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Martedì 27 Maggio 2008, 8:48

I margini al ribasso sono ormai ridotti. Possibili sorprese positive per l'estate

Di Alberto Susic

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Quotazioni
Buzzi Unicem SpA
BZU.MI
13.54
-1.38%
Cementir
CEM.MI
4.00
-1.33%
ENEL SPA
ENEL.MI
5.96
-2.13%
Fiat Spa
F.MI
10.53
-1.51%
Italcementi
IT.MI
10.11
+1.36%
Telecom Italia Spa
TIT.MI
1.05
-1.96%
S&P/Mib
Mibtel: migliori e peggiori
I mercati azionari si sono allontanati dai recenti massimi relativi, e in particolare l'S&P/Mib su cui ha pesato anche lo stacco dei dividendi. Per capire se le Borse siano destinate a perdere ulteriormente terreno o se piuttosto riusciranno a riprendere la via del rialzo nel breve, con uno sguardo rivolto in particolare a Piazza Affari e ai titoli che offrono le migliori opportunità di investimento, abbiamo sentito per Voi

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Robert Baron, Amminstratore Delegato di DeltaForex.


Nel suo ultimo intervento aveva parlato della possibilità di un recupero dei mercati azionari che hanno di fatto raggiunti i livelli da lei indicati, dai quali però hanno dato vita ad un movimento correttivo. Lo storno in atto potrà durare ancora a lungo o si può sperare in una ripresa dei listini nel breve?

Ci troviamo in presenza di un quadro intermarket abbastanza negativo, foriero peraltro di un mantenimento di una negatività sul fronte dell'equity. Finchè perdura una situazione in cui permangono debolezza del dollaro, tensioni sul prezzo del petrolio e sul bund, con differenziali ancora alti che evidenziano difficoltà sul mercato obbligazionario e monetario, l'azionario resta nel leit motiv di quest'anno che è quello di una forte volatilità. In questo quadro potremmo avere per le Borse ancora delle evoluzioni di negatività a breve, che troverà espressione in caso di rottura di determinati livelli degli indici.
Parlando ad esempio dell'americano S&P500, mi riferisco alla violazione dei 1.368 punti in chiusura di sessione. In tal caso avremo due nuovi obiettivi, a 1.361 e a 1.348, mentre in mancanza della rottura dei 1.368 potremmo avere un quadro di ritorno alla positività solo esclusivamente con recuperi sopra 1.405, anche con una semplice chiusura oraria.
In mancanza di ciò, lo scenario di fondo è ancora per una fase di “ultima” debolezza, intesa come gamba correttiva rispetto alla salita realizzata dal 14 aprile in avanti.
In generale siamo dell'idea che i minimi per l'S&P500 siano dentro e riteniamo inoltre che sarà molto complesso lavorare il mercato nel corso delle prossime settimane. Ci attendiamo una fase rialzista importante al superamento dei 1.405 punti, senza aspettare i massimi relativi che il mercato ha conquistato in area 1.440. Tale fase potrà avere obiettivi prima a 1.467 e 1.482 in seconda battuta.
Al contrario, al ribasso sotto i 1.368 abbiamo un target intermedio a 1.361 e al di sotto di questo manteniamo un atteggiamento estremamente prudente nel riposizionarsi al rialzo, e lo faremo solo con l'arrivo di nuovi segnali di positività. Questi ultimi non giungono per noi né da nuovi minimi né da nuovi massimi, ma piuttosto da un quadro algoritimico di insieme e anche da una correlazione sull'intermarket.
Invito in particolare a seguire il Vix, ossia l'indicatore sulla volatilità, che è uscito da un canale ribassista e attualmente sta realizzando una correzione. Questo indice ci potrà dare al meglio il significato delle evoluzioni nel medio termine: le attese sono per ritorni nella fascia 21,15/22, con un pull-back quindi rispetto ai minimi di febbraio, per poi tentare un nuovo inserimento nella fascia di supporto di medio periodo rappresentata dai 15,7/16,1.
Fino a quando quest'area non sarà bucata, e non prevediamo che ciò possa avvenire nelle prossime settimane, non ci potrà essere un'evoluzione duratura al rialzo per l'equity. Il quadro resta ancora quello di una grande incertezza e di non poca volatilità: fino ad ora abbiamo realizzato una gamba interessante al rialzo, ma ci vorrà ancora diverso tempo, a nostro avviso tutto l'anno, per modificare lo scenario di fondo sul piano intermarket.
Siamo in presenza di un mercato difficile, da lavorare più come trading che come posizione di mantenimento in portafoglio.

Parlando di Piazza Affari, alla luce anche dello scenario da lei appena prospettato, quali sono i livelli da tenere maggiormente in considerazione per l'indice S&P/Mib? Quali le attese per le prossime giornate?

