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Venerdì 28 Marzo 2008, 19:33

Percorsi campione: esclusa inversione di tendenza per il 2° trimestre

Di Edoardo Macallè

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“Qualora le soglie varcate al ribasso dai mercati azionari a cavallo del 8-9 marzo fossero recuperate e trasformate in supporto delle sedute successive, sarebbe davvero difficile parlar di valenza ribassista per quant'accaduto nelle date segnalateci dal Siderografo di Bradley. Tutto ciò potrebbe esser detto anche a proposito del nostro mercato, seppur lo stesso non è certo tra quelli che, in questi ultimi tempi, hanno mostrato una qualche forza relativa. Su quest'argomento, tuttavia, torneremo la prossima volta, quando il trimestre potrà dirsi sostanzialmente concluso ed il 7 aprile (prossima data di rilievo del siderografo) sicuramente più prossimo a noi (sotto ogni aspetto…) di quel che invece è oggi. Per ora, insomma, accontentiamoci di quel che abbiamo sullo S&P500. Si dice spesso che tale indice sia il faro dei mercati azionari, ma non possiamo certo illuderci: neanche la più potente delle luci, infatti, sarebbe in grado di segnalar la rotta a chi, ormai perso nella nebbia, si trova in mare aperto.”

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Era sostanzialmente questo quel che s'era scritto la scorsa volta e l'ultima settimana conferma, almeno parzialmente, quant'affermato. Parzialmente perché un “supporto”, per dirsi tale, deve prima costruirsi nel tempo ed il tempo sin qui trascorso, da quando tali soglie sono state recuperate, è troppo modesto perché noi si possa dir qualcosa d'importante. Qualcosa tuttavia si può già dire ed in particolare per il nostro mercato.
Le sole piazze azionarie capaci di portarsi oltre i massimi raggiunti tra il 4 ed il 13 marzo (è propriamente questo, infatti, il “periodo” indicato dal siderografo) sono state quelle americane, ma anche loro, al momento, non mostrano forza sufficiente per allontanarsi con efficacia dai minimi di periodo. Probabilmente, come si dice, “consolidano”, ma ci vorrà del tempo per poterlo affermare. Ed il tempo, oggi, ci proietta ben poco avanti. Lunedì si chiuderà il mese, e con quello anche il trimestre, poi ci sarà il 7 aprile, che rappresenta sul siderografo di Bradley, una data di rilievo: sin lì, forse, qualcosa potrebbe dirsi sulla base di quel che si ha già. E poi?… Poi ci sarà spazio solo per i dubbi. Fortunatamente, però, non è detto che questa sia una cattiva notizia.
Ogni mercato fa un po' storia a sé ed un po' storia insieme agli altri, ma è difficile credere che in America guardino quel che fa l'Italia, mentre il contrario, beh… appare più credibile. E così molti di noi guardano l'America con la stessa speranza con cui alcuni guardano gli oroscopi ogni mattina: probabilmente facciamo bene (perché oggi l'America è il solo faro che noi si abbia), ma non possiamo dimenticarci di noi stessi. Anche perché i percorsi sono diversi e diversi, soprattutto, potrebbero essere i tempi. Meglio: “perché diversi saranno i tempi”. Senza alcun condizionale.
A guardare i soli percorsi campione dei diversi mercati azionari v'è ben poco da sperare nel prossimo passaggio di trimestre: la maggior parte di questi, infatti, scivolerà da fase 5 a fase 6 (di cui s'è abbondantemente detto negli scorsi mesi a proposito del mercato italiano). Sarà questo, infatti, il destino (già segnato…) dello S&P500, nonché del NASDAQ (NASDAQ: notizie) , del DAX (Xetra: notizie) e del più ampio EUROSTOXX. Gli altri?… Per lo più staranno peggio e tra questi ultimi, ovviamente, il nostro che, da fase 6, ormai è certo, scivolerà in fase 7. E fase 7, come detto nelle scorse settimane, è fase “ribassista” che non lascia molto spazio alla speranza. Purtroppo. Detto altrimenti e molto più semplicemente: i nostri percorsi campione escludono del tutto che nel prossimo trimestre, sui mercati azionari, si potrà assistere ad una qualche inversione di tendenza degna di tal nome.

