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Venerdì 28 Marzo 2008, 9:36
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Alessandro Chini sara' presente in veste di relatore a ITF - Rimini, 15 e 16 maggio 2008. Clicca qui per leggere gli altri contenuti di ITF '08 I mercati azionari si apprestano a chiudere un primo trimestre decisamente negativo, con un bilancio più pesante per le Borse europee rispetto a quelle americane. Quali riflessioni si possono fare su quanto accaduto fino ad ora e quali sono le previsioni per il breve termine? C'è la possibilità di assistere ad una ripresa dai valori attuali? Il ribasso che abbiamo avuto da inizio anno, almeno a mio avviso, era da mettere in conto, magari con una minore violenza di quella che abbiamo visto. Di sicuro si poteva ipotizzare una discesa più o meno significativa perché segnali in tal senso erano giunti già dagli ultimi due mesi dell'anno. Guardando ad esempio al Mibtel, è facile notare che prima della fine del 2007 era sta violata quella linea di tendenza che guidava tutto il recupero dai minimi del 2003. Questo era un primo segnale di debolezza a novembre scorso, quando il suddetto supporto è stato rotto al ribasso, per essere ritestato dal basso a metà dicembre, riprendendo poi il trend che ci ha accompagnati fino alla scorsa settimana, quando sono stati segnati nuovi minimi. Da un punto di vista tecnico tale movimento può essere visto per il momento come una correzione di tutto il rialzo che c'è stato dai minimi del 2003. Ci sono però degli aspetti che vanno tenuti in considerazione e che alimentano una qualche preoccupazione. Mi riferisco al fatto che per salire ai massimi visti a maggio del 2007 il mercato ha impiegato circa quattro anni, mentre il ribasso cui abbiamo assistito da quei livelli ha portato a dimezzare il guadagno in poco meno di un anno. Questo è sintomo di un cambiamento che potrebbe essere strutturale almeno per un po' di tempo, ma ciò non toglie che a questo punto ci si possa attendere un rimbalzo. Una reazione che potrebbe anche essere significativa: con il minimo segnato la scorsa settimana, guardando il grafico giornaliero, si è creato un “island reversal”. Si tratta di un pattern grafico che si trova di solito alla fine di un movimento rialzista o ribassista e in questo caso il test dei 23.000 punti per il Mibtel potrebbe essere un minimo di periodo, anche perché dopo tre mesi di discesa, a mio avviso il mercato ha bisogno di respirare un po'. Non credo si possa continuare a scendere a senso unico, andando ad incrementare di molto le perdite registrate fino ad ora. C'è bisogno di un recupero e in questo momento ci potrebbero essere i presupposti per una ripresa, considerando che anche gli oscillatori più veloci siano entrati in zona di ipervenduto. E' ovvio che ora i prezzi dovranno confermarsi quanto prima al di sopra dei 23.000 punti, quale condizioni basilare per pensare ad un ritorno sui massimi di fine febbraio in area 26.500. Si può ipotizzare che tutto il ribasso cui abbiamo assistito di recente, se vogliamo dare una lettura in chiave elliottiana, possa essere la A di una terna dell'ABC correttivo, cui mancherebbero una B al rialzo e un'onda C al ribasso. Potrebbe essere appena iniziata un'onda A che come primo obiettivo ha l'area 26.500, ma se si guarda al medio periodo potrebbe consentire un ritorno anche su 28.500/29.000 punti. I motivi per un rimbalzo arrivano da più parti almeno dal punto di vista tecnico e anche sotto il profilo statistico perché dopo un ribasso di circa il 20% da inizio c'è spazio per un recupero almeno parziale. Ritiene che questo ribasso abbia già avviato una fase di bear market di più lunga durata o ritiene che i minimi possano essere considerati un punto d'arrivo? E' prematuro per il momento dire che il bottom segnato la scorsa settimana possa rappresentare un punto d'arrivo, perché servono delle conferme più consistenti. L'aspetto che fa un po' paura è la velocità e l'intensità con cui si è concretizzato questo ribasso. Ciò testimonia che probabilmente qualcosa si è rotto nell'ingranaggio che aveva permesso l'ascesa dei quattro anni precedenti. Non è detto che si vada incontro ad un mercato al ribasso della stessa durata, ma può essere che sia iniziata una fase destinata a durare per un po', in cui avremo movimenti laterali o tendenzialmente al ribasso. Molto dipenderà da quanto l'onda B riuscirà a riportare in alto i prezzi, perché più elevati saranno questi ultimi, più dovrebbe essere attenuato l'effetto al ribasso dell'onda B. Magari l'intero movimento potrebbe svilupparsi nel corso anche solo di un paio d'anni. Siamo ad un punto che potrebbe essere di svolta almeno nel breve termine e c'è bisogno di qualche conferma al rialzo per avallare la tesi di un mercato in salita per qualche mese. Siamo in un momento cruciale in cui questo ribasso potrebbe essere arrivato ad un bottom di periodo. E' ovvio però che se nelle prossime due settimane si dovesse scendere al di sotto dei 29.000 per l'indice S&P/Mib e dei 22.500 per il Mibtel, il quadro subirebbe un notevole deterioramento. In tal caso si andrebbe incontro al rischio di ritracciamento di tutto il rialzo realizzato nei precedenti quattro anni e questo vorrebbe dire ritornare nel lungo periodo in area 15.000 punti di Mibtel. Spostando l'attenzione sull'S&P/Mib, quali sono ora i livelli da monitorare più da vicino? Quali le possibili evoluzioni per il breve termine? Per l'indice delle bule chips il primo supporto importante