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Giovedì 29 Maggio 2008, 0:00
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Il presidente di Upa, Lorenzo Sassoli de Bianchi, si appresta a illustrare le istanze degli investitori pubblicitari nel corso dell'assemblea Upa, in programma a Milano, Teatro Strehler, il prossimo 11 giugno alle 14,30. Intanto anticipa a ItaliaOggi alcune riflessioni, spaziando dalle sperimentazioni per misurazioni di audience crossmediali, alla lentezza dello sviluppo di Internet in Italia «sia per ragioni anagrafiche, nel senso che la popolazione è piuttosto anziana, sia per motivi di sistema, poiché c'è carenza di banda larga».Domanda. Presidente Sassoli de Bianchi, in Francia Mediametrie (che misura le audience di tv, radio e internet) e Audipresse stanno lavorando insieme per mettere a punto un indice unico per misurare l'audience crossmediale. In Italia?Risposta. Per Upa il sistema delle Audi (Xetra: 675700 - notizie) rappresenta un faro irrinunciabile. Tuttavia l'obiettivo di mettere il consumatore al centro delle rilevazioni è sicuramente un prossimo passo che ci permetterà di fare ancora meglio il nostro lavoro. Stiamo sperimentando in questa direzione con l'obiettivo di coinvolgere tutto il sistema della comunicazione: aziende, centri media, mezzi e agenzie. Siamo ancora in fase sperimentale ma sono convinto che la tecnologia ci aiuterà.D. Ci sono novità di rilievo sulle varie Audi (Auditel, Audipress, Audiradio, Audiposter, Audiweb), di cui Upa è socia?R. Ciascuna Audi, per la parte che le compete, sta procedendo con integrazioni e analisi sempre più dettagliate e sofisticate proprio perché il sistema sta diventando sempre più complesso e i mezzi sempre più selettivi e specifici.D. Perché in Italia il processo di spostamento degli investimenti pubblicitari su Internet è così lento, mentre per esempio negli Usa sta spiazzando la carta stampata, mandando in crisi quotidiani e periodici?R. Certamente la digitalizzazione in Italia è più lenta che negli altri paesi per una serie molteplice e variegata di problemi: popolazione più anziana, carenza di banda larga, scarsa conoscenza dell'inglese. Abbiamo un sistema dei mezzi e dei relativi investimenti diverso da quello di altri paesi. Tuttavia stiamo crescendo negli investimenti su internet a livelli sostenuti (+50%) senza mettere in crisi gli altri mezzi e credo che questo sia un segnale di differenziazione importante.D. Per Upa è necessario un riassetto del sistema radiotelevisivo? Quali sono le priorità?R. La nostra richiesta più importante è quella di una accelerazione della digitalizzazione in tutto il sistema, non solo per la televisione ma per la radio, per il cinema, internet. Questo in primis chiederemo al nuovo governo.D. A proposito di radio: sono passati cinque mesi dall'accordo Upa sugli affollamenti pubblicitari. Un bilancio?R. È un accordo che ci ha dato grande soddisfazione e penso ne abbia data altrettanto agli editori che lo hanno sottoscritto, dimostrando così di dare un valore alla pubblicità che veicolano, capendo che la pubblicità è importante per loro quanto per le aziende che scelgono di inserirla su un mezzo che, tra l'altro, sta crescendo oltre ogni aspettativa sia in termini di audience che di fatturato. Apprezziamo la lungimiranza di chi ha firmato e coltiviamo la speranza che altri si uniscano per completare l'opera perseguendo un'omogeneità di offerta nel nostro interesse ma anche in quello dell'ascoltatore.D. Assocomunicazione ha monitorato i rimborsi spesa sulle gare private per assegnare i budget pubblicitari. Qual è il punto di vista degli investitori?R. La posizione dell'Upa suggerita a tutti gli associati fin dal lontano 1994 è quella di considerare corretto il riconoscimento di un compenso alle agenzie partecipanti ad una gara in primis come forma di rispetto verso il lavoro che viene svolto. D'altra parte, specialmente in termini di risorse umane, i costi che l'agenzia deve affrontare in ambito di gara sono spesso consistenti. Non sempre i comportamenti sono stati virtuosi, ma le nostre raccomandazioni vanno costantemente in quella direzione.D. Un parterre così vasto di quotidiani free press in Italia non rischia di spiazzare un po' gli investitori pubblicitari, che fanno fatica a capirci qualcosa?R. In tutto il mondo molto prima che da noi sono usciti i cosiddetti giornali free quotidiani e periodici. Sono giornali di servizio diversi da quelli a pagamento con caratteristiche di lettura diverse. Inoltre non dimentichiamo che l'Italia è uno dei paesi con il tasso di lettura tra i più bassi d'Europa e del mondo. Queste testate, rilevate da Audipress, stanno rialzando il numero medio di lettori, migliorando la nostra posizione in Europa e inoltre si rivolgono a target differenti di quelli dei lettori di stampa pay. Quindi ben vengano nuove testate se di queste è possibile segmentare i profili.D. Cosa pensa dei modelli Google AdWords e AdSense?R. Sono modelli molto interessanti per ora applicati in altri paesi, ancora prematuri in Italia.D. Novità su ricerche e appuntamenti istituzionali Upa?R. Moltissime novità a partire dall'assemblea che sarà il primo pubblico momento del nuovo corso: fornire spunti di riflessione coinvolgendo direttamente le aziende nel processo che stiamo attuando. Oggi è molto più complesso che nel passato comunicare: vogliamo non solo rappresentare i legittimi interessi dei nostri associati ma anche essere di stimolo a tutto il sistema della comunicazione per orientarsi nel cambiamento. Scopri l'archivio di Italia Oggi dal 1993 ad oggi |
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