Il 95% dei mercati, infatti, si muoverà all'interno di una fase ribassista di lungo periodo e la gran parte di loro, in particolare, tra la Fase 6, la Fase 7 e la Fase 8: non siamo ancora al peggio del peggio (quello, infatti, si trova solo in fase 9, l'ultima delle fasi al ribasso), ma poco ci manca. Verrebbe, insomma, da pensare ad un destino “cinico e baro”, di quelli che non consentono proprio alcun ottimismo… Ed in effetti, sarà molto difficile che nel prossimo trimestre si possa trovarne qualche motivo. Ottimismo, però, è parola grossa che si spende solo quando si hanno forti certezze: ogni ottimismo, infatti, farebbe a pugni con quei dubbi che pensiamo, invece, possano trovar largo spazio nei prossimi mesi. Proprio quei dubbi che, tuttavia, rappresentano la sola buona notizia che noi si ha, oggi, da spendere: pessimismo ed ottimismo, infatti, s'abbeverano entrambi alla stessa fonte ed è proprio quest'ultima, quella della certezza, che s'è ormai esaurita. Nessun motivo per essere ottimisti, dunque, ma neanche molti per esser pessimisti, se non che il pessimismo s'è dissetato fin a ieri e comincerà a soffrir la sete solo tra qualche tempo.
Dei percorsi campione, o di lungo periodo, s'è già detto, ma è bene aggiungere che non sono stati questi ultimi a produrre il disastro cui abbiamo assistito, in questi mesi: hanno fornito il loro fattivo contribuito, certo, ma a produrlo sono stati i percorsi di medio, quelli che noi siamo soliti chiamar “frattali del percorso campione” proprio perché, più degli altri, intimamente legati a quest'ultimo. Non assurgono a percorso campione solo perché non ne hanno la portata temporale (solitamente si sviluppano in un anno, un anno e mezzo), ma durano quanto basta per far sentire a tutti la propria presenza. Sono impulsivi (molto più dei “campione”) e lo sono, soprattutto, all'inizio e alla fine del loro percorso, in particolare se riescono a combinarsi al meglio con quelli di breve (o aleatori). “Percorso campione” (percorso “di lungo” o “trimestrale”), “Frattale del Percorso Campione” (percorso “di medio” o “mensile”) e “Percorso Aleatorio” (“di breve” o “settimanale”) rappresentano il vero tessuto d'ogni mercato: il loro particolare intrecciarsi, da un lato, è frutto di quant'avvenuto e, dall'altro, apertura di senso su quel che ancora potrebbe accadere. Percorsi diversi aprono scenari diversi. Oppure li chiudono. Ebbene:
- quel che possiamo attenderci, ora, è che si chiuda uno scenario, il più pessimista tra tutti, proprio perché è probabile che quelle certezze che lo hanno alimentato, sin qui, siano destinate a venir meno nei prossimi mesi.

Ed è giusto che noi si parli di mesi perché è proprio il percorso di medio, quello mensile, che potrebbe riuscire a “negare” lo scenario di lungo che s'è descritto in precedenza. Ci vorrà del tempo, è vero: per la gran parte dei mercati, infatti, non sarà prima di maggio/giugno, ma è molto probabile che sul percorso di medio si stia per entrare in una fase d'accumulazione.

E se s'accumula è solo perché… non si vende più. Incredibilmente, poi, per il mercato italiano questa fase d'accumulazione potrebbe cominciare ancor prima, tra aprile e maggio, e così fosse ci sarebbe da pensare che il settore bancario, a livello globale, non sia destinato a soffrir più quel che ha sofferto negli ultimi otto mesi.
Attenzione, però, non stiamo sostenendo che il peggio sia ormai definitivamente alle spalle di Piazza Affari: sarebbe, infatti, una certezza e noi non ne abbiamo, oggi, da spendere. Tanto in un senso quanto nell'altro. Seppur la “morning star” (pattern rialzista come pochi) che s'è costruita, in settimana, sul nostro mercato potrebbe spingerci a farlo, preferiamo non alimentare in voi alcun entusiasmo: piuttosto, siamo portati a credere che la sensazione per cui “al peggio non vi sia limite” è destinata a scemare nei prossimi mesi e con quella, forse, la stessa volontà di vendere che, almeno sin qui, ha reso del tutto anoressica Piazza Affari.

Non siamo già alle buone notizie, come vedete, ma almeno, oggi, possiamo darne alcune in grado d'anestetizzare le cattive. Non siamo ancor alla cura, insomma, anche perché noi non saremmo in grado di metterla in pratica, ma almeno siamo giunti a quel che si dice “placebo”: un qualcosa che, seppur privo di una qualsiasi efficacia terapeutica riconosciuta, è tuttavia in grado di produrre un effetto positivo sulla malattia o, più probabilmente, sul malato. Oltre, oggi, non possiamo spingerci, ma i prossimi due mesi, l'alto numero di date presenti nell'attuale trimestre di Bradley (ben quattro: 8-9 marzo, 7 aprile, 27 aprile e 24 maggio!), il percorso di medio che potrebbe sviluppare un primo impulso al rialzo già in aprile, ci spingono ad esser meno pessimisti di quanto fosse giusto essere sin qui. Poi forse, col tempo, si potrà fare e dire di più: oggi, infatti, siamo ancor in mare aperto e senza bussola. La nebbia, però, parrebbe diradarsi: in fondo, si tratta di una buona notizia.


Edoardo E. Macallè
Responsabile Scelte d'Investimento in NIKKAIA Strategie
Direttore Area Investimenti – ASSOCONSULENZA
www.nikkaiastrategie.com - www.assoconsulenza.eu


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