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Giovedì 27 Marzo 2008, 12:03

Isae: a marzo stabile la fiducia dei commercianti. In recupero i servizi

Di Pierpaolo Molinengo

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Secondo l'inchiesta condotta dall'ISAE dal primo al diciannove del mese su un panel di 1.000 imprese della piccola e grande distribuzione, a marzo la fiducia dei commercianti italiani risulta sostanzialmente stabile attestandosi, al netto della componente stagionale, a 110,7 (era 110,4 in febbraio). Le opinioni degli intervistati segnalano, in particolare, un miglioramento del volume corrente degli affari e un contestuale ridimensionamento del livello delle giacenze; in peggioramento è atteso, al contrario, il volume futuro delle

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vendite.
Guardando alle variabili che non entrano nella definizione di fiducia, cauto ottimismo emerge tuttavia dalle attese sul volume futuro sia degli ordini che dell'occupazione. Quanto alla dinamica inflazionistica, in ulteriore accelerazione appaiono le spinte al rialzo dei prezzi all'origine e dei prezzi di vendita.
Disaggregando i risultati per forma distributiva, le indicazioni che emergono non appaiono omogenee. La fiducia, considerata al netto dei fattori stagionali, si conferma in aumento nella grande distribuzione (112,0 da 109,2 in febbraio), ma peggiora, al contrario, in quella tradizionale (107,8 da 110,9).

Situazione nel mese di riferimento (marzo 2008)
A marzo, i giudizi sull'andamento corrente degli affari tornano a migliorare, spostando il saldo destagionalizzato della variabile da 2 a 4. Coerentemente, le imprese intervistate segnalano in moderato ridimensionamento anche il livello delle scorte di magazzino con il saldo della variabile (non affetto da stagionalità) che diminuisce, infatti, da 5 a 3. Quanto infine alla dinamica inflazionistica corrente, continua ad aumentare la quota degli intervistati che valuta i prezzi dei fornitori in crescita ed il saldo destagionalizzato della variabile sale da 53 a 55, confermandosi sui valori massimi dall'ottobre del 2000.
Disaggregando per forma distributiva, i giudizi espressi dagli intervistati mostrano andamenti differenziati solo per quel che riguarda l'andamento delle vendite. Il saldo destagionalizzato della variabile, infatti, fa registrare un netto peggioramento nella distribuzione tradizionale (passando da -15 a -24), ma, al contrario, un significativo aumento in quella “moderna” (41, era 37 in febbraio). Segnali omogenei provengono, al contrario, dal lato delle giacenze e dei prezzi dei fornitori. In termini di saldi destagionalizzati, quello relativo alla prima variabile scivola da 5 a 4, nella distribuzione tradizionale, e da 4 a 3 in quella “moderna”; quello relativo alla seconda, sale da 48 a 50 nella “piccola” (sui massimi dall'aprile 2002) e da 61 a 67 in quella “moderna” (sui massimi, in questo caso, addirittura dal '95).

Previsioni per i mesi successivi
A marzo, nel complesso peggiorano le aspettative degli intervistati circa l'andamento futuro delle vendite, mentre cauto ottimismo emerge, al contrario, dal lato degli ordini e dell'occupazione. In termini di saldi destagionalizzati, quello relativo alla prima varibile peggiora da 26 a 24; quello relativo agli ordini migliora da 2 a 3 e quello, infine, relativo al mercato del lavoro aumenta da 17 a 18. Quanto alle aspettative sull'evoluzione dei prezzi di vendita, la maggior parte dei commercianti intervistati conferma l'attesa di un aumento dei prezzi di vendita, spingendo il saldo grezzo della variabile da 42 a 43, sui valori massimi dal gennaio 2003.
Disaggregando per tipologia distributiva, i risultati emergono per lo più disomogenei. Il saldo destagionalizzato relativo al volume delle vendite si conferma in crescita, infatti, nella grande distribuzione (da 51 a 55), restando tuttavia stabile in quella tradizionale (5, come in febbraio); quello relativo all'occupazione cala ulteriormente da 56 a 43 nella distribuzione “moderna”, ma recupera da -1 a 3 in quella tradizionale; quello relativo, infine, al volume degli ordini, torna ad aumentare nella grande (41, era 27 a febbraio), peggiorando, invece nella tradizionale (da -16 a -20). Indicazioni discordanti provengono, per concludere, anche dal lato dei prezzi di vendita con il saldo (grezzo) della variabile che infatti aumenta da 56 a 65 (sui valori massimi dal gennaio 2003) nella grande distribuzione, diminuendo invece da 34 a 29 in quella tradizionale.

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