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Lunedì 28 Aprile 2008, 20:52

Le Blue Chips che hanno un appeal interessante secondo i brokers

Di Alberto Susic

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In apertura di settimana Piazza Affari ha mostrato la peggiore performance in Europa e insieme al londinese Ftse100, l'S&P/Mib ha chiuso gli scambi in territorio negativo, con un calo dello 0,19%, a quota 33.948 punti. Nella prima parte della seduta l'indice ha tentato a più riprese di allungare il passo, arrivando a segnare un massimo a 34.185 punti, poco sopra i 34.160 registrati venerdì scorso.

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Il mercato non è riuscito quindi a confermare la rottura dei 34.000 punti, fermandosi poco al di sotto di tale soglia, e anche se resta ancora aperta la possibilità di nuovi rialzi nel breve, è scattato un primo campanello d'allarme. Se l'indice non fosse in grado di spingersi quanto prima oltre i 34.000 e ancor più oltre i 34.180/34.200 punti, troverebbe conferma il doppio massimo in formazione proprio in quest'ultima area.
Indicazioni in tal senso giungeranno da un ritorno al di sotto dei 33.900 punti, corrispondenti ai minimi odierni, la cui rottura sarebbe negativa perché porterebbe a flessioni più ampie verso i 33.500 prima e in seconda battuta in direzione dei 33.100/33.000. Quest'ultima area ha già retto alle pressioni ribassiste la scorsa settimana, consentendo una spinta in avanti nell'ordine di circa 1.000 punti. Molto negativa sarebbe quindi anche la perdita di questo livello, perché in tal caso l'indice sarebbe destinato con ogni probabilità a scivolare verso i 32.500 punti.
Guardando in direzione opposta, una rottura decisa dei 34.000/34.200 dovrebbe proiettare l'indice subito verso i 34.500, da cui si dovrebbe avere un successivo allungo verso i 35.000. Un livello quest'ultimo che è stato individuato da diversi analisti come target d'approdo del rimbalzo partito dall'ultima settimana del mese di marzo.
Riprendendo quanto già affermato in chiusura di settimana, ancora una volta sarà di notevole importanza l'evoluzione che interesserà il nostro mercato nelle prossime ore. La compressione della volatilità registrata nel corso della seduta odierna potrebbe infatti anticipare un movimento direzionale di più ampia portata, donde l'importanza di capire se l'indice riuscirà a confermare gli ultimi sforzi rialzisti o se piuttosto presterà il fianco ad una breve correzione prima di nuove salite.

Come di consueto abbiamo raccolto in questa rubrica gli ultimi giudizi formulati dalle banche d'affari sulle principali blue chips di Piazza Affari, con un'attenzione particolare rivolta a quelle che offrono ancora interessanti potenzialità e a quante invece è meglio approcciare con una certa cautela.
Partendo dai bancari, l'attenzione sul settore è stata riportata in queste giornate da un report di Morgan Stanley (SPU - notizie) , nel quale gli analisti hanno prospettato una tenuta degli utili nel primo trimestre di quest'anno. Questo però secondo gli esperti non deve trarre in inganno, tanto che il suggerimento di Morgan Stanley è quello di sfruttare ogni segnale di forza come un'opportunità per ridurre l'esposizione sulle banche italiane.
Le uniche due eccezioni sono rappresentate da Intesa Sanpaolo (Milano: ISP.MI - notizie) e da Banco Popolare (Milano: BP.MI - notizie) visto che per entrambe viene confermata la raccomandazione “overweight”. Per il primo titolo però il prezzo obiettivo viene ridotto da 5,7 a 5,4 euro, mentre per il secondo passa da 17 a 16,5 euro.
Una sforbiciata ha interessato anche Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) che mantiene il rating “equal-weight” con un target price che scende da 5,4 a 5,1 euro. L'unica valutazione ad essere stata migliorata è quella di Banca Monte Paschi che sale da 2,35 a 2,42 euro, anche se la strategia è sempre quella di sottopesare il titolo in portafoglio.
Anche Natixis consiglia di ridurre l'esposizione sulle azioni della banca senese, il cui fair value scende da 2,35 a 2,3 euro, per tenere conto della diluizione legata alla ricapitalizzazione da 5 miliardi di euro che ha preso il via quest'oggi.
Neutrale è invece il giudizio riservato a Banca Popolare di Milano (Milano: PMI.MI - notizie) da Jp Morgan che ha ridotto il prezzo obiettivo da 10,41 a 9,64 euro. Gli esperti ritengono che lo sconto del titolo rispetto ai competitors sia giustificato non solo dalla governance ma anche dalla minore redditività.

Tra gli assicurativi segnaliamo solo Generali che al momento non sembra godere del favore dei brokers, a partire da Goldman Sachs (NYSE: GS - notizie) che mantiene la raccomandazione “sell” con un target price a 27,7 euro. La banca d'affari americana, dopo l'assemblea del gruppo triestino riunitasi sabato scorso, ritiene che la speculazione su possibili cambiamenti nella corporate governance sia destinata con buone probabilità a svanire.
Dopo l'incontro del week-end, Deutsche Bank (Francoforte: DB9999 - notizie) si aspetta che le azioni del Leone triestino possano sottoperformare il comparto. La strategia suggerita per il titolo non cambia e il consiglio è di mantenere in portafoglio con un fair value a 30,5 euro.