è a 29.500 e nel brevissimo sono da monitorare anche i 30.000 punti corrispondenti ai minimi della scorsa settimana. Ricordiamo che tra un mese e mezzo avremo lo stacco dei dividendi e l'indice scenderà circa 1.000 punti dai valori attuali solo per lo stacco cedola. Il livello critico nel medio termine è a 29.500 e sarebbe in primis positivo che non si ritornasse al di sotto dei 30.000 punti nel corso delle prossime 2/3 sedute, perché se ciò accadesse sarebbe sintomo di assoluta debolezza. Guardando in direzione opposta, un primo obiettivo per l'S&P/Mib possa essere posizionato a 32.500/33.000, con possibilità di estensione fino ai 35.000 punti. Il rimbalzo che mi aspetto potrebbe evolversi fino a quest'area, senza escludere un approdo fino ai 35.700 dove è rimasto un gap aperto dalla seconda decade di gennaio. In caso di ricopertura del gap, l'indice potrebbe salire anche fino a 37.000 punti, e pur trattandosi di livelli piuttosto lontani da quelli attuali, gli stessi potrebbero essere raggiunti nel giro di qualche mese, magari da qui a settembre. Guardando ai singoli titoli, ce ne sono alcuni che più di altri hanno inviato qualche segnale positivo nelle ultime settimane? Su quali in particolare sta concentrando la sua attenzione ora? Se guardiamo ai settori è ovvio che dopo un ribasso guidato prevalentemente dai finanziari, se ci sarà un rimbalzo è probabile che quei titoli che hanno accusato le perdite più pesanti, potrebbero mettersi in mostra. Si potrebbe guardare quindi al comparto finanziario anche se per il momento suggerisco cautela, perché non ci sono ancora dal punto di vista tecnico segnali particolari di ripresa. Ci sono però alcune storie da seguire, come Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) che si è riportata vicino ai 13,2 euro e sopra i 13,3 diventerebbe ancora più interessante, perché starebbe ad indicare la costruzione di un doppio minimo che lascerebbe spazio per un rimbalzo fino a 14,3/14,35 euro. Uno scenario analogo lo presenta Ubi Banca che è scesa in area 14,6/14,7, e anche in questo caso è stato costruito un doppio minimo. In caso di rimbalzo si potrebbe avere una risalita fino a 17,7/17,8 euro e guardando più a lungo si può pensare al target dei 19,5 euro, massimi dello scorso autunno. Oltre a questi bancari, ci sono altre storie da seguire con interesse? Ritengo interessante Pirelli (Milano: PC.MI - notizie) che ha dato dei buoni segnali, al pari di Prysmian che potenzialmente può fare ancora molto bene. Aspetterei che il titolo ritornasse sopra i 14 euro prima di entrare, ma se il mercato dovesse ripartire dovrebbe recuperare bene. Sorprese positive, che in parte stanno già arrivando, potrebbero giungere da Finmeccanica (Milano: FNC.MI - notizie) che in termini di forza relativa ha fatto molto bene in questi ultimi due mesi. Il titolo può anche ritornare fino a 21/21,2 euro, senza intaccare la tendenza rialzista partita dai minimi di gennaio. L'azione ha le carte in regola per riportarsi sui massimi della scorsa estate in area 24. Sempre tra gli industriali, qual è il suo giudizio su Fiat (Milano: F.MI - notizie) ? Quali strategie ci può suggerire per questo titolo? Ci aspettavamo una discesa del titolo fino all'area dei 12 euro che rappresenta un supporto strategico e ora Fiat deve dimostrare che può far bene. Si può provare ad intervenire anche sui livelli attuali, fissando come stop loss proprio i 12 euro, al di sotto dei quali si dovrebbe chiudere la posizione. Gli spazi di crescita sono abbastanza ampi se consideriamo che ad ottobre scorso eravamo sopra i 23 euro. C'è margine per un recupero fino a 17,5/18 euro, ricordando lo stop a 12 euro al di sotto dei quali lo scenario rialzista perderebbe valore. Qual è la sua view sul settore energy? Ci sono ancora opportunità da cogliere in questa direzione? Ultimamente il comparto energetico è apparso un po' in affanno, ma credo che azioni come ENI (Milano: ENI.MI - notizie) sia bene tenerle in portafoglio. Il titolo ha riconosciuto il supporto a 20.5/20,6 e se riuscisse a mantenersi al di sopra di tale livelli sarebbe possibile un ritorno verso i 24/24,5 euro. Mi piace anche Saipem (Milano: SPM.MI - notizie) ma per un intervento a breve vedrei un segnale più convincente su ENI che mi sembra impostato un po' meglio graficamente. Anche su Saipem si potrebbe provare ad acquistare sui livelli attuali, con uno stop sotto 23,5/23,6 euro, perché una rottura di questi valori aumenterebbe il rischio di un ritorno sui minimi di gennaio. Come valuta infine la recente flessione di Telecom Italia (Milano: TIT.MI - notizie) ? Si può dire che il peggio sia ormai alle spalle o è bene mettere in conto il rischio di nuove flessioni? Su Telecom Italia più che l'aspetto grafico conterà più quello che accadrà a livello “politico”. Il titolo è passato da 2,25 a 1,15 nel giro di tre mesi e per quanto non ci sia mai limite al peggio, visto che si prevede un rimbalzo dell'indice, credo che anche Telecom possa tornare a rivedere almeno 1,65/1,7 euro. Teniamo presente che il titolo è soggetto ad una volatilità molto alta e che vive esclusivamente su notizie che possono venir fuori da un momento all'altro, con possibili ripercussioni anche clamorose sull'andamento delle quotazioni. Se si dovesse andare incontro a notizie negative, il titolo potrebbe scendere anche sotto quota 1 euro, motivo per cui è da trattare con grande cautela. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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