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Venerdì 28 Agosto 2009, 8:35
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Il primo semestre 2009, nonostante lo scenario di crisi globale, sotto il profilo commerciale ed economico, mostra risultati positivi, con una generale crescita dell'attività del comparto della raccolta ed importanti segnali sul fronte dell' “efficienza gestionale”, che ha permesso di consolidare la favorevole dinamica degli oneri operativi già evidenziata nel primo Gli aggregati patrimoniali e commerciali registrano incrementi dei volumi intermediati con la clientela anche in termini di quote di mercato. In particolare, migliora il posizionamento sugli impieghi (quota al 7,5%) e sulla raccolta diretta (quota al 7% circa, +20 b.p rispetto a marzo 2009). Per quanto riguarda lo sviluppo dei ricavi complessivi derivanti dall'attività finanziaria e di servizio, al 30 giugno 2009, il margine della gestione finanziaria e assicurativa si attesta a 2.933 milioni (3.079 milioni il dato del 30 giugno 2008 “ricostruito”). Al suo interno, il margine di intermediazione primario è di 2.787 milioni (3.004 milioni il 30 giugno 2008 “ricostruito”). Il risultato operativo netto, quindi, è di circa 473 milioni di euro. Alla formazione dell'utile netto concorrono poi un saldo negativo della voce accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri e altri proventi/oneri di gestione pari a circa -35 milioni (circa -20 milioni di euro al 30 giugno 2008 ricostruito) e oneri “una tantum” per 32 milioni, connessi all'integrazione di Banca Antonveneta e alle correlate iniziative di riassetto deliberate nell'ambito del Piano Industriale. Si tratta di costi informatici e altre spese per 9,4 milioni, nonché di oneri “una tantum” di personale per circa 22,5 milioni. Questi ultimi sono riferiti per gran parte (21,5 milioni) alle manovre di uscita agevolata dal servizio (Esodo Incentivato e Fondo di Solidarietà) e riguardano non solo le risorse già uscite nel corso del primo semestre 2009, ma anche le altre unità di cui si prevede l'adesione entro la fine dell'esercizio. L'utile dell'operatività corrente al lordo delle imposte si attesta quindi a circa 403 milioni di euro. L'utile (perdita) dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte è pari a circa 196 milioni, riconducibile principalmente alla plusvalenza connessa alla cessione di Mps Asset Management Sgr SpA, di ABN AMRO Asset Management e delle altre SGR del Gruppo. A completare il quadro reddituale concorrono infine imposte sul reddito dell'esercizio per circa -194 milioni di euro. L'utile netto di periodo consolidato del Gruppo Montepaschi ante effetti della Purchase Price Allocation (PPA) è di circa 402 milioni di euro. Considerando gli effetti netti della PPA lo stesso si colloca a circa 332 milioni di euro. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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