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Sabato 29 Agosto 2009, 0:00
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Dalla suite del Regent Beverly Wilshire a Beverly Hills, dove alloggiava Richard Gere nel film Pretty Woman allo sfavillante hotel Bellagio di Las Vegas con 3.933 camere, nel quale la banda di George Clooney ha organizzato il primo colpo del film Ocean's Eleven. Per gli alberghi, comunque, non si tratta di un fenomeno del tipo product placement come avviene per molti prodotti, dalle bevande alle auto: semplicemente, vedremo, la produzione sceglie il luogo, paga per l'occupazione e il ritorno e qualcosa in più per la struttura. Hotels.com che annovera opzioni per oltre 100 mila strutture fra hotel indipendenti, catene alberghiere e sistemazioni in appartamento in tutto il mondo, ha stuzzicato la curiosità dei turisti proprio nella stagione delle vacanze per eccellenza. Tra gli alberghi maggiormente «visitati» dai potenziali clienti del sito, c'è per esempio il Roosevelt Hollywood Hotel, situato nel cuore di Hollywood che dopo esser stato prescelto nel 1929 come location della prima cerimonia di consegna dei prestigiosi premi cinematografici Academy Awards, è presto diventato famoso come «la seconda casa» delle stelle di Hollywood come Marilyn Monroe e Clark Gable ed è tutt'ora considerato una pietra miliare della storia hollywoodiana. L'hotel è stato il set di molti cult movies come Prova a prendermi! con Leonardo Di Caprio e Tom Hanks. Da sempre alberghi e ristoranti rappresentano una delle scenografie predilette dai registi, a partire dal mitico Casablanca (CASABLANCA.SN - notizie) (Humphrey Bogart e Ingrid Bergman) ma oggi con l'evoluzione generatasi nel mondo della pubblicità, come si articolano i rapporti tra l'hotellerie e le produzioni cinematografiche e soprattutto che ritorno c'è? Per Malcom Thompson, general manager del Park Hyatt di Tokyo, sfondo del recente film di Sofia Coppola Lost in translation, «è indubbio che, subito dopo l'uscita del film, abbiamo riscontrato un forte aumento della curiosità da parte di tutti: dai clienti ai normali avventori della nostra ristorazione che hanno frequentato con assiduità il nostro New York Bar (ripreso più volte nel film), e ovviamente abbiamo colto l'opportunità per promuovere l'albergo come location cinematografica, creando dei pacchetti ad hoc che richiamano Lost in translation, con una mappa di tutti i luoghi e gli ambienti utilizzati nel film, un cocktail di benvenuto al N.Y. Bar e una cena al nostro ristorante giapponese, incluso un massaggio shiatsu. Sui rapporti con la casa cinematografica e con la regista, Sofia Coppola, non c'è stato alcun accordo preventivo né scambio promo-pubblicitario, se non le condizioni contrattuali per filmare ambienti e camere dell'albergo rispettando la privacy degli altri ospiti e far sì che la presenza della troupe non fosse invasiva». Anche per il management del Pulitzer Hotel di Amsterdam, composto da 25 case del XVII e XVIII secolo che costeggiano il canale Prinsengracht, dove nel 2004 la «gang» di George Clooney, Brad Pitt e Matt Damon si è ritrovata per girare Ocean's Twelve, insieme con Julia Roberts, la pubblicità indiretta generata da queste operazioni è indubbiamente di grande valore: «Ma non si può quantificare con precisione», spiega Jennifer Cooke, public relation director del Pulizter, «perché alberghi come il nostro vantano già una consolidata notorietà sul mercato e forse proprio per questo vengono scelti dai registi. Come per esempio Garry Marshall che per il film Valentine's Day in uscita a febbraio 2010, ha scelto proprio in queste settimane di girare scene con le attrici Anne Hathaway e Jessica Alba nella nostra lobby e nel Blv Restaurant che sicuramente produrranno un forte ritorno d'immagine». Anche negli alberghi italiani il feeling col mondo del cinema è molto forte e per esempio per strutture come l'Hotel de Russie, a Roma, può esserci la duplice opportunità di essere quartier generale di troupe o diventare location, come sottolinea Benedetta Borghese dell'ufficio stampa dell'albergo: «Anni fa abbiamo ospitato l'intera troupe di Ocean Twelve compreso George Clooney, e siamo stati menzionati sui media italiani ed esteri. Così come recentemente sono state girate alcune scene della fiction televisiva Vip dei fratelli Vanzina. Entrambe sono state preziose opportunità». Ma sia per le location alberghiere estere che per quelle italiane si tratta sempre e comunque di una operazione promo-pubblicitaria indotta e non preventivata. Significa che in tale ambito è difficile realizzare accordi di barter: dopo le ispezioni e l'ok del regista segue un vero e proprio accordo di location con regolare contrattazione delle tariffe per occupazione di camere e spazi comuni dell'albergo. Quel che viene spesso denunciato per marchi di sigarette o altri prodotti reclamizzati in modo più o meno indiretto nei film e nelle fiction, per l'hotellerie non funziona quasi mai e si punta invece a sfruttare appieno l'eventuale ritorno d'immagine a posteriori. |
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