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Giovedì 27 Marzo 2008, 9:48
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Nel mondo della finanza i druidi e i maghi abbondano, nella finanza creativa sono di casa. In tutta sincerità, questa onta il sistema finanziario mondiale la sta subendo, ma forse non del tutto. E nessuno conosce la profondità delle revisioni, delle svalutazioni che verranno.
FINAL DOCUMENT DATE ISSUED EFFECTIVE DATES
Ho trovato su PORTFOLIO.com un post molto interessante, una di quelle perle che internet offre al suo pubblico, perle messe a disposizione per cercare di vedere oltre il velo dell'apparenza: Bearn Stearns è collassata per due ragioni, una "improvvisa" crisi assoluta di liquidità con lenders & customers spaventati che hanno ritirato le loro linee di credito e i depositi, ma innanzitutto per un problema di leverage, un eccssivo utilizzo della leva finanziaria sul lungo termine, non una sorpresa improvvisa ma una situazione da tempo esistente che ha portato ad un crollo della fiducia. Dopo il crollo gli investitori hanno focalizzato la loro attenzione su altre banche di investimento ed in maniera particolare su Lehman, percepita come la più vulnerabile tirando un sospiro di sollievo alla presentazione del bilancio e alle dichiarazioni di possedere un oceano di liquidità sufficiente ad affrontare qualsiasi siccità. Secondo l'articolo in questione a parte qualche piccola attenzione, investitori e media hanno ignorato il bilancio e quanto è accaduto a Bear e i suoi hedge fund. Che cosa è effettivamente accaduto al bilancio di Lehman nel primo trimestre?
Assets rose. Leverage rose. Write-downs were suspiciously minuscule.
b) Lehman got more leveraged, not less.
c) Lehman includes debt in its calculation of equity.
d) Lehman reaped substantial earnings gains because investors thought it is more likely to go bankrupt.
e) Lehman's write-downs seem tiny.
Nel precedente post abbiamo già visto insieme come le falde del cosidetto terzo livello siano in sostanza inquinate! E pensare che, alcune settimane fa, S&P annunciava al mondo la luce in fondo al tunnel, la fine della nemesi finanziaria, la maggior parte delle svalutazioni sono ormai dietro di noi. Chissà cosa ne pensano quelli della Goldman Sachs (NYSE: GS - notizie) visto che nella loro consapevolezza ricordano che in fondo 460 miliardi di dollari sono ancora dietro l'angolo un 50% nel settore residenziale immobiliare un 15/20% nei mutui commerciali e il resto di provenienza on credit card loans, auto loans, commercial and industrial lending and non-financial corporate bonds. Concentrandosi sui mutui residenziali potremmo essere a metà strada ma per quanto riguarda il resto siamo solo all'inizio. "There is light at the end of the tunnel, but it is still rather dim". C'è luce alla fine del tunnel, ma è ancora piuttosto oscura....io aggiungerei tenebrosa! ....abbiamo il sospetto che ulteriori significative svalutazione sono rimaste nelle falde dei bilanci anche dopo i risultati del primo trimeste.....falde inquinate, bilanci inquinati. Bilanci talmente inquinati che come abbiamo già visto la FDIC la Federal Deposit Insurance Corp vuole aggiungere 140 lavoratori per portare il livello dell'organico a 360 lavoratori nella divisione che si occupa dei fallimenti bancari. Sul Washingtonpost.com leggiamo che ...."We want to make sure that we're prepared," vogliamo essere certi di essere pronti ad ogni evenienza, oltre 150 progetti di fallimenti bancari nel corso dei prossimi tre anni con una concentrazione nello stato della California e Florida dove è in corso un surriscaldamento immobiliare.
Chissà in che stato sono le sorgenti degli hedge funds, nebbia assoluta, la luce in fondo al tunnel, si quella del treno che stà per arrivare! In fondo anche la "moda" di annunciare svalutazioni in contemporanea all'ingresso nel capitale dei cosidetti fondi sovrani stà per passare, hanno investito quasi 100 miliardi di dollari nel sistema finanziario ma in un sospiro le loro partecipazioni si sono estinte in media del 30%.
Bond insurers are seeking ways to relieve themselves of guarantees on collateralized debt obligations to temper their losses amid rising mortgage defaults.
Un mondo di derivati, quello finanziario, rifiuti tossici che hanno inquinato le falde dell'economia reale, istituzioni governative, locali, regioni, provincie, comuni, lo tsunami di 13 trillioni di dollari di Bear Stearns, credit default swaps che saranno la tomba di JP Morgan.
