazioni rilasciate oggi da Dennis Lockhart, presidente della Fed di Atlanta, che in un discorso tenuto al Chattanooga Rotary Club, ha affermato che l'economia statunitense è vicina alla recessione. I dati indicano una crescita debole anche per il trimestre in corso e la ripresa, attesa nella seconda metà dell'anno, potrebbe avvenire in maniera più lenta del previsto. Secondo Lockhart è probabile che la stessa si materializzi non prima del 2009 per via delle turbolenze dei mercati finanziari e della crisi del settore immobiliare. I prezzi delle case dovrebbero continuare a scendere quest'anno e saranno necessari dei mesi prima che i mercati ritrovino le condizioni necessarie per la stabilità, ossia la fiducia nel valore degli asset e nella solidità delle controparti.
Anche per Charles Evans si avrà una crescita decisamente limitata nei prossimi mesi, se non addirittura pari a zero, con un'accentuata debolezza soprattutto nel primo semestre, cui dovrebbe seguire un miglioramento nella seconda metà dell'anno. Il presidente della Fed di Chicago è convinto che l'attuale livello dei tassi di interesse sia accomodante e destinato per questo a sostenere la congiuntura. Gli effetti della politica monetaria portata avanti dalla Fed però sono ancora ridotti per ora, mentre avranno un impatto più significativo sull'economia nel lungo termine.
Indicazioni che sembrano un po' stemperare l'attesa del mercato per nuove riduzioni del costo del denaro, anche se Evans (EVAN.PK - notizie) ha precisato a tal proposito che ulteriori abbassamenti dei tassi dipenderanno dall'evoluzione dei rischi e dalla condizioni future della congiuntura americana. Diversi i fattori che possono costituire al momento una minaccia, a partire dalle condizioni del mercato del credito, alla possibile riduzione della capacità di spesa non solo dei privati ma anche delle aziende. Da non trascurare inoltre l'inflazione che nella sua componente “core” è ancora su livelli non soddisfacenti. Evans ha inoltre aggiunto che se dovessero proseguire gli aumenti dei prezzi dei prodotto alimentari e di quelli dell'energia, allora potrebbe essere più utile assumere come riferimento l'indice complessivo per la dinamica dei prezzi al consumo, ricordando che le previsioni sono diventate più incerte, anche se in generale è attesa una riduzioni delle tensioni nei mesi a venire.
Una posizione che viene condivisa anche da Gary Stern, secondo cui l'incertezza sul fronte dell'inflazione sarà accompagnata da un alto tasso di disoccupazione e da una crescita relativamente modesta almeno nel breve. Il numero uno della Fed di Minneapolis hanno inoltre dichiarato a chiare lettere che i mercati devono abbandonare l'idea in base alla quale si crede che la Banca Centrale americana sia sempre pronta ad intervenire per scongiurare gravi pericoli per l'economia.
La Fed deve pertanto trovare il modo per inviare un chiaro messaggio ai mercati, ai quali far capire la necessità di non dare per scontato un suo intervento di salvataggio del sistema finanziario, scoraggiando così gli speculatori nel proseguire nella loro attività.


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