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Martedì 28 Aprile 2009, 21:38
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“erano le 16.00, e resosi conto del rischio che stava per correre, il nostro indice ha dato fuori di matto”. Ieri però s'era potuto aggiungere: “Mulinando le braccia come non mai, prima ha recuperato la parità e quindi s'è spinto oltre la stessa. Risultato finale: a dispetto dello sforzo compiuto, siamo ancor lontani dalla “linea che corre dritta verso il cielo”. Un po' più vicini, certo, ma sempre lontani perché quella linea, in questi giorni, corre poco sopra i 15150 punti. Vi sono però ancor tre sedute per raggiungerla “in tempo” e sperar poi di mantenerla. Di questo, tuttavia, tratteremo solo più avanti, nel caso che si riesca a compiere l'impresa. Sulla stessa, tra l'altro, il nostro ADVISOR nel fine settimana era un po' più possibilista, anche se non da cambiar radicalmente opinione: il mercato ha perso sì smalto, ma sull'inerzia acquisita nella seduta di venerdì è molto probabile che lo stesso oscilli, nel corso di questa settimana, tra i 14350p ed i 15300p e forse (ma solo in caso di un aumento della volatilità) tra i 14200p ed i Oggi, con tutta evidenza, non possiamo più usar le stesse parole. Anche perché, dalla soglia dei 15150 punti, ci siamo ulteriormente allontanati. Il grafico settimanale mostra con chiarezza che non c'è più presa sulla “linea che corre ancor dritta verso il cielo”. Nulla di diverso, insomma, da quel che ci si attendeva, ma sarà bene ricordare che v'è tempo sino a giovedì prossimo per poterla riagguantare. Come dire che dar per già morto il nostro “Willy (il Mercato)” sarebbe un grave errore: la stessa seduta odierna, in fondo, ha mostrato che quando si mette d'impegno, il “nostro” non è per nulla inferiore a molti altri. In poche battute, nel pomeriggio, s'è passati dai 14451 ai 14799 punti: +2.5%… Il problema è che questi ultimi non sono più impulsi al rialzo (e, infatti, non si sale), ma tentativi di ricucir le situazioni più critiche prima che sia troppo tardi (anche per fare il… resto). Non si tratta, tuttavia, di tentativi disperati. Hanno piuttosto una loro funzione, e non di poco conto, perché consentono al mercato di “comprar tempo”. Teoricamente s'è in una fase correttiva, ma nei fatti (come un grafico ben mostra) non si corregge in alcun modo: s'è lì, almeno per ora. In realtà le impressioni dei più paiono davvero fuorvianti: molti, ad esempio, parlano di forti rialzi dei mercati azionari “nelle ultime due settimane” che sarebbe necessario smaltire consolidando. Che si stia consolidando sugli attuali livelli, tuttavia, è ancor tutto da dimostrare, che i mercati azionari siano saliti molto nelle ultime due settimane è, invece, un falso che ci vuole ben poco a smentire. Ieri sera, ad esempio, lo S&P500 (il più grande mercato al mondo!) ha chiuso sugli stessi valori di chiusura dello scorso 13 aprile. E' vero, Milano ha fatto certamente meglio della maggioranza dei mercati, ma la chiusura odierna non è poi così lontana da quella di dieci giorni fa. Insomma, la verità è che in questa fase, il nostro mercato ha esaurito gli impulsi al rialzo e si barcamena, per ora, come meglio non potrebbe per difendere le posizioni raggiunte. La sua debolezza, tuttavia, è ben evidente, in particolare in quel suo rifugiarsi sotto le sottane degli indici americani: sin quando questi ultimi sono chiusi, noi siamo tra i peggiori sulla faccia della terra, non appena quelli aprono, e recuperano (sulla base di un dato che non si sa quanto vero, ma che è comunque sufficiente per crear “sudditanza psicologica” negli arbitri), noi diventiamo subito belli come il sole. O quasi, come accaduto oggi. Cosa mai potrebbe accadere se gli americani dovessero, pian pianino, implodere su se stessi è, in fondo, domanda da zero centesimi: l'esito, infatti, sarebbe scontatissimo. Potrebbe accadere?… Certo, nulla lo esclude, ma se si sono esauriti gli impulsi al rialzo sul nostro mercato, ancor non s'è esaurita l'inerzia al rialzo acquisita nelle scorse settimane. Gli stessi impulsi al ribasso prendono ad annunciarsi, ma per ora siamo solo al semplice annuncio. E così, tra inerzie varie ed annunci ancor senza seguito, si resta lì, ad oscillare sui livelli raggiunti nelle scorse settimane. S'oscilla, come un pendolo, senza che nessuno sappia bene quel che potrebbe accadere. Potrebbe accader di tutto, ovviamente, ma noi siamo sempre più convinti che si possa scivolare ulteriormente verso il basso. Senza farci gran male, però: morto un supporto (or diventato resistenza), infatti, se ne farà subito dopo un altro (in area 13mila punti). O quasi… Edoardo E. Macallè – “Il Circolo dell'Investitore” www.nikkaiastrategie.com - www.assoconsulenza.eu Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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