Sul mercato domestico, la situazione da un lato è più semplice e dall'altro è un po' più complessa e per l'S&P/Mib dovremmo fare riferimento a tutta una fascia situata tra 32.320 e 32.200 come base. C'è stacco lo stacco dei dividendi l'altra settimana e in questa fase è più interessante andare ad evidenziare la dinamica del future sull'S&P/Mib che è più affidabile. Il differenziale tra indice e derivato è basso in questo momento a livello di punti, ma mi riferisco in ogni caso alla fascia tra 33.200 e 32.320 che rappresenta una buona area di sostegno. Crediamo che la negatività in corso, in un quadro di neutralità di breve termine, possa essere arginata da questa zona di supporto, se anche venisse raggiunta, perché non è da escludere che le quotazioni si fermino anche prima. In tal caso l'area dei 32.750/32.850 è già una zona supportiva, poi ne abbiamo un'altra circa un punto percentuale più in basso e una ulteriore ancora l'1% più sotto.
Di conseguenza, dall'area dei 32.900 l'indice potrebbe avere uno storno al massimo di due punti percentuali e non crediamo che l'S&P/Mib possa correggere oltre. Se ciò avvenisse, allora avremo forti probabilità di interessare la zona dei 31.600 prima e dei 31.000 in seguito, con una flessione molto più significativa. Riteniamo tuttavia che il quadro non sia per questa seconda ipotesi, quanto piuttosto per una maggiore neutralità.
Parlando dei livelli in corrispondenza dei quali il mercato andrebbe a riposizionarsi al rialzo, si possono individuare nei top seguiti tra il 21 e il 22 maggio. Già con close superiori a 33.500 avremo già una fase di chiusura della negatività e di probabile nuova positività.
Nel quadro più volte sottolineato in questi ultimi mesi, finche saranno mantenuti i supporti, quindi l'area dei 32.200/32.350, resta valida l'ipotesi che si vada a ricucire il gap presente tra le sessioni del 18 e del 21 gennaio scorso, e mi riferisco all'area dei 34.800/35.000 per il future così come per l'indice.
Crediamo che il movimento direzionale più interessante non sia una prossima fase di ribasso, quindi la violazione dei 32.200, ma una riconquista dei massimi a 34.000, per un primo obiettivo in area 35.000. Rimaniamo orientati ad una positività solo dopo preciso segnale ovviamente.

Guardando alle blue chips di Piazza Affari, ritiene che dopo la stacco dei dividendi ci siano storie ora più interessanti anche alla luce delle valutazioni ex-cedola? A quali consiglierebbe di guardare in particolare?

Non abbiamo partecipato allo stacco dei dividendi, ne abbiamo preso qualcuno ma nel mese di aprile, e ne prenderemo altri successivamente a giugno. Alla sfornata di giugno però non abbiamo preso parte, proprio per la situazione tecnica in cui si trovava l'indice e che abbiamo giudicato poco allettante per un riposizionamento.
Siamo dell'idea comunque che ci siano delle occasioni importanti, da coltivare in questa fase solo attraverso il trading. Opportunità di sono avute sia sulle utilities che sugli energetici e la prossima ondata sarà per noi relativa al comparto dei cementieri. Iniziamo a porre l'attenzione su titoli come Italcementi (Milano: IT.MI - notizie) , Buzzi Unicem (Milano: BZU.MI - notizie) e Cementir (Milano: CEM.MI - notizie) , approcciando ciascuno con degli stop appropriati.
Crediamo che in un secondo momento ci potrà essere dei telefonici, quindi di Telecom Italia (Milano: TIT.MI - notizie) , e successivamente potrà tornare interessante il comparto bancario e quello assicurativo.

Per Telecom Italia è presto per impostare nuove posizioni al rialzo? Meglio attendere prima di effettuare nuovi acquisti?

Per Telecom Italia il segnale c'è già stato nella sessione di venerdì scorso, con obiettivo a 1,51 euro. L'idea è che il titolo realizzi la seconda gamba della correzione del movimento impulsivo al ribasso che c'è stato e che quindi possa recuperare muovendosi verso 1,51 prima e in direzione di 1,59 in un secondo momento. Questa positività dovrebbe trovare sfogo nelle prossime sessioni, per cui il consiglio che diamo a chi ha già Telecom in portafoglio, è di mantenerlo e valutare un'uscita con prime chiusure orarie inferiori a 1,4 o close giornalieri inferiori a 1,37.
Nell'ambito delle due ipotesi, propendiamo per una fase rialzista per cui siamo già posizionati su questo titolo.

Dopo essersi spinto ad un passo dalla soglia dei 16 euro, Fiat (Milano: F.MI - notizie) si è riportato quasi due dollari più in basso. Come valuta l'attuale impostazione del titolo e quali scenari è possibile attendersi nel breve?