Spostando l'attenzione su altri settori, non possiamo non prendere in considerazione quello dei petroliferi, anche alla luce dei prezzi sempre più elevati dell'oro nero, ormai ad un passo dalla soglia dei 120 dollari al barile. Tra i singoli titoli, per ENI (Milano: ENI.MI - notizie) la raccomandazione resta “neutral” almeno da parte di Exane che fissa un prezzo obiettivo a 27 euro. Gli analisti hanno però rivisto al rialzo le stime sull'utile per azione attesi quest'anno e l'anno prossimo, alla luce dei risultati conseguiti nei primi tre mesi del 2008.
Per Societè Generale ENI è da mantenere in portafoglio, con un target price che sale da 23 a 24,5 euro, di riflesso ad un miglioramento delle previsioni relative all'eps e al dividendo. Quest'ultimo passa da 1,4 a 1,45 euro per azione per il periodo 2008-2009, da 1,4 a 1,5 per il 2010, da 1,45 a 1,55 per il 2011 e da 1,5 a 1,6 per l'anno successivo.
Una buona opportunità di acquisto è rappresentata da Saipem (Milano: SPM.MI - notizie) almeno secondo Citigroup (NYSE: C - notizie) che ha reiterato il rating “buy”, rivisitando verso l'alto il fair value da 30 a 33 euro. Gli analisti hanno apprezzato la trimestrale del gruppo, insieme ad una conferma delle guidance e da un outlook che si conferma robusto per il mercato off-shore.
Sempre nell'ambito del settore energy, segnaliamo che Cheuvreux ha escluso Enel (Milano: ENEL.MI - notizie) dalla sua selected list, assegnando una nuova raccomandazione “outperform” con un prezzo obiettivo che scende però da 9 a 8,2 euro. Nel complesso la view è ancora improntata alla positività, grazie ai multipli contenuti del titolo e al buon dividend yield pari al 7%.
In attesa dei conti del primo trimestre che saranno diffusi il prossimo 14 maggio, Santander (Madrid: SAN.MC - notizie) ha deciso di confermare la raccomandazione “neutral” per Terna (Milano: TRN.MI - notizie) con un target price a 3 euro. Gli esperti si aspettano che la trimestrale si rivelerà in linea con le attese per l'intero anno, anche se la performance di breve del titolo potrebbe risentire dei timori relativi ad una politica monetaria più restrittiva da parte della BCE.
A promuovere Snam Rete Gas (Milano: SRG.MI - notizie) è stato invece Oddo Securities che ha migliorato il giudizio da “reduce” ad “add”, lasciando invariato il fari value a 4,5 euro. La trimestrale rilasciata dal gruppo non ha riservato particolari sorprese e ha confermato l'attesa per un 2008 positivo per il gruppo, le cui azioni offrono un rendimento piuttosto interessante nell'ordine del 5,5%.

Tra gli industriali, l'ennesimo invito all'acquisto arriva per Fiat (Milano: F.MI - notizie) da Banca Akros che mantiene un prezzo obiettivo molto allettante a 24 euro, sulla scia dei risultati trimestrali del Lingotto che hanno battuto non solo le attese degli analisti ma anche del mercato.
I colleghi di Deutsche Bank suggeriscono invece di mantenere in portafoglio Finmeccanica (Milano: FNC.MI - notizie) con un fair value a 23 euro. Per quanto l'esposizione del gruppo al dollaro sia oggi limitata, la stessa è destinata a crescere in modo considerevole. La banca tedesca però vede valore nel titolo in un orizzonte di 2-3 anni, anche se un freno potrebbe arrivare da una generazione di cassa più debole rispetto a quella dei competitors.
In attesa dei risultati trimestrali che saranno diffusi questa sera dopo la chiusura dei mercati americani, Credit Suisse resta “neutral” su STM con un prezzo obiettivo a 7 euro. La banca elvetica si attende ricavi in flessione dell'8,3% e prevede inoltre che il management mostri maggiore cautela sull'outlook per il trimestre in corso e per la restante parte dell'anno.

Guardando ad altre storie, Euromobiliare è ancora positiva su Parmalat (Milano: PLT.MI - notizie) caldeggiandone l'acquisto e alzando il target price da 2,7 a 2,8 euro, per tenere conto della minore diluizione legata ai creditori tardivi. La SIM milanese fa notare che ai prezzi attuali il mercato sconta 1,6 miliardi di euro di passività legali, ma tale scenario viene considerato eccessivamente prudente.
Infine, dando uno sguardo al settore del lusso, segnaliamo che Morgan Stanley ha reiterato la raccomandazione “equal-weight” per Bulgari (Milano: BUL.MI - notizie) , con una decisa sforbiciata al fair value che scende da 12 a 8,5 euro. Una mossa che riflette una riduzione delle stime sugli utili, pur ricordando che il profilo di rischio/rendimento del titolo è attraente, ma per gli esperti è poco probabile che Bulgari possa sovraperformare nel breve.
Ad intervenire sulla valutazione di Luxottica (Milano: LUX.MI - notizie) sono stati invece i colleghi di Cheuvreux che hanno ribadito il rating “outperform”, abbassando però il prezzo obiettivo da 19 a 18,2 euro, sulla scia di una riduzione delle stime in base a nuove assunzioni sul cambio euro/dollaro.


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