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Martedì 28 Luglio 2009, 18:24
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Il Cda di Ipi (Milano: IPI.MI - notizie) ha approvato oggi la relazione semestrale al 30 giugno scorso, chiusa con un risultato netto negativo (in particolare a causa di costi e accantonamenti di natura straordinaria) di 8,5 milioni di euro rispetto a un “sostanziale pareggio” del primo semestre del 2008. L’indebitamento finanziario netto, spiega una nota, si è ridotto a 208,4 milioni di euro (226,9 milioni di euro il 31 dicembre 2008), mentre gli immobili ammontano a 370,1 milioni di euro al 30 giugno 2009 (in linea coi 371,3 milioni al 31 dicembre 2008) a valore di bilancio. Tra gli eventi principali del semestre il comunicato di Ipi ricorda la totale sottoscrizione e versamento dell’aumento di capitale di circa 30,5 milioni di euro (incasso di 32,5 milioni di euro con la vendita dei diritti di opzione) “che ha permesso di far fronte alle necessità di cassa immediate per l’iniziativa di Porta Vittoria oltre a fornire in parte i mezzi finanziari per il proseguimento della stessa”, l’arrivo di “un nuovo azionista di larga maggioranza che porta la società ad uscire da una situazione di incertezza”, la proroga di 12 mesi del finanziamento ora di 77,5 milioni di euro erogato da Banca Popolare di Lodi, un cash flow dell’attività ordinaria “in sostanziale equilibrio” e l’ottenimento nei confronti di Risanamento di un decreto ingiuntivo esecutivo il pagamento di 12,5 milioni di euro che unitamente alle azioni cautelari promosse per ottenere la ripetizione del pagamento di altri 20 milioni di euro dallo stesso gruppo, per somme a suo tempo versate e dallo stesso incamerate senza titolo, potranno avere nel tempo effetti positivi sulle entrate di cassa “pur consci della situazione del debitore”, mentre il conto economico del gruppo Ipi non dovrebbe subire effetti negativi “considerato che dei 32,5 milioni di euro di crediti possibili solo 10 milioni di euro risultano iscritti nel bilancio intermedio al 30 giugno 2009”. Infine “alla richiesta del giugno 2009 della Agenzia delle Entrate di chiarimenti su operazioni di conferimento/cessione di aziende effettuate nel 2005 e 2006 nell’ambito del gruppo Ipi, che potrebbero avere connotati di elusività e quindi comportare un onere fiscale a carico del gruppo di ammontare rilevante, si intende rispondere presentando quelle che erano le ragioni economiche ed industriali che avevano portato all’epoca la società a dare esecuzione al progetto di riorganizzazione societaria ed escludere quindi l’ipotesi elusiva”. Tuttavia in via prudenziale dall’esame delle possibili contestazioni di natura tributaria “è stato appostato un accantonamento di 7 milioni di euro al fondo rischi”. (l.s.) Le notizie sul mondo del Risparmio Gestito sono su BlueTG.it! |
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