Per Fiat non bisogna dimenticare il dividendo da 0,4 euro pagato nelle scorse settimane e considerando il massimo a 15,77 euro, il titolo avrebbe toccato i 16,17 euro. E' andato a chiudere un gap importante presente nella prima parte di febbraio e segnali ulteriori al di sopra di questo gap indicheranno un cambiamento del quadro di fondo di medio-lungo periodo.
Per ora Fiat è alla ricerca di una base di appoggio e non crediamo che possa pagare eccessiva negatività. A breve è possibile anche un ritorno fino a 13,8/13,75 euro, e ci attendiamo un segnale che potrebbe arrivare da un recupero dei 14,45/14,5. Il titolo è in una fase di negatività ormai da 5 sessioni e solitamente durano da 5 a 8 giornate, per cui a breve ci attendiamo una fase di completamento, in attesa di un segnale per rientrare.
Sarà uno dei titoli che ci accompagnerà in quel percorso rialzista di cui parlavo prima, e di sicuro Fiat resta una delle proxy del mercato, uno degli elementi da individuare nelle fasi di positività o negatività, perché il titolo si esprime in modo direzionale più ampio dell'indice stesso.
Ora siamo short su Fiat con stop a 14,48, chiusura oraria superiore, abbiamo già preso profitto un paio di volte, per cui si tratta di una posizione terminale perché ci attendiamo che a breve possa chiudere l'ultimo target ribassista a 13,95 e poi creare una base e inviare un segnale rialzista.

Nell'ultimo intervento si era espresso in termini positivi sugli assicurativi, molti dei quali però sono rimasti un po' al palo. E' cambiata la sua view sul comparto? Quali strategie ci può suggerire alla luce dei valori attuali?

Sugli assicurativi ci siamo sbagliati: credevamo che la fase di consolidamento fosse sufficiente, mentre nella prima settimana di maggio, sui primi segnali di negatività e anche su posizioni detenute a lungo come su Fondiaria-Sai, abbiamo liquidato, in attesa di nuovi segnali. Alla luce del ribasso che c'è stato, e mi riferisco in particolare a Fondiaria-Sai e a Generali, ci attendiamo un recupero che potrebbe avvenire a brevissimo.
In generale riteniamo che gli assicurativi si possano muovere prima dei bancari, motivo per cui guardiamo con interesse ai protagonisti del comparto. Per Generali già con recuperi dei 26,55 euro entreremo al rialzo perché vorrà dire che la fase ribassista avrà già dato il suo corso, con possibilità d ritorno verso 28/28,15 nel corso delle prossime settimane.
Difficile che il titolo riesca a violare stabilmente la fascia dei 26/25,9 euro, e per noi il titolo è vicino ad un'interessare area di sostegno, per cui attendiamo un segnale compiuto per poter rientrare.

Cosa pensa invece degli energetici? E' arrivato il momento di iniziare a liquidare qualche posizioni alla luce dei recenti apprezzamenti?

In generale i titoli del comparto restano ancora in portafoglio, al pari di alcune utilities come Enel (Milano: ENEL.MI - notizie) , anche se il raggiungimento di alcuni obiettivi ha portato a ridurre l'esposizione sui vari titoli. Fino a quando non avremo segnali particolarmente importanti sul mercato dell'oil, queste azioni non hanno indicazioni di negatività.
Non sono da escludere fasi di storno del prezzo del petrolio, difficili però da pronosticare, perché dovremmo avere prima una violazione dei 130 dollari e poi chiusure giornaliere inferiori a 127,15, con una dinamica che investa almeno 72 ore, per poter affermare che il Wti possa aver raggiunto un top di periodo.
In alternativa è sempre probabile assistere ad una continuazione di una dinamica che pur essendo in ipercomprato, non ha ancora segnali di divergenza tali per cui ci si possa attendere uno storno nell'immediato. Una correzione potrebbe esserci ma solo ed esclusivamente con le indicazioni che ho fornito poc'anzi.
Il mercato dell'oil per ora è al rialzo e ci sono delle coperture tecniche a dei livelli in cui si congelano le posizioni al rialzo. La situazione è ancora molto calda su questo fronte e finchè non assisteremo a dei cambiamenti è difficile assistere a delle modifiche per il settore di riferimento.
Nel momento in cui si dovesse avere uno storno dei prezzi del petrolio, allora avremo un ritorno più deciso verso altri titoli, per cui sarà molto interessante il comparto che ha sofferto di più fino ad ora, come quello dei bancari.
La prossima rotazione settoriale, potrà essere in favore delle banche, magari nel corso di questa settimana o al massimo della prossima.
Il mese di maggio quest'anno è stato diverso dagli altri perché non è stato ribassista come in passato, e riteniamo che la statistica normale degli anni sia molto diversa per quello in corso. Ci potremmo aspettare pertanto un'estate con delle sorprese anche piacevoli almeno nella prima parte, ossia a giugno e in parte a luglio. Poi ci saranno ancora nodi da sciogliere sul fronte dei subprime e soprattutto sul versante dei tassi in generale e finchè non si risolveranno questi problemi non avremo una stagione di abbassamento della volatilità. Per cui bisognerà lavorare molto in trading, cercando di prendere delle marginalità relative.


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