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Giovedì 28 Maggio 2009, 17:40
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D’altra parte i risultati dell’integrazione di Antonveneta si vedono e l’utile del primo trimestre ha superato i 300 milioni di euro raddoppiando quasi rispetto ai 171 del primo quarto del 2008. Si tratta ovviamente di valori da ricalibrare sulla dinamica evoluzione della banca senese negli ultimi anni, ma è comunque un balzo dimensionale importante, come dimostra anche il passaggio delle attività da 162 a 207 miliardi di euro negli stessi intervalli di tempo. Il dato migliore del bilancio di Mps rimane comunque quello della raccolta diretta, che sta reggendo e sovraperformando nonostante la crisi: nel primo trimestre questo indicatore ha raggiunto quota 139,3 milioni con un incremento del 26,1% sul dato del primo trimestre del 2008 (su dati ricostruiti su base omogenea ci sarebbe una crescita del 3,5% soltanto, ma è comunque un buon dato). Il patrimonio netto del gruppo è passato da 8,6 miliardi a 15 miliardi e, nonostante ancora non si sia a livelli accettabili, il tier 1 ratio è passato dal 5,1 al 5,6 per cento. Quello del tier 1 può sembrare un dato molto allarmante sulla tenuta della banca di fronte alla crisi, soprattutto se si considera che le rettifiche di valore per deterioramento di crediti sono cresciute nel trimestre del 32,6% a 287 milioni. È da considerare però che con i Tremonti bond per 1,9 miliardi previsti il gruppo potrebbe raggiungere un core tier 1 del 7,2 per cento. Oltretutto la banca guidata da Giuseppe Mussari verso l’espansione a Nord Est ha deciso di vendere tutti i propri immobili (rimane solo la storica sede di Rocca Salimbeni) e di riprenderli in leasing con un guadagno in termini di core tier 1 di un punto percentuale. Il consorzio che rileverà gli immobili sarà controllato dalla stessa Mps e avrà come soci lo stesso Francesco Caltagirone (già azionista del gruppo) e, rivela oggi MF, Unicoop Firenze. In fondo manovre simili sono state già varate anche da Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) . Il vero problema rimane però una gestione che dovrà affrontare la crisi di molte aziende (da tempo a Mps stanno mettendo sotto pressione le società per evitare insolvenze difficili da gestire) e una marginalità da rivisitare: il calo già avviato dei costi è un buon segnale, ma servono interventi sul resto della catena reddituale (il risultato operativo trimestrale ha infatti mostrato una flessione del 19,1%). I manager sono già all’opera e confermano i target. L’economia reale dirà la sua. Per ulteriori informazioni visita Finanzablog.it |
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