Il "gioco della Martingala", una delle tante piramidazioni di questa epoca demenzialmente razionale, l'efficacia di un processo non basato sulla casualità che consente di incrementare un scommessa quando questa si presume in perdita, l'aumento esponenziale della scommessa tramite l'apertura di nuove posizioni sul semplice assunto che prima o poi si torna sempre nello stesso punto ma con il risultato di azzerare capitale ed aggiungere al capitale virtuale in perdita operazioni che aumentano esponenzialmente il rischio, la maniera più veloce di distruggere il capitale virtuale, in fondo il filo conduttore di questa epoca virtuale. Non passa giorno nel quale non vi siano cattive notizie ed a proposito di Deutsche Bank (Francoforte: DB9999 - notizie) e su Bloomberg scopriamo che difficilmente raggiungerà i suoi obiettivi. Si parla ancora di rallentamento economico, chissà perchè la parola recessione incute tanto timore!
Deutsche Bank Ag. Germany's biggest bank, said the US subprime collapse and slowing economic growth will make it harder to reach a full-year profit goal. Deutsche Bank fell as much as 2.9 percent in Frankfurt trading after it said further possible asset writedowns and worsening economic conditions would ``adversely affect our ability to achieve our pretax profitability objective.
A proposito di consumi, sempre che non riescano a comunicarli sotto la falsa veste dell'inflazione, credo proprio che vedranno un'ulteriore contrazione come evidenziato da Bloomberg.com. U.S. retail sales last week increased at the slowest pace in almost five years as shoppers facing record gasoline prices limited spending on clothing before the Easter holiday. Sales rose 1 percent, the slowest since June 2003, according to International Council of Shopping Centers and UBS Securities LLC data. Sales at stores open at least 12 months may advance 1 percent in March, the ICSC and UBS (Virt-X: UBSN.VX - notizie) reiterated in a statement. I consumi, tre terzi dell'intero PIL americano, il fondamento stesso dell'economia, foraggiati in questi anni dall'impero del debito, dalle carte di credito, dal MEW, ovvero la possibilità di estrarre ricchezza dalla propria abitazione in seguito all'aumento del valore. "Too Big Too Fail", le grandi banche non possono assolutamente fallire vi è una pericolosa correlazione sistemica, una tale correlazione che neanche all'insignificante Bear Stearns è permesso di fallire. Forse non aveva tutti i torti Moody's, quando circa un anno fa aveva rivoluzionato la metodologia di valutazione sulle istituzioni finanziarie considerando nei vari rating, la possibilità di un sostegno da parte delle banche centrali favorendo indirettamente un azzardo morale di dimensioni sistemiche. Molte imbarcazioni finanziarie sono in difficoltà ed ancora la recessione non ha dispiegato completamente i suoi effetti sull'economia, le vicende giapponesi, la loro crisi resta sullo sfondo, differenze notevoli e somiglianze strabilianti. La mancanza di trasparenza accentuò la crisi finanziaria giapponese ma oggi abbiamo visto con quanta riluttanza si stà procedendo sulla rotta della verità, la fiducia è un bene raro, la liquidità non manca ma appena esce dalla sorgente viene convogliata in qualsiasi recipiente per diluire l'inquinamento delle falde delle grandi istituzioni. Torno a ricordare che in un ambiente di potenziale e reale insolvibilità, la liquidità non serve a nulla, solo a preparare gli eccessi e le irrazionalità che verranno, ha costruire lentamente la grande inflazione o nell'ipotesi inversa a far cadere nel pozzo della deflazione. "Too big, too fail", chissà l'incredibile nemesi di questa crisi dimostra che nessuno è in grado di prevedere cosa accadrà, la prossima puntata sarà direttamente il panico assoluto. Per il resto l'economia reale sta innabissandosi, la fiducia dei consumatori per quello che vale, evaporando a ritmi impressionanti, gli ordini durevoli portano in se l'eco della recessione, abbiamo visto come gli indicatori S&P Case Shiller o L'OFHEO evidenziano un'accellerazione nella dinamica di crollo dei prezzi delle abitazioni con all'orizzonte un obiettivo di un 20/25% di discesa media generale prima di ritrovare un punto di equilibrio. Credo che sino al 2012 resteranno le "scorie" di questa nemesi immobiliare. I dati in relazione alle vendite di nuove abitazioni, pur in una generale "incoraggiante" serie di revisioncine al rialzo, ci comunicano che sono scesi di un ulteriore 1,8% tenendo bene a mente quel segno (± 15%) che compare a fianco di ogni valutazione, un segno che significa una percentuale di errore o possibile revisione del 15%. Il calo anno su anno è stato di un imponente 29,8%, con un margine di errore del 9,6%. In fondo chissà quali revisioni ci attendono, il prezzo di vendita mediano è sceso del 2,7% a 244.100 dollari. Un affare per l'Euro, tra qualche mese. Forse il prossimo anno. Una caduta che dimentica gli annullamenti, annullamenti che il Census non tiene in considerazione e che determinano il grado di errore di possibile revisione e noi tutti sappiamo che sono vicini al record storico. Un inventario che vede un miglioramento ma resta sotto la spada di Damocle delle cancellazioni, della disoccupazione, della scomparsa del settore subprime, della generale contrazione del credito. Ma questo è il passato e forse il presente, il futuro sarà determinato dalla recessione, dalla correlazione sistemica, in sintesi da una dinamica impossibile da prevedere.
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