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Venerdì 28 Marzo 2008, 10:10

Unicredit: presentati i dati della sezione impresa

Di Pierpaolo Molinengo

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UniCredit Banca d'Impresa ha chiuso il 2007 con risultati ancora una volta positivi, sia dal punto di vista del supporto alla crescita del sistema produttivo che da quello della redditività e, integrate con successo le attività con le imprese delle banche ex Capitalia (Milano: CAP.MI - notizie) , dal primo di aprile cambia brand e diventa UniCredit Corporate

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Banking.

RISULTATI 2007 BANCA D'IMPRESA
L'esercizio 2007 ha confermato che la banca corporate italiana del gruppo UniCredit, guidata dall'amministratore delegato Vittorio Ogliengo e dal direttore generale Gianni Coriani, ha risposto efficacemente alle esigenze del mondo imprenditoriale, con iniziative che hanno prodotto nell'anno nuovi finanziamenti per 6,2 miliardi di euro.
Di conseguenza, al 31 dicembre 2007 il totale dell'attivo si è attestato a 76,3 miliardi di euro. Il 92% dell'attivo è costituito dai crediti verso la clientela, che ammontano a 70,2 miliardi di euro, in apprezzabile crescita (+9,6%) rispetto al dato dell'anno precedente in coerenza con una politica espansiva che, negli ultimi due anni ha prodotto oltre 16,6 miliardi di nuovo credito alle imprese.
La banca rappresenta quindi oltre il 35% del complesso degli impieghi della Divisione Corporate del gruppo UniCredit. Anche nel 2007 l'attività di erogazione si è focalizzata in particolare sul segmento delle imprese non finanziarie, che assorbono alla data l'87% del totale dei crediti complessivi (in salita rispetto all'82% di un anno prima). A livello nazionale, UniCredit Banca d'Impresa ha fornito circa il 10% del credito aggiuntivo complessivamente erogato nell'anno dal sistema bancario alla clientela core1, portando così al 14,2% il proprio inserimento2 su tale mercato. A testimonianza del rilevante sostegno fornito al sistema produttivo, si sono sviluppati in misura apprezzabile gli impieghi forniti a ciascuna fascia dimensionale: si va infatti dal +7,5% alle aziende con fatturato fino a 15 milioni, al +12,4% relativo alle imprese con giro d'affari compreso tra 15 e 250 milioni al +17% riguardante le imprese oltre tale soglia di fatturato.
Molto vivace è stata la dinamica della componente a medio lungo termine (+12%), che a fine anno rappresenta il 52% del totale del portafoglio degli impieghi con la clientela.
Il lavoro di riequilibrio delle scadenze del debito svolto in questi anni dalla banca con le aziende clienti ha contribuito ad avvicinare la struttura dell'indebitamento bancario delle imprese italiane alla media europea, riducendo un gap che ne penalizzava la competitività.
Particolare attenzione è stata posta alla qualità del credito: l'incidenza delle sofferenze sul volume degli impieghi al lordo delle rettifiche si mantiene infatti a fine 2007 al 2,1%, in linea con l'anno precedente. L'incidenza sui crediti netti si riduce all'1,1%.
Da sottolineare, a testimonianza della qualità del portafoglio crediti, come il 92% delle imprese clienti sia classificato dalla banca nelle categorie a minore rischio, con rating interno compreso tra 1 e 6. A riprova della bontà delle politiche di erogazione e dell'efficacia dei processi di governo dei rischi, il fatto che oltre il 60% delle sofferenze si riferisce a realtà imprenditoriali con fatturati inferiori ai 15 milioni, testimoniando un notevole frazionamento dell'esposizione.
Sul versante del passivo, la massa amministrata per conto della clientela si è attestata a 30.448 milioni: la raccolta diretta, prevalentemente costituita da giacenze in conto corrente, è salita a 14,2 miliardi (+4,9%), mentre la raccolta indiretta ammonta a 16,2 miliardi di euro.
Per quanto riguarda la componente economica, i numeri della banca del gruppo UniCredit specializzata nel servizio alle imprese evidenziano un utile netto di periodo in linea con l'anno precedente a 635 milioni di euro (+0,6%). Al netto degli effetti straordinari, l'utile netto normalizzato cresce del 9%.
Gli indicatori di redditività sono a un livello di eccellenza, con il Roe al 13,9% e il cost/income ratio che migliora ulteriormente e si posiziona al 26,8%.
Anche l'Eva (economic value added) è in significativo aumento a 240 milioni. Esaminando la formazione del risultato netto, emerge come la dinamica delle erogazioni alla clientela core della banca, in particolare nella componente a medio e lungo termine, abbia contribuito a ottenere un margine di interesse di 1.601 milioni (+6,6%).
Sommando un margine servizi di 706 milioni si ottiene quindi un margine di intermediazione che sale a 2.307 milioni, con uno sviluppo annuo del 10,8%. Il patrimonio netto della banca, comprensivo dell'utile di competenz a, è salito a 5.206 milioni di euro (+4,4%).

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