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Martedì 27 Ottobre 2009, 8:54
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Nelle ultime giornate abbiamo assistito ad un ritorno delle vendite sui mercati azionari che stanno ripiegando dai recenti massimi. E' solo l'inizio di una correzione più ampia? Cosa aspettarsi nel Tecnicamente i mercati azionari sono ancora impostati al rialzo: c'è stato un certo nervosismo in questi giorni, su determinati livelli di prezzo, inevitabile anche perché ci siamo avvicinati ad aree resistenziali di una certa portata. Una violazione delle stesse porterebbe ad una normalizzazione di quello cui abbiamo assistito negli ultimi mesi, fermo restando che la strada percorsa da marzo scorso oggi è tanta. Anche in considerazione di ciò, raggiunti certi livelli, come ad esempio i 1.100 di S&P, notiamo che in quest'area passano diversi ritracciamenti di Fibonacci, passano delle statiche importanti a livello psicologico. In sintesi abbiamo una serie di coincidenze che possono dare il via ad una pausa di riflessione che coincide proprio con le trimestrali americane. Non dimentichiamo che c'è poi il sottostante macroeconomico che regola un po' la via, ma che, come si sa, è più lento. A parte qualche dato sui sondaggi, gli altri sono storici, per cui si cerca di capire quali potranno essere le traiettorie evolutive dell'economia nei prossimi trimestri. Dalle Banche Centrali arriva un monito sul fatto che non siamo ancora fuori dal guado: c'è miglioramento ma ciò è dovuto ad una politica monetaria molto espansiva, e sia in Europa che in America ci sono anche le aste di rifinanziamento che aiutano il settore bancario ad alleviare le proprie sofferenze. Il mercato azionario però a questo punto vuole capire come reagirà il sistema finanziario nel momento in cui il quantitative easing inizierà a scemare nel tempo, visto che non potrà durare per sempre. Ci si chiede come il sistema bancario potrà affrontare l'avvenire, ma nel contempo si guarda anche ai prezzi del petrolio che in questi giorni hanno superato la soglia degli 80 dollari al barile. Oltre questo livello ci potrebbe essere una dinamica inflattiva e questo preoccupa un po' le Banche Centrali. Le Borse per ora beneficiano dell'abbondante liquidità che però potrà disallineare i mercati rispetto ai fondamentali. A questi prezzi, ad esempio i 1.100 di S&P500, i 3000 punti di Eurostoxx50, i 25.000 di Ftse Mib e i 5.900/6.000 di Dax (Xetra: notizie) , si può iniziare a parlare di bolla perché abbiamo una vera e propria inondazione di liquidità sul mercato. Alla luce di quanto detto fino ad ora, cosa attendersi in particolare a Piazza Affari per l'indice Ftse Mib? Quali sono i livelli da seguire ora con attenzione? Per li Ftse Mib probabilmente potremo avere una fase di forte volatilità e dopo la mancata riconquista dei 24.000 punti abbiamo visto che l'indice ha perso altri 1.000 punti e oltre. Gli indicatori segnalano una divergenza che porta ad attendere una fase cedente del mercato e ciò è stato già in chiusura della scorsa ottava. La volatilità ancora elevata potrebbe anche favorire upside in direzione dei 25.000 punti e in generale ci aspettiamo un fase un po' delicata in queste ultime giornate di ottobre in attesa che si concluda la stagione delle trimestrali americane. Il consiglio è di alleggerire cautelativamente le posizioni, per vedere proprio cosa succederà nelle settimane a venire. Ci attendiamo più un ritracciamento nel breve e sarà importante capire cosa si potrà fare per la chiusura dell'anno. Storicamente da ottobre a marzo abbiamo un periodo favorevole per le Borse, ma non dimentichiamo che veniamo da una crisi un po' anomala che potrebbe portare a non seguire questo copione. Parlando di titoli, su quali consiglia di concentrare l'attenzione in questa fase? Quali sono le strategie da seguire ora? In ottica di breve, è bene rimanere sottopesati sui titoli che hanno corso di più come ad esempio i bancari, mentre gli assicurativi tutto sommato tengono ancora bene. Se guardiamo ad esempio ad un titolo come Generali, la soglia dei 18 euro è importante da mantenere e fino a quando i corsi saranno sopra di essa, l'impostazione sarà positiva, mentre gli oscillatori statistici richiamano ad una maggiore attenzione. Non è un'opzione sbagliata rimanere posizionati sui difensivi per cui si torna a parlare di Enel (Milano: ENEL.MI - notizie) che come altri sta lateralizzando da marzo scorso ad oggi. Altre storie come Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) presentano invece un andamento ben diverso, visto che dai minimi di quest'anno si è avuta una salita quasi ininterrotta. E' bene pertanto guardare a quei titoli che sono rimasti più indietro e ho citato poco fa Enel che è scivolato poco sotto i 4,2 euro. La riconquista di questo livello sarà molto importante per poter assistere a degli upside in direzione dei 4,35 euro e la violazione di quest'area potrà riportare l'attenzione verso i 4,5 euro. Gli oscillatori si sono scaricati mentre i prezzi lateralizzavano e ciò è un segnale di forza: i volumi sono leggermente aumentati e questo avvalorata quanto appena detto. Tra i difensivi suggerirebbe di guardare anche a storie come Terna (Milano: TRN.MI - notizie) e Snam Rete Gas (Milano: SRG.MI - notizie) ? E' interessante Terna che ha lavorato bene in divergenza: da 2,6 euro gli oscillatori si sono scaricati molto bene. Questo è un segnale molto positivo e indica la consistenza del denaro, segnalando una view degli investitori verso un ulteriore upside. La violazione dei 2,71/2,72 euro aprirà spazi davvero interessanti, con primo target a 2,76/2,77 e successivi allunghi verso i 2,8 euro. Snam Rete Gas ha sofferto un po' di più, ma il mantenimento dei 3,22 euro non desta particolari preoccupazioni. Notiamo cospicui volumi di scambio e ciò può dare un buon valore sui supporti, ma per nuovi ingressi è preferibile attendere la violazione dei 3,26/3,27 euro. A quel punto sarà inevitabile un approdo in area 3,3 euro, per poi andare a rivedere i massimi segnati tra metà settembre e metà ottobre in area 3,34/3,35 euro. Date le attuali quotazioni del petrolio, quali strategie consiglia per i titoli del settore oil? I petroliferi sono un po' agganciati a quello che accade sul mercato del greggio, ma per ora non sono tra i nostri preferiti perché sono dei titoli un po' ciclici. Non possiamo comunque segnalare ENI (Milano: ENI.MI - notizie) al di sopra dei 18 euro, con prospettive interessanti nel breve e allunghi al di sopra dei 18,4 euro, con possibilità di spingersi fino ai 19,45/19,5 euro. Gli oscillatori però ci dicono che nel breve il titolo è un po' sopravvalutato, per cui è bene attendere conferme, ma nel medio termine l'impostazione è interessante. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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