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Lunedì 28 Aprile 2008, 10:09
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“Non mi riconosco in una situazione in cui il risparmiatore è tenuto in ostaggio delle banche”. Con queste parole Alberto Foà, amministratore delegato di Anima SGR (Milano: ANM.MI - notizie) , ha sancito la fine del rapporto con l’associazione dei gestori, in cui era consigliere nel consiglio direttivo e nel comitato esecutivo. Alla base del divorzio è stata “la mancanza di una strategia di comunicazione verso i clienti e i risparmiatori”, ha precisato il manager nella sua intervista rilasciata al settimanale Plus 24. A Foà non è piaciuto come il mondo dell’industria del risparmio gestito italiano, tra cui Assogestioni, abbia gestito i propri rapporti di comunicazione con i risparmiatori, che sono stati lasciati in mano alle banche, molto spesso proprietarie di società prodotto e per questo venditrici di strumenti finanziari inefficienti e poco trasparenti. “Il rapporto tra produzione e distribuzione - ha aggiunto l’a.d. - non è corretto, perché è basato su asimmetrie informative da cui la distribuzione estrae fonti di guadagno senza fornire servizi adeguati”. Per Foà i risparmiatori devono disporre di informazioni sufficienti per avere una cultura finanziaria di base che li aiuti nei rapporti con i loro interlocutori nella scelta dei piani di investimento. “L’ultima occasione mancata - ha concluso il manager - è stata con la previdenza complementare, vittima di una campagna informativa inadeguata”. (gn) Le notizie sul mondo del Risparmio Gestito sono su BlueTG.it